Utente cancellato
Buongiorno a tutti.
La mia domanda è banale come altrettanto banale è la causa che mi porta a scriverla.
A causa di un rapporto anale passivo a rischio (preservativo rotto ma senza eiaculazione), ho effettuato dopo 44 giorni il test HIV.
Dopo un mese circa dal rapporto ho avuto una breve influenza, a mio avviso causata dal cambio di stagione. Per sicurezza ho comunque fatto il test.
Scioccamente ho pensato che le informazioni che di solito chiedono (tipo di rapporto a rischio, etc.) servissero solo per il questionario e per il colloquio.
In realtà quel questionario è stato consegnato al laboratorio dove ho fatto il prelievo.
Arrivo al dunque: ho scioccamente detto che si è trattato di un rapporto eterosessuale e non omosessuale.
Il test cambia a seconda del tipo di rapporto a rischio? Questa informazione non veritiera può compromettere l'attendibilità del test stesso?
Se l'informazione può essere utile: vivo all'estero (più a nord dell'Italia).

Grazie in anticipo!

[#1] dopo  
44918

Cancellato nel 2018
Salve,
in alcuni paesi più a nord dell'Italia l'infettivologia si associa agli studi epidemiologici ed è per questo che le hanno fatto compilare il questionario che l'ha tanto turbata.
Persino i generalisti partecipano attivamente in questo senso.
In un paese come il nostro dove attualemente per procurarsi la Penicillina ritardo per curare la Sifilide bisogna ricorrere alla Farmacia Vaticana, che la distribuisce senza problemi e ad un costo più basso di quella della Biopharma ( si devono aggiungere le spese del Corriere per chi non è di Roma) o a San Marino, nella assoluta indifferenza dell'AIFA e del Ministero della Salute, queste indagini quasi sempre vengono tralasciate.
Il test è uguale per tutti gli orientamenti sessuali, compreso quello omosessuale, e se è un test di IV generazione a 45 gg può considerarlo definitivo.
Conclusioni: lei non è HIV sieropositivo.
Auguri.
Un cordiale saluto.
Dott. Caldarola.
Dr. Vincenzo Caldarola.
Medico - Chirurgo.