Utente 892XXX
Buonasera,

Dopo un rapporto a rischio con un partner occasionale ad Ottobre (penetrazione anale passiva durata qualche secondo e senza eiaculazione, lui circonciso) ho effettuato i seguenti test:

- a 16 giorni: PCR qualitativa negativa presso laboratorio privato accreditato;

- a 31 giorni: HIV ab/ag combo (abbott) DUBBIO con NAT HIV negativo presso un centro trasfusionale (tutto sullo stesso campione di sangue);

- a 34 giorni: HIV ab/ag (stesso kit Abbott) dubbio con PCR qualitativa negativa eseguiti, sullo stesso campione di sangue, presso il laboratorio privato di cui sopra;

Nonostante i 2 test di biologia molecolare (NAT e PCR) eseguiti a distanza di più di un mese dal fattaccio per dirimere gli esiti borderline dell'anti hiv, non sono riuscita a rasserenarmi e così ho effettuato ancora:

- a 54 giorni: HIV ab/ag (stesso kit Abbott) fortunatamente NEGATIVO questa volta (anche se con un valore di 0,71 contro un cut off di 0,80 da cui parte la zona grigia) presso lo stesso centro trasfusionale che, per prassi, ha fatto il richiamo via posta;

- a 78 giorni: HIV ab di 3° generazione (metodo immunocromatografico) negativo presso un laboratorio privato accreditato diverso da quello dove ero già andata;

- a 89 giorni e 109 giorni: HIV ab/ag combo (non conosco il kit) negativi presso un laboratorio privato accreditato diverso dagli altri due precedenti;

La mia domanda è: se i test NAT in corrispondenza dei test Elisa dubbi sono stati negativi così come i successivi test anticorpali (compreso quello che qualche settimana prima mi aveva dato esito dubbio) fino alla copertura del periodo finestra di 3 mesi, posso considerare quell'episodio a rischio acqua passata?

Grazie

[#1] dopo  
Dr. Arduino Baraldi

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Sì lo può considerare passato , però vede voglio dire una cosa. I tests NAT e PCR carebbe opportuno non utilizzarli come tests di primo livello per vedere se presente sieeropositività o nò perche sono tests che si basano sulla presenza del genoma virale , ma possono dare in taluni casi false positività. Sono ottimi tests ma da riservarsi ai centri trasfusionali per il controllo delle sacche di sangue o per monitorare la carica virale in un soggetto malato. Gli attuali tests in uso nei laboratori che ricercano, invece, gli anticorpi sono validissimi , specifici e sensibili e del tutto adeguati ad una ricerca anticorpi di primo livello dopo rapporti a rischio.
Un saluto

A. Baraldi

[#2] dopo  
Utente 892XXX

Gentile Dorr. Baraldi,

sia il centro trasfusionale che il laboratorio privato hanno eseguito la PCR qualitativa solo in corrispondenza dei test anticorpali borderline (quindi come test di conferma e di secondo livello).

So che il gold standard prevede l'utilizzo del WB o del RIBA come test di conferma a causa dei falsi positivi che può dare la PCR e proprio perchè concordo con lei, ho ripetuto il test anti HIV ELFA di IV generazione a 89 e 109 giorni dal rapporto a rischio nonostante la negatività delle due PCR di conferma a 4 settimane dall'episodio.

Detto ciò, nel ringraziarLa nuovamente per il Suo supporto, mi conferma che nella mia storia l'importante è che a 100 giorni dall'evento il test HIV Elfa ab/ag sia risultato negativo?

Grazie

[#3] dopo  
Dr. Arduino Baraldi

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Sì, senz'altro , le confermo che la negatività al 100° giorno è definitiva
Un saluto

A. Baraldi

[#4] dopo  
Utente 892XXX

E' stato gentilissimo e molto professionale nella Sua spiegazione.

Grazie mille e buona serata