Utente 485XXX
Buongiorno,
sono un ragazzo di 27 anni e pratico calcio a livello amatoriale.
A giugno di quest'anno durante una partita mi sono infortunato nel gesto di caricare il tiro (ovvero tirando la gamba all'indietro). Ho sentito una forte fitta partire dall'anca fino quasi al ginocchio. Mi sono subito fermato, anche se dopo pochissimi minuti riuscivo a camminare senza zoppicare.

Mi sono recato da un massaggiatore che aveva diagnosticato uno stiramento al retto femorale (trattato con tecar e cerotti tapping); quindi riposo assoluto fino ai primi giorni di agosto quando ho ricominciato ad allenarmi in modo blando senza dolore.

A settembre con l'inizio della stagione sono tornato ad allenarmi con la squadra notando ancora un leggero fastidio (sparito con la pratica massiccia di stretching) e mancanza di forza e potenza nel muscolo e mi sono sottoposto a ecografia. L'ecografia ha dato il seguente esito: "Probabile disinserzione di buona parte del retto femorale che appare retratto caudalmente. A livello dell'entesi si osserva tessuto cicatriziale ipocogeno."
In seguito ho nuovamente fermato l'attività sportiva in attesa di una visita ortopedica.

L'ortopedico-fisioterapista che mi ha visitato ha diagnosticato un strappo di II°grado del muscolo sartorio, smentendo l'esito dell'ecografia. Mi ha quindi consigliato di sottopormi a RMN e di riprendere tranquillamente l'attività sportiva.

Nell'attesa della RMN ho ripreso normalmente l'attiva fisica anche con una certa intensità senza avvertire fastidi, se non la solita carenza di forza che imputavo allo scarso stato di forma e al lungo stop.

L'esito della RMN, invece, combacia con quello dell'ecografia: "L'indagine RM conferma una disinserzione subtotale del muscolo retto femorale di destra dalla spina illiaca antero inferiore, con retrazione delle fibre muscolari al terzo medio-prossimale della coscia e presenza di edema dei tessuti molli circostanti il muscolo disinserito e retratto caudalmente.
Regolari le restanti strutture muscolari esaminate, ambo i lati.
Non si osservano alterazioni morfologiche ne di intensità da segnalare a carico delle teste femorali, dei colli, ne delle porzioni diafisiarie esaminate.
Anche le strutture scheletriche del bacino visualizzate conservano regolare intensità di segnale.
Sostanzialmente nella norma l'aspetto RM delle sincondrosi sacro-iliache.
Non sono attualmente rilevabili significativi segni di versamento a livello delle articolazioni coxo-femorali, le cui cartilagini di rivestimento conservano regolare spessore".

L'entità di questo infortunio è quindi molto grave? Posso continuare a svolgere attività sportiva o devo sottopormi a qualche terapia/intervento?

Vi ringrazio per l'attenzione e resto in attesa di una vostra gentile risposta.

[#1] dopo  
Dr. Salvo Catania

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[#2] dopo  
Utente 485XXX

Avevo già inserito il quesito in ortopedia, ma non ricevendo alcuna risposta ho tentato con "medicina dello sport".
Grazie lo stesso per il consiglio.

[#3] dopo  
Dr. Salvo Catania

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[#4] dopo  
Utente 485XXX

Purtroppo non riesco ad ottenere nessun consulto per il mio problema in nessuna delle due sezioni.
A questo punto non so davvero come comportarmi per curare questo infortunio (se curabile) se non restare a riposo assoluto in attesa della visita prenotata.