Utente 277XXX
Salve,
ho 41 anni e pratico (o meglio praticavo) 2/3 volte a settimana calcetto/calciotto.
Da maggio scorso ho cominciato a stare più attento all'alimentazione per perdere un pò di chili che avevo accumulato e ho intensificato l'attivita fisica con corse e passeggiate di circa una decina di km a seduta un paio di volte a settimana.
Verso metà settembre ho cominciato ad accusare un lieve dolore all'anca sinistra che scompariva una volta riscaldati i muscoli ma non gli ho dato molto peso continuando a giocare e correre anche per più tempo.
Il 26 settembre accade un episodio forse scatenante del problema: passo dietro una spalliera di una sedia che mi preme sulla parte bassa del retto addominale sinistro e sento una forte fitta che però scompare quasi subito. La sera (era un mercoledì) vado a giocare senza problemi. Dopo pochi giorni (sabato mattina) scendo per la mia corsetta ma con uno starnuto accuso un dolorino più o meno nel punto della fitta provocata dalla spalliera della sedia. Provo a correre ma noto un fastidio (un peso non proprio un dolore) nel punto incriminato. Quindi passeggio e ogni tanto faccio un pò di stretching portando il busto all'indietro e il fastidio diventa "dolorino". Dopo mezzoretta decido di non insistere e di starmene a riposo per una settimana.
Lunedì 8 ottobre torno in campo a calcetto... ma il fastidio (ripeto non vero e proprio dolore) si ripresenta, avverto la molla degli slip come "peso", continuo la partita e il fastidio diventa dolore che man mano si estende agli adduttori della coscia sinistra al gluteo e nel dopo gara e in nottata accuso dolore a tutto l'inguine con irradiazioni anche al testicolo sinistro. Dolori che durano anche il giorno dopo e si attenuano quasi a scomparire dopo un paio di giorni, lasciandomi solo quella "presenza", fastidio.
Prendo contatti con un chirurgo addominale per valutare la presenza di un ernia, gli racconto l'episodio della sedia e tastandomi su tutto l'inguine e il basso ventre il dottore esclude l'ernia. Gli spiego che c'è un movimento in particolare che mi provoca e richiama un dolorino vero e proprio e cioè quando provo a premere col tallone sinistro verso la caviglia destra. La sua diagnosi è pubalgia e mi prescrive 40 giorni di riposo, antinfiammatori in caso di dolori (o Arnica in assenza di forti dolori) e Pelvilen Forte.
Ad un mese dalla diagnosi provando a premere col tallone sinistro verso la caviglia destra non avverto più dolore ma la "presenza" di un qualcosa e quel fastidio c'è ancora e non vuole andare via.
E' normale?
Potreste consigliarmi uno specialista o indirizzarmi verso qualche altra terapia per accellerare i tempi di recupero.
La mia paura è che la diagnosi non sia corretta.
Grazie per l'attenzione e scusatemi per la lunghezza.

[#1] dopo  
Dr. Salvo Catania

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Intanto poichè nessuno Le ha risposto in questa area provi a ripostare ANCHE in area Ortopedia.
Salvo Catania, MD
Chirurgo oncologo-senologia chirurgica
www.senosalvo.com

[#2] dopo  
Utente 277XXX

Grazie per il consiglio Dr. Catania.