Utente 382XXX
Buon pomeriggio,

mi chiamo Sascha, sono un giovane di 28 anni, 173cm, 79kg in buona costituzione fisica.

Mi rivolgo a voi in quanto da alcuni anni soffro di cefalea in seguito a grande/intenso sforzo fisico prolungato.

Lo stile di vita non è il massimo: fumatore (circa 20 sigarette al giorno) e alcol quasi tutti i giorni e fine settimana (in genere non mi ubriaco, ma due bicchieri di vino al giorno non me li toglie nessuno, a volte anche più).

In passato ero agonista, praticavo Thai Boxe, ho ottenuto ottimi risultati e mi sono allenato sempre al massimo, a volte vicino alla soglia dello svenimento, spesso fino alla nausea, senza mai soffrire di conseguenze post-allenamento.

Da alcuni anni mi alleno di meno e ho notato che se "esagero" ossia mi alleno a livelli alti 160/170+ battiti cardiaci, per un periodo prolungato (tipicamente più di 30 minuti), in seguito all'allenamento soffro di una tremenda cefalea che mi costringe a stare a letto senza il minimo movimento, per non aggravare la situazione. Mi è anche capitato di avere un leggero mal di testa per tutto il giorno seguente.

Ho effettuato i seguenti test medici:
- controllo pressione -> OK
- analisi del sangue -> OK
- elettrocardiogramma sotto sforzo intenso -> OK
- Risonanza magnetica -> nessun problema riscontrato

La risposta del medico è stata che i risultati dei test le mie prestazioni sono oltre la media e che semplicemente dovrei evitare di fare attività ad alta intensità per un periodo prolungato.

Mi rivolgo a voi chiedendovi, se un giovane di 28 anni con molta energia e voglia di praticare sport, debba limitarsi a causa della cefalea.
Sinceramente ho anche paura che, "esagerando", rischio un ictus cerebrale.

Cosa posso/devo fare?

Vi ringrazio anticipatamente per una risposta.

Cordiali saluti,
Sascha.

[#1] dopo  
Dr. Gianpaolo Sardo

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Gentile utente,
il quadro che lei ha prospettato si commenterebbe da solo. Fumatore in leggero sovrappeso che dopo sforzi intensi soffre di cefalea. Mi sembra il minimo "sindacale"!
Quì il discorso deve partire da lontano. Un cambiamento delle sue abitudini è fondamentale. Non si può avere la "botte piena e la moglie ubriaca".
Il fumo limita notevolmente la quantità di ossigeno che il cuore preleva dai polmoni per poi nutrire il corpo. Questo significa che per assicurare la notevole quantità di ossigeno richiesta per l'attività muscolare sportiva, il suo povero cuore deve lavorare decisamente di più del solito. Si giustifica la tachicardia notevole per lo sforzo fisico a cui lei si sottopone. Inoltre deve fare i conti con la "cefalea muscolo-tensiva" che si instaura e che è parzialmente dovuta alla contrattura posturale generalizzata della testa e del collo durante lo sforzo intenso.
Soluzioni:
- limiti il fumo ( tra l'altro è tra i possibili responsabili di episodi aritmici sotto sforzo),
- riduca i carichi di lavoro e non dimentichi che dopo l'allenamento è fondamentale un lavoro di stretching di tutto il corpo con particolare attenzione alla muscolatura del collo e del torace,
- reintegri i sali minerali ed i liquidi (la disidratazione e la perdita di sali minerali provoca contratture muscolari e crampi)
Infine non abbia grossi preoccupazioni per il vino (ma non ecceda oltre i due bicchieri tra pranzo e cena); vino buono rosso contiene il resveratrolo, ottimo antiossidante ma se lei si allena il pomeriggio eviti di consumare alcol a pranzo....
Spero di esserLe stato utile.
Saluti
Dr. Gianpaolo Sardo
specialista in Medicina dello Sport - Catania
www.studiomedicostaff.it

[#2] dopo  
Utente 382XXX

Gentile Dr. Sardo,

La ringrazio davvero per la risposta. Ho trovato persino "comico" come ha iniziato la risposta!

Vorrei fare alcune precisazioni e una considerazione:
- non sono in sovrappeso, se non sulla carta secondo l'indice BMI. Fisicamente sono molto allenato con un indice di massa grassa intorno al 11%.
- trattandosi di sforzo intenso, come ad esempio round di sparring a boxe, lavorare a 160/170 battiti al minuto, non lo trovo una tachicardia notevole, bensì un regime corretto.
- prima, durante e dopo l'allenamento, bevo tantissima acqua, integrando anche con zuccheri, soprattutto per la dannata paura che ho di andare in contro a una cefalea dolorosa. Quindi escluderei disidratazione.
- lo stretching fa parte dei miei allenamenti. (forse devo puntare più al collo)

Considerazione:
A questo punto mi verrebbe da pensare che il fumo sia l'unico colpevole per la cefalea rimasto, ma non ho trovato collegamenti tra cefalea da sforzo e fumo.

Ridurre i carichi e le intensità di lavoro, sembra essere l'unica soluzione, ma è proprio quello che non vorrei dovermi trovare costretto a fare. Questo venerdì, un mio collega ultra 40enne, gareggerà nel Iron Man e non è la sua prima volta. Io se corro per più di 40 minuti, o mi fermo o vomito dal mal di testa.

Mi sento frustrato e vorrei cercare di capire come fare per tornare a regimi massimali, come pochi anni fa.

Ringrazio anticipatamente per una risposta.

Cordiali saluti,
Sascha.

[#3] dopo  
Dr. Gianpaolo Sardo

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la ringrazio veramente per la definizione di comico. Del resto ritengo lo sport gioia ed allegria in genere; Se potesse tornare a vivere De Cubertin....
Ricordi che i suoi 160-170 battiti al minuto la pongono già in zona soglia anaerobica e lei è un fumatore.....
Il 40enne triatleta IRON in quanto tempo è diventato tale ?
Riduca i carichi di lavoro, smetta di fumare e segua un programma di allenamento graduale e giusto...
Dr. Gianpaolo Sardo
specialista in Medicina dello Sport - Catania
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