Utente 126XXX
Sono un ragazzo romano di 30 anni, lancio un appello per trovare una cura per un problema alle vie urinarie che mi tartassa da ormai un anno, mi sono rivolto a degli specialisti in urologia ma senza risultati ed ora non so più cosa poter fare, per questo motivo sto scrivendo qui. Si tratta di un’infezione da stafilococco aureo resistente agli antibiotici, sotto osservazione dell’urologo e del medico di base ho fatto diversi cicli di antibiotici sempre più forti ma senza beneficio: prixar250, bassado 500, levoxacin 500, fino all’ultimo ciproxin 750 due compresse al dì per 6 giorni; eppure dal tampone uretrale risultava che il batterio in questione fosse sensibile alla ciprofloxacina a dosi inferiori a 0,5 (non so quale unità di peso ma comunque una delle minori dell’abg). I sintomi che ho sono vari: bruciore alla minzione, ritenzione di urina nella zona bulbouretrale, dolore alla palpazione dell’uretra e fastidi vari anche alla zona vescicale e degli epididimi, nonché eiaculazione precoce e diminuzione del piacere nell’atto sessuale ed anche la scomparsa del piacere che si prova allo svuotamento della vescica. Tutti questi fattori presi singolarmente in genere non sono particolarmente acuti anche perché si tratta di un batterio saprofita che si limita ad occupare solamente la superficie delle mucose indebolendole (credo che sia così) ma nel complesso mi crea un forte disagio che ultimamente è divenuto anche psicologico. La mia vita sessuale è rovinata e così quella della mia compagna anche lei contagiata dal batterio che però a differenza di me oltre ad una forte secchezza vaginale non prova bruciori o dolori (ho dimenticato di specificare prima che per ora ho provato solo io a curarmi visto che lei ha il fegato delicato e stavamo aspettando di trovare la cura che funzionasse su di me per poi ripeterla su di lei e che nel frattempo abbiamo rispettato rapporti protetti, anche se ahime’ ormai sporadici). Inoltre il batterio in causa me lo trovo anche sulla mucosa interna alle labbra, (trasmesso a seguito di un rapporto orale), percepisco infatti che al tatto della lingua la superficie della mucosa è divenuta sabbiosa, durante i cicli antibiotici sento che questa sabbiosità tende a sparire ma poi ritorna come prima o sparisce solo a zone.
Ho letto degli articoli che parlano di nuove scoperte su farmaci a base di glicina che possono indebolire la capsula protettiva di questi batteri, c’è una possibilità così, o cos’altro posso fare?
Vi ringrazio se avete avuto la pazienza di leggermi fino alla fine e magari rispondermi.

[#1] dopo  
10161

Cancellato nel 2009
Dall'analisi della sua sintomatologia, riscontro la possibilità della presenza di altri agenti patogeni, molto più fetenti, rispetto allo streptococco aureo, che è un saprofita, e che, come lei suppone, potrebbe aver favorito l'ingresso di altri agenti patogeni, abbassando la reazione del sistema immunitario, questo è il compito dello streptococco. Questo è il motivo per cui non raggiunge la guarigione, aggredisce il responsabile sbagliato. Non è facile arrivare ad una diagnosi, per questo in studio ho esami strumentali di medicina convenzionale, biologica, quantica, che mi facilitano nel ragionamento diagnostico e terapeutico.
Quindi vanno cercati Chlamydia, ureaplasma urealitica, papilloma virus, Epstein-Barr, ed altri, la terapia cambia notevolmente a seconda dell'agente patogeno interessato. Inoltre sono di difficile individuazione, per questo bisogna ricorrere alla medicina quantica.
saluti




Alberto Moschini
alberto.moschini@fastwebnet.it


[#2] dopo  
Utente 126XXX

La ringrazio intanto della sua risposta, ho da poco finito il secondo ciclo di antibiotici e debbo ripetere il tampone; per quanto riguarda le analisi che mi ha segnalato nel tampone passato c'era anche l'analisi per Chlamydia, ureaplasma che sono però risultate negative, nel prossimo chiederò al mio medico di aggiungere anche questi papilloma virus, Epstein-Barr; ma questo tipo di analisi sono fattibili presso qualsiasi struttura ospedaliera o sono "particolari"?
Perchè esclude che si possa trattare di uno stafilococco aureo resistente?

saluti,

Fabrizio

[#3] dopo  
Utente 126XXX

Dal tampone che circa un mese fa ha fatto mia moglie è risultata la presenza di micoplasma, certamente il vero responsabile dei miei patimenti di un anno e non quindi lo stafiloccocco aureo che era risultato dal mio tampone uretrale; abbiamo iniziato la cura insieme due settimane fa prendendo una bustina al giorno di eritrocina 1000, vitamine resvis (con antocianine, flavononi, vitamina c, ecc...), enterogermina, uncaria tomentosa, ed altri accorgimenti tipo evitare i cibi contenenti arginina, e dopo circa 5 giorni ho potuto apprezzare qualche risultato sia per quanto riguarda la diminuzione dell'infiammazione ma anche dal punto di vista sessuale ho recuperato molto, anche in mia moglie (che non ha mai avvertito fastidi o dolori) ho notato che a livello vaginale ha riacquistato lubrificazione; da metà terapia ad oggi che è finita ho avuto una decisa ricaduta; per dirla tutta in barba alle indicazioni del mio medico ho preso per quattro giorni centrali della terapia 2 bustine al giorno di eritrocina visto che ne avevo la disponibilità come numero di bustine, inoltre da un ceckup che ho fatto 3-4 settimane fa è risultato che da poco ho avuto un infezione da mononucleosi, per la quale mi aveva segnalato una qualche correlazione Dr.Moschini. Nel frattempo ho letto un po' di articoli su internet nei quali si parla di una correlazione fra vari tipi di tumore e questi micoplasmi e mi sto preoccupando…. Possibile che non ci sia una cura efficace? Come stanno veramente le cose e soprattutto che cosa debbo fare? A mi chi posso rivolgere a Roma e dintorni?

[#4] dopo  
10161

Cancellato nel 2009
La chlamidia, è un batterio intracellulare, per cui difficilmente passa nei secreti, anche l’ureaplasma urealitica, difficilmente viene rilevata, perchè predilige vivere in luoghi diversi, vescica, ureteri, rene, forma fra le altre cose calcoli. Per questo che non viene evidenziata nei tamponi.Per il papilloma, purtroppo, esiste solo l’esame su tampone, non sul sangue, per cui se nel luogo dove viene preso non è presente, non si rileva. Nella donna è più facile, perchè il prelievo si può fare in colposcopia, “grattando” sul collo dell’utero, cercando di prelevare anche cellule, quindi si può cercare il papilloma e fare una biopsia. Per il virus di Epstein-Barr, lo ha già riscontrato nell’esame eseguito. Come le dicevo, lo streptococco aureo lo trova dappertutto, ed è un saprofita, può avere la sua importanza, ma sicuramente sotto agiscono altri agenti patogeni, che vanno individuati.Anche il Mycoplasma, ha la sua importanza, ma potrebbe anche lui essere molto superficiale. Quindi i due importanti, rimangono il virus di Epstein-Barr, che è già stato riscontrato, il papilloma virus, che va cercato. Ma purtroppo non esistono esami che lo possono rilevare nel sangue, dove rimane, come il virus di Epstein-Barr, per lungo tempo indisturbato, iniziando a combinare guai, come lei ha potuto leggere. Ancora purtroppo, la medicina convenzionale, non solo non possiede gli esami adeguati per rilevarli, ma nemmeno la terapia adeguata. Per questo motivo ho strutturato tecniche personali per eseguire sia la diagnosi che la terapia, che sono di medicina biologica. L’intervento si può eseguire anche sui Mycoplasmi e sugli streptococchi. Quindi si possono prendere più agenti patogeni insieme, agendo sul sistema immunitario e sui suoi meccanismi, in maniera molto rispettosa della fisiologia dell’organismo.
Saluti
Alberto Moschini
alberto.moschini@fastwebnet.it