Utente 125XXX
Egregi Dottori,
tre quattro mesi la scala che utilizzo per salire sul terrazzo della mia abitazione è scivolata e io mi sono aggrappato sul tetto per circa un minuto o due prima di lasciarmi cadere diritto per un paio di metri o poco più sul piano inferiore. I giorni seguenti ho avvertito un dolore alla spalla, ma fiducioso che si trattava di uno stiramento che col passare di giorni sarebbe scomparso non ho fatto ricorso ad alcuna terapia. In particolare ho avuto problemi a girare lo sterzo e a muovere il braccio nell'acqua. Di fatto putroppo il dolore, pur essendosi ridotto, persiste e ora comincio seriamente a preoccuparmi tant'è che sto utilizzando da un paio di giorni del Voltaren gel. I dolori si è alleviati ancora un po' e riesco a muovere un po' meglio il braccio anche nell'acqua ma temo che sia dell'altro sotto. In attesa di avere un consulto con il mio medico curante, Vi sarei grato se poteste fomulare un'ipotesi su questo problema.
Cordiali saluti.

[#1]  
Dr. Cosimo Savoia

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è necessaria una visita medica obiettiva facendole fare vari movimenti per una valutazione globale e particolare dei movimenti e delle articolarità; probabilmente il problema muscolare (stiramento credo, se avesse avuto rotture avrebbe riferito un quadro meno favorevole e controllabile con farmaci) si è trasferito su altri "anelli" della catena muscolare magari su un quadro che era già al limite dell'equilibrio prima dell'evento.
Una buona valutazione fisiatrico-ortopedica la indirizzerà verso gli esami opportuni (Ecografia, RMN, etc) per completare la diagnosi e verso una terapia che presumo sia fisioterapia.
Nel frattempo opportuni farmaci anti dolorifici e protezione gastrica da questi.

saluti e auguri
Dr. med. Cosimo SAVOIA

[#2] dopo  
Utente 125XXX

Gentile dott. Savoia,
mi scuso per non aver risposto prima ero in attessa che il mio medico curante rientrasse dalla ferie), e La ringrazio sinceramente per avermi risposto con sollecitudine in pieno periodo ferragostano.
Finalmente il mio medico si è deciso a fare in pratica quello che dice Lei. E' molto bravo ma questa volta ha esitato un po' troppo, forse sperava come me che bastasse un po' di tempo.
Cordiali saluti.

Lettera firmata

[#3]  
Dr. Cosimo Savoia

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non c'è di che; grazie a lei per avermi riferito il procedere dopo il mio parere.
auguri e cordiali saluti
Dr. med. Cosimo SAVOIA

[#4] dopo  
Utente 125XXX

Scrivo nuovamente a distanza di molto tempo perché ho dovuto aspettare un po' prima di fare tutti gli accertamenti del caso e perchè nel frattempo ho iniziato la rialbilitazione in quanto le cose sono andate peggio del previsto: l'ecografia ha indicato una sospetta lesione parziale del sovraspinoso (in quanto c'era una malvisualizzazione di tale tendine) mentre dalla conseguente risonanza magnetica risulta che "il tratto distale del tendine del sovraspinoso presenta segnale alterato e disomogeneo in rapporto a tendinosi inserzionale". Lo specialista-ortopedico al quale mi sono rivolto dalla lettura della risonanza e dalla semplice esecuzione di un movimento del mio braccio sn. ha dedotto che siamo in presenza di una lesione che richiede un intervento chirurgico ma mi ha consigliato per ora di fare tre cicli di riabilitazione, in quanto, avendo dopo l'intervento bisogno del tutore, non potrei in un periodo movimentatato come quello scolastico, restare a disposizione della mia famiglia che ha bisogno anche del mio apporto per ragioni logistiche (abitiamo in una zona mal collegata col centro e i ns. figli hanno bisogno di noi per spostarsi). Mi ha detto anche che gli altri muscoli potrebbero dopo la terapia riabilitativa compensare i movimenti del tendine leso, ma che appunto di una semplice compensazione si tratta.

I terapisti ritengono che il braccio sn. è sostanzialmente bloccato e che comunque si sta gradualmente sbloccando.

Che ne pensate? E' indispensabile o consigliabile l'intervento chirurgico? Ed è un intervento che presenta rischi?

Vi ringrazio sentitamente di un Vs. parere in merito.

Francesco del Vescovo