Utente 129XXX
Gentili Dottori,

Sono una donna di 35 anni lavoratrice (impiegata a tempo determinato)affetta da Sclerosi Multipla forma Remissione-Remittente dall'età di 21 anni ed in terapia interferonica con Rebif 44 3 volte a settimana.

Ad Aprile 2009,ho presentato la domanda per il riconoscimento della L.104/92 per riuscire ad avere il riconoscimento dell’Art.3 comma 3 perchè il mio piano terapeutico unito al mio quandro clinico, rende difficoltoso un normale rapporto di lavoro dipendente in mancanza delle agevolazioni previste dalla legge (3 gg mensili o 2 ore giornaliere di permessi retribuiti).

A distanza di 5 mesi(Settembre 2009), non avendo ricevuto esito alcuno da parte della Asl, mi reco personalmente per avere informazioni in merito.
I Sigg. della Asl, mi riferiscono che erano in diatriba con l'Inps perchè loro volevano riconoscermi la L.104 Art.3 Comma 3 Non rivedibile mentre per l'Inps la questione doveva essere approfondita.

Preciso che, nel mese di Agosto, ho effettuato una nuova Risonanza Magnetica che ha rilevato purtroppo la presenza di nuove zone di sofferenza tissutale su base flogistico-demielinizzante in fase attiva.

Nel mese di Ottobre 2009,la commissione di verifica delll'Inps, dopo aver esaminato il verbale di visita emesso dalla commisione dela Asl, ha ravvisato i presupposti per la sospensione della procedura, ai sensi dell'art,1 comma 7 della L.15 ottobre, n°295 pertanto mi convoca direttamente a visita che ho effettuato in data 17 Novembre.

Oggi(25 Novembre 2009),mi è arrivato il giudizio conclusivo medico-sociale dell'Inps che è stato il seguente:
Portatore di Handicap (comma 1 Art.3)
Non Rivedibile

Ora,se è vero che il riconoscimento dell'Handicap si basa su crireti medico-sociali e non medico legali, giacchè la mia patologia va ad incidere molto sulla mia vita quotidiana e socio-lavorativa,mi chiedo e vi chiedo se ricorrono i presupposti per procedere ad un ricorso avverso il suscritto giudizio per vedermi riconosciuto l'Art.3 comma 3? Oppure, sarebbe meglio attendere e procedere con un aggravamento?


Ringraziandovi antipicatamente per il Vostro contributo e supporto,

saluto cordialmente.

[#1] dopo  
Dr. Maurizio Golia

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Bisognerebbe analizzare le condizioni generali di salute,le necessità terapeutiche (orari, orari di lavoro (con possibilità o meno di variare gli orari per le terapie) e la percentuale d'invalidità, non c'è un automatismo tra patologia e handicap grave. Potrebbe tentare con un aggravamento ben documentato.
Dr. Maurizio Golia Specialista Medicina Legale e Medicina Preventiva Lavoratori tel. 339/7303091
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[#2] dopo  
Utente 129XXX

Gentile Dr.Golia,

Intanto La ringrazio per avermi risposto.

Per quanto riguarda le mie condizioni generali di salute sembrano buone inquanto non presento problemi motori ma soffro di tutti quesi sintomi "invisibili" che provoca la sclerosi multipla:fatica fisica e cognitiva,formicolii alla lingua, agli arti, dolori alla gamba,spasmi muscolari e soffro dei sintomi legati alla terapia interferonica che devo fare 3 volte a settimana e che mi provoca febbre e forti dolori muscolari che mi costringono a stare a letto. Ecco perchè la Asl mi voleva riconoscere l'Art.3 comma 3.
Per quanto riguarda la mia percentuale di invalidità,mi era stata riconosciuta il 60%.

Mi chiedo e Le chiedo: come fa una commissione medica dell'Inps che si riunisce per valutare lo stato di handicap a sottovalutare o ignorare che per Handicap non s'intende la menomazione (ovvero il danno all'integrità psico-fisica dell'individuo) nè tantomeno la disabilità (ridotta o impedita capacità di svolgere determinate attività in modo ritenuto "normale")ma, lo svantaggio che si ha rispetto a riconosciuti canoni di "normalità"nel compiere determinate azioni?

Inoltre, come fa una commissione a sottovalutare oppure ignorare il fatto che la maggior parte delle persone affette da Sclerosi Multipla hanno difficoltà a vedersi riconosciuti problemi "invisibili" come la fatica, che non sono clinicamente evidenti ma che condizionano pesantemente le attività quotidiane?
Inoltre, l'impossibilità a standardizzare i sintomi ed il loro impatto sulla qualità della vita, dal momento che le condizioni delle persone con SM sono molto soggettive? La valutazione,viene fatta sulla base dei sintomi presenti al momento della visita senza tener conto dell'imprevedibilità e variabilità dei sintomi specifici della SM.

Inoltre, come fa una commissione a sottovalutare l'importanza del riconoscimento dell'art.3 comma 3 per le persone con SM che lavorano? Un tipico piano terapeutico e diagnostico, prevede un notevole impegno che può rendere difficoltoso se non impossibile, un normale rapporto di lavoro dipendente in mancanza delle agevolazioni previste dalla legge.
In questo senso, l'applicazione della Legge 104 assume l'importante ruolo di strumento per la piena integrazione nel lavoro e nella società.
Il beneficio dei 3 giorni evita,ad esempio, alla
persona, di ricorrere a giorni di ferie o malattia
quando i sintomi o gli effetti collaterali dei farmaci
la costringono a fare assenze dal lavoro.
Le due ore giornaliere permettono, invece, di
ridurre l’orario di lavoro a persone che, in questo
modo, possono proseguire la propria attività
lavorativa per lungo tempo evitando cambi di mansioni o passaggio a part-time con conseguente decurtazione
dello stipendio.
Il riconoscimento è particolarmente importante
per persone che presentano problemi di fatica o
minzione imperiosa, sintomi che condizionano
pesantemente la vita ed in particolare l’ambito
lavorativo.
Una valutazione inadeguata,(così come ha fatto l'Inps con me),nega non solo la possibilità di usufruire dei vantaggi previsti dalle normative ma va a compromettere ulteriormente la qualità di vita delle persone con Sclerosi Multipla.

In virtù di quanto specificato,crede sempre sia meglio tentare con un aggravamento oppure con un ricorso?

Grazie
cordiali saluti


[#3] dopo  
Dr. Maurizio Golia

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Alcune considerazioni sono giuste, ma in ambito medico legale si fanno anche altre valutazioni. Provi ad andare con la documentazione ad un Patronato e chieda al medico-legale cosa e se conviene fare ulteriori domande o ricorsi
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