Utente 241XXX
Preg.mi
Sono un podista amatoriale, ma le mie prestazioni sono abbastanza buone giacchè mi alleno 4 volte a settimana. Da un pò di tempo avverto indolenzimento dei muscoli nella zona dell'osso pubico (La fascia inguinale e i muscoli della parte interna della coscia, però, non sono interessate dal problema), ma continuo ad allenarmi. Dopo la fase di riscaldamento, infatti, il fastidio diventa quasi impercettibile e non mi impedisce di finire le sedute . Come posso capire se si tratta di pubalgia? Posso continuare ad allenarmi? Quali esami mi consigliate?
PS agli inizi di marzo mi sottoporrò ad intervento chirurgico proctologico (emorroidi di terzo grado). Può questa patologia aver dato luogo al disturbo summenzionato?
Grzie di cuore, i miei più cordiali saluti.

[#1] dopo  
Dr. Giancarlo Rando

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Buonasera,
la sintomatologia alla quale si riferisce potrebbe essere compatibile con la cosiddetta " pubalgia ".
Occorrerebbe sapere, però, qualcosa di più : se si è già presentata altre volte ? Come è regredita in passato ? E' la prima comparsa in assoluto ? Quale evento possibile o quale causa possibile l'avranno determinata ? Come definisce il dolore ( come una o più fitte, come un peso, come una scossa, come qualcosa che brucia, che scalda , come qualcosa che opprime ) ? Come si comporta ? E' costante ? Compare ancora alla fine dell'allenamento ? E' presente talvolta anche a riposo ?
Di solito la pubalgia si manifesta anche con la sofferenza dei muscoli adduttori e delle loro inserzioni tendinee sul pube, appunto.
Può essere dovuta ad errori in eccesso o in difetto della preparazione atletica o dell'allenamento, in particolare a carichi eccessivi o ripetuti, ad alterazioni posturali - anche temporanee - , ad alterazioni morfologiche del bacino, delle anche, delle ginocchia e del piede, a cause dovute all'uso di scarpe tecniche non appropriate.
Continuare l'allenamento può peggiorare il dolore e le sue condizioni.
Consiglierei innanzitutto di effettuare una visita specialistica ( medico dello sport, fisiatra, ortopedico ) : il medico consultato provvederà a richiedere gli esami più idonei ( di solito bastano un esame rx del bacino nelle proiezioni specifiche e l'esame ecotomografico dei tessuti molli ) , a prescrivere le terapie appropriate ( mediche , fisiche e riabilitative ), dispensare i consigli e gli esercizi specifici prima di riprendere progressivamente l'allenamento ed evitare le possibili recidive.
La visita medica, ripeto, è indispensabile per porre la diagnosi corretta e per escludere altre possibili patologie che possono determinare i medesimi sintomi da Lei riferiti ( ernia inguinale, prostatite, irritazioni di radici nervose da cause discali della colonna lombare, dolore riferito da patologie viscerali addominali.........) .
Mi tenga pure al corrente e mi informi della visita e dei risultati .
Cordiali saluti.
Dr. GIANCARLO RANDO
MEDICO DELLO SPORT, ANGIOLOGO, FISIATRA

[#2] dopo  
Utente 241XXX

Preg.mo dott Rando
Perdoni il grave ritardo con cui rispondo ma quasi contemporaneamente al mio infortunio abbiamo purtroppo scoperto che mio padre ha un brutto male al pancreas. Tutta la nostra attenzione è per lui. Voglio ringraziarla infinitamente per aver risposto - cercherò di essere preciso nel rispondere alle cose che mia ha chiesto. Sono stato da un medico dello sport (segue una squadra di calcio professionistica) che mi ha fatto fare una risonanza magnetica, con il seguente referto - SEQUENZE DI ACQUISIZIONE: Spin echo Tlw, TSE T2w e S.T.I.R. sul piano coronale e sul piano assiale.
GIUDIZIO DIAGNOSTICO:
Regolare ed omogeneo i l segnale delle teste femorali.
Integre e normoconformate le cavità acetabolari.
Conservati i rapporti articolari coxo-femorali.
Segni di sinfisite pubica, con irregolarità delle superfici articolari prospicienti, cui si associa, all'osso pubico
sinistro, ipersegnale in T2-STIR della cartilagine articolare e piccole pseudocisti ossee subcondrali.
Non si apprezzano alterazioni di segnale a carico delle strutture muscolo-tendinee in esame.
NB: l'esame è integralmente registrato sul CD ROM allegato.
Centro di Ricerca Check-up (M.I.U.R. 593)
Ho fatto, di seguito tecar terapia e laser terapia, oltre a ginnastica posturale, addominali ecc...La situazione è migliorata in percentuale del 50-60% ma ancora avverto il fastidio - a distanza di qualche ora dall'allenamento - anche se in modo più blando. Si manifesta come un piccolo bruciore e solo raramente lo avverto a riposo. PS non ho mai sofferto prima- come causa ho pensato anche all'uso di scarpe diverse da quelle che abitualmente usavo e per giunta un pò più piccole. Le sarò grato immensamente se mi risponderà di nuovo. Le invio i miei più cordiali saluti. Grazie di cuore.

[#3] dopo  
Dr. Giancarlo Rando

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Buongiorno,

il trattamento della sinfisite pubica , responsabile della sua pubalgia, può essere talvolta molto ostico.
Le terapie che ha effettuato possono non essere sufficienti e non soltanto esse stesse potrebbero essere ripetute, ma talvolta occorre integrare altra terapia locale: crioterapia, uso di fals ad azione topica ( per esempio in forma di schiuma ) , mesoterapia, onde d'urto focali.

E' il medico che sceglie e propone l'insieme delle terapie più appropriate .

Riguardo agli esercizi direi di non accontentarsi soltanto di " averli fatti " , ma direi di proseguire e di insistere. Particolarmente con gli esercizi posturali, di potenziamento muscolare e di stretching .
Le suggerirei farsi seguire da un terapista della riabilitazione e poi eventualmente da un preparatore atletico sconsigliandole il " fai da te " : gli esercizi muscolari e di stretching, per esempio , non possono essere improvvisati, devono essere invece mirati, ben selezionati e ben dosati. Alcuni di essi potrebbero essere addirittura controindicati nei casi di sinfisite pubica .
Esistono tecniche riabilitative precise ben conosciute dai terapisti della riabilitazione che portano alla lunga alla remissione della patologia . Bisogna soltanto affidarsi ad un buon professionista ed insistere anche nell'autotrattamento seguendo le sue indicazioni .

Le cause della sua patologia possono essere diverse e vanno ricercate attentamente per rimuoverle ed evitare le recidive .

Cordiali saluti .
Dr. GIANCARLO RANDO
MEDICO DELLO SPORT, ANGIOLOGO, FISIATRA