Validità idoneità alla mansione (carrellista) con test tossicologici oltre i 12 mesi
Gentile Dottore,
sono un lavoratore addetto alla conduzione di carrelli elevatori (mansione a rischio ex Intesa Stato-Regioni 2006).
Espongo il mio dubbio riguardo alla regolarità della sorveglianza sanitaria in corso.
A fine gennaio 2026 ho effettuato la visita medica periodica, al termine della quale il Medico Competente mi ha rilasciato il certificato di 'Idoneità alla mansione', che ho regolarmente consegnato in azienda.
Tuttavia, ad oggi (fine marzo), non sono ancora stato convocato per l'accertamento tossicologico (esame urine), nonostante l'ultimo test risalga a circa 14 mesi fa.
Le chiedo cortesemente:
Il certificato di idoneità rilasciato a fine gennaio è da considerarsi pienamente valido e operante a fini assicurativi e legali, anche se lo screening tossicologico obbligatorio è scaduto da oltre due mesi?
In caso di eventuale infortunio sul lavoro o ispezione dell'organo di vigilanza (ASL/SPreSAL), la responsabilità di questo sfasamento temporale ricade sul lavoratore, sul Datore di Lavoro o sul Medico Competente?
È corretto che il Medico rilasci l'idoneità 'definitiva' prima ancora di aver visionato l'esito dei test tossicologici?
La ringrazio per il tempo che vorrà dedicarmi
sono un lavoratore addetto alla conduzione di carrelli elevatori (mansione a rischio ex Intesa Stato-Regioni 2006).
Espongo il mio dubbio riguardo alla regolarità della sorveglianza sanitaria in corso.
A fine gennaio 2026 ho effettuato la visita medica periodica, al termine della quale il Medico Competente mi ha rilasciato il certificato di 'Idoneità alla mansione', che ho regolarmente consegnato in azienda.
Tuttavia, ad oggi (fine marzo), non sono ancora stato convocato per l'accertamento tossicologico (esame urine), nonostante l'ultimo test risalga a circa 14 mesi fa.
Le chiedo cortesemente:
Il certificato di idoneità rilasciato a fine gennaio è da considerarsi pienamente valido e operante a fini assicurativi e legali, anche se lo screening tossicologico obbligatorio è scaduto da oltre due mesi?
In caso di eventuale infortunio sul lavoro o ispezione dell'organo di vigilanza (ASL/SPreSAL), la responsabilità di questo sfasamento temporale ricade sul lavoratore, sul Datore di Lavoro o sul Medico Competente?
È corretto che il Medico rilasci l'idoneità 'definitiva' prima ancora di aver visionato l'esito dei test tossicologici?
La ringrazio per il tempo che vorrà dedicarmi
Gentile utente,
il test tossicologico per le mansioni a rischio viene effettuato una volta l'anno come pure, di norma, la visita medica per l'idoneità alla mansione specifica.
La visita ed il test non necessariamente devono avvenire contestualmente (anzi è buona norma effettuarli disgiuntamente per evitare, da parte del dipendente che conosce la scadenza della visita medica, programmata astensione dall'assunzione di droghe).
Certamente se l'ultimo test risale a 14 mesi addietro, è scaduto.
Relativamente alla eventuale responsabilità:
certamente non è e non può essere mai del lavoratore.
La normativa prevede che il datore di lavoro comunichi al medico competente la lista dei dipendenti che, ex lege, devono essere sottoposti al test. Tale lista viene aggiornata periodicamente e comunque tempestivamente in caso di variazioni.
Ricevuta la lista il medico competente entro 30 giorni comunica al datore di lavoro il programma di esecuzione dei test.
Quindi, la responsabilità della mancata effettuazione del test è del datore di lavoro se non ha inviato la lista per iscritto al medico competente; del medico competente se, ricevuta la lista non ha programmato ed eseguito i test previsti.
Cordiali saluti
il test tossicologico per le mansioni a rischio viene effettuato una volta l'anno come pure, di norma, la visita medica per l'idoneità alla mansione specifica.
La visita ed il test non necessariamente devono avvenire contestualmente (anzi è buona norma effettuarli disgiuntamente per evitare, da parte del dipendente che conosce la scadenza della visita medica, programmata astensione dall'assunzione di droghe).
Certamente se l'ultimo test risale a 14 mesi addietro, è scaduto.
Relativamente alla eventuale responsabilità:
certamente non è e non può essere mai del lavoratore.
La normativa prevede che il datore di lavoro comunichi al medico competente la lista dei dipendenti che, ex lege, devono essere sottoposti al test. Tale lista viene aggiornata periodicamente e comunque tempestivamente in caso di variazioni.
Ricevuta la lista il medico competente entro 30 giorni comunica al datore di lavoro il programma di esecuzione dei test.
Quindi, la responsabilità della mancata effettuazione del test è del datore di lavoro se non ha inviato la lista per iscritto al medico competente; del medico competente se, ricevuta la lista non ha programmato ed eseguito i test previsti.
Cordiali saluti
Dr. Domenico Spinoso
Medico del Lavoro
Questo consulto ha ricevuto 1 risposte e 2 visite dal 31/03/2026.
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