Utente 115XXX
Salve,ho 19 anni e gioco a calcio a livello agonistico.Il 2 dicembre 2011 durante un allenamento ho sentito una fitta alla coscia sx e mi sono fermato.Ero stato fermo i 20 giorni precedenti per un problema alla schiena e credo la fitta fosse solo un affaticamento a causa del poco allenamento che avevo.2 giorni dopo ho giocato la partita (peggiorando le cose) durante la quale il dolore cresceva sempre più finchè mi sono dovuto fermare in seguito ad una fitta dolorosissima per aver calciato la palla.Non riuscivo più a camminare.Ho osservato 10 giorni di riposo durante i quali ho fatto alcune sedute di ultrasuoni e tens (decontratturante).Il 18 dicembre ho giocato un altra partita senza sentire alcun fastidio.Ai primi di gennaio ho risentito fastidio alla gamba.Una sensazione di pizzicamento in un punto preciso.Dopo alti e bassi di dolore il 22 gennaio verso la fine dell’ennesima partita durante un passaggio ho sentito ancora quella fitta dolorosa.2 giorni dopo ho fatto un ecografia.L’esito:in sede clinicamente dolente a livello della coscia sn, nel contesto del muscolo retto femorale, è apprezzabile, su area di poco inferiore a 4 cm di diametro, aspetto diffusamente disomogeneo del parenchima muscolare sotto forma di irregolari aree ecogene frammiste a sottili bande anecogene, come per esiti di lacerazione parziale del muscolo”.Sono stato fermo fino al 21 febbraio e in questo periodo ho fatto 8 sedute di tecar da un fisioterapista il quale mi ha eseguito 3 volte il massaggio trasverso profondo.Inoltre mi ha detto di eseguire questo massaggio (dopo avermi insegnato il movimento corretto) su me stesso 5 minuti al giorno.Ho ripreso l’attività in maniera graduale.Purtroppo non ho avuto la possibilità di farmi seguire da qualcuno di competente nella ripresa degli allenamenti.Fino ai primi giorni di marzo (finchè correvo e basta) tutto bene.Ho ricominciato a lavorare con la palla ma nei tiri e nei scatti ho risentito quel pizzichio (ma ero convinto fosse solo conseguenza della cicatrice) solo però a monte a valle del punto in cui avevo sentito la fitta il mese prima. Il 18 marzo l’ennesima partita e l’ennesima fitta dolorosa sullo stesso punto. Il giorno dopo mi sono sottoposto a ecografia. L’esito: si riconosce alterazione ecostrutturale tendenzialmente iperecogena, a contorni sfumati, in corrispondenza del muscolo retto femorale al terzo superiore della coscia sn estesa longitudinalmente per circa 6 cm per circa 2 cm come diametro trasversale massimo in quadro riferibile a esito distruttivo muscolare.Non si apprezzano raccolte emorragiche loco regionali. Il muscolo retto femorale risulta di dimensioni conservate, analoga controlaterale. Non si apprezzano alterazioni ecografiche a calcificazioni.Non apprezzabili ernie muscolari. Sono fermo dal 18 marzo senza fare terapie visto che non ho necessità di tornare in fretta. VOrrei tornare almeno a correre ma ho paura di una ricaduta. Cosa dovrei fare? Cosa mi consigliate? Grazie per la Vostra disponibilità!

[#1] dopo  
Dr. Pasquale Bergamo

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Credo che debba essere visitato da uno specialista esperto in traumi da sport. Se l'avesse fatto forse oggi starebbe regolarmente praticando attività sportiva. Ha subito una lesione (suppongo minima) del retto femorale a dicembre e successive 2 o 3 recidive con estensione della lesione fino a 6 centimetri. Attualmente, dopo 4 mesi, ancora non è guarito.
Al di la della validità o meno dei trattamenti eseguiti (non ho capito bene il massaggio "trasverso profondo" sul muscolo in fase di cicatrizzazione), ritengo che lo specialista mettere un pò d'ordine e riprogrammare sia la fase terapeutica ma, soprattutto, quella rieducativa: ad es: elasticizzazione, propriocettività, ritonificazione, potenziamento.
Saluti
dr Pasquale Bergamo

[#2] dopo  
Utente 115XXX

Ma io sono andato già andato da un fisioterapista. Che intende per "specialista esperto in traumi da sport"? Perchè il fisioterapista in questione tratta soprattutto sportivi (calciatori, pallavolisti, ecc).

Per quanto riguarda il massaggio trasverso profondo: durante le visite col fisioterapista, me lo faceva lui di persona, mentre a casa me lo facevo io da solo (su suo ordine e dopo avermelo insegnato). Non è altro che un massaggio in senso trasversale rispetto la direzione delle fibre muscolari del retto femorale. L'obiettivo di questo massaggio è distruggere eventuali aderenze della cicatrice e mantenere il più elastica possibile la zona in questione.

[#3] dopo  
Dr. Pasquale Bergamo

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Vedo che esiste ancora un pò di confusione. Il Fisioterapista non è un medico nè tantomeno uno specialista. Ha una laurea in Fisioterapia che in Italia si consegue in tre anni per cui non può rilasciare diagnosi.
Quindi si faccia valutare da uno specialista: FISIATRA, ORTOPEDICO, MEDICO DELLO SPORT
dr Pasquale Bergamo

[#4] dopo  
Utente 115XXX

Purtroppo in questo momento non ho possibilità economiche di rivolgermi anche ad un fisiatra. Quello che non capisco è che io ho già 2 ecografie che parlano e mi dicono chiaramente cos'ho, quindi anche un banalissimo fisioterapista sa come curare uno strappo. Non capisco perchè ci si debba rivolgere prima ad un fisiatra che 99 su 100 mi direbbe la stessa cosa che mi direbbe il fisioterapista. Quando mi sono ritrovato in situazioni simili ho sempre contattato da subito il fisioterapista e mi sono sempre trovato bene. Ora che per la prima volta ho subito un infortunio da non sottovalutare, l'unica cosa che vorrei sapere è la strada da percorrere in modo da tornare a fare attività senza incorrere in ricadute e cioè quanto ancora dovrei star fermo, se va bene nel frattempo non fare niente, e come comportarmi appena ripresa l'attività.

Mi scuso se vado contro la comune prassi che sarebbe da adottare ma io l'ho sempre pensata così, non so se possa capire le mie ragioni. In ogni caso grazie della Sua risposta.