Disturbi addominali

Gentili dottori,
da circa un mese e mezzo accuso una "famiglia" di disturbi che posso ordinare in sequenza come segue:
a)dopo un pasto sento la "presenza" dello stomaco, nel senso di (leggera) pesantezza o gonfiore e qualche eruttazione;
b)dopo i tempi probabili della digestione ai sintomi allo stomaco si sostituiscono sintomi nell'area a sinistra dell'ombelico (colon?) rappresentati da un vago senso di pressione o comunque, non so come dire, di "presenza" di quest'area alla mente, unitamente, ma non sempre, a borborigmi e flatulenza. L'eventuale successiva evacuazione provvede all'ulteriore minimizzazione di tali sintomi intestinali.
Come dicevo sopra tali sintomi si presentano da circa un mese, ma inframezzati da giorni di pressoché totale assenza.
Preciso che non si tratta mai di dolori, ma esclusivamente dei sintomi di cui sopra, sintomi che, se non mi dessero pensiero circa la causa e senso di incertezza, probabilmente tollererei.
Aggiungo quanto segue:
Ho 65 anni e sono ormai ritirato dal lavoro.
In passato ho già subito l'asportazione di appendice (1994) e colecisti (2001).
Quattro anni fa ho accusato un periodo simile a questo nei sintomi, durato una ventina di giorni. I sintomi sono poi scomparsi da sé o (forse) in coincidenza con assunzione di poche gocce di xanax. Da allora e fino a un mese fa più nulla.
Tre anni e mezzo fa, poco dopo quei disturbi, mi sono sottoposto comunque a colonscopia già programmata, il cui referto recita "Indagine eseguita in condizioni di soddisfacente toilette intestinale. Si risale fino al cieco. Tutti i tratti colici appaiono ben distendibili e rivestiti da mucosa di aspetto regolare".
Nell'autunno scorso, causa capogiri da cervicale, ho assunto due cicli di Expose.
Quindici giorni fa il medico di famiglia mi ha sottoposto tutto l'addome a pressione digitale senza far emergere dolore. Mi ha inoltre prescritto esami di urina, sangue, e esame triplo sangue nelle feci. Risultati: parametri sangue e urina tutti nella norma (tranne urato a 7,1), i tre campioni feci tutti negativi.
Non ho vomito, acidità, bruciori, stipsi o diarrea, evacuazione regolare a feci generalmente molli, non rilevo perdite di peso. Appetito tutto sommato regolare.
La mia dieta è composta da fibre (frutta, verdura e farine/riso integrali), formaggi e pesce, carne solo la domenica, poco vino, niente alcoolici, praticamente niente fumo. Fino a un mese e mezzo fa includevo anche i legumi, che però coi sintomi in questione ho pensato di evitare. Allo stesso medico di famiglia l'urato a 7,1 pare poco comprensibile.

Alla luce di quanto qui esposto si tende a rassicurarmi. Io però resto inquieto per il permanere (seppure in leggero calando) dei sintomi e per l'assenza comunque di una diagnosi precisa. Chiedo cortesemente quali possano essere le possibili cause di tale sintomatologia e, in particolare, se sia possibile che all'improvviso sia diventato intollerante/allegico a qualche alimento.
Vi ringrazio per la vostra cortese attenzione.
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Attivo dal 2007 al 2020
Medico Chirurgo
gentile Signore,
difficile formulare una ipotesi diagnostica non palpando personalmente l'addome.
E non visitandola direttamente. Malgrado la sua anamesi spontanea molto certosina.
Se non vi sono alterazioni ematochimiche degne di rilievo, direi che, anche considerando la Colonscopia eseguita tre anni fa, una sindrome dell'Intestino irritabile sia plausibile, almeno per via telematica.
Ovviamente se la sintomatologia, che lei riferisce scemante, dovesse riacutizzarsi e perdurare si dovrebbero prendere in considerazione esami diagnostici di II livello. O almeno una ecografia addominale ed epatocolecistica.
In quanto alla iperuricemia: non sarà mica che lei beva poco magari assumendo diuretici per il trattamento di una Ipertensione Arteriosa?
Se le cose stanno così, il diuretico va eliminato dalla terapia e lei deve bere almeno 2 litri di acqua nelle 24 ore, giornalmente e in modo frazionato. L'acqua nel suo caso diventa un farmaco.
Valutando tra un mese se l'acido urico si sia abbassato oppure no.
Non si dimentichi una passeggiata quotidiana di un'ora a passo svelto, con la sua bottiglietta d'acqua insieme o l'attività fisica, cioè il muoversi, fare le scale a piedi, andare in bici a fare la spesa, attività amica del cuore.
L'uso dell'Allopurinolo con 7.1 di uricemia non mi pare indicato, considerando che lei non ha mai avuto gotta o artropatia uratica e che purtroppo il farmaco non è privo, tra le altre cose, di un intrinseco potere nefrotossico.
Cari saluti,
Dott. Caldarola.
[#2]
dopo
Utente
Utente
Gentile Dr. Caldarola,
innanzitutto la ringrazio della cortese e puntuale risposta. Assicuro comunque che il mio medico di base mi ha effettuato palpazione in due sedute distinte senza far emergere dolori.
Oggi il medico mi ha prescritto Lexil (2 compresse die) che, da quanto capisco, mi sembra coerente con la sua ipotesi di intestino irritabile, è così? Qualche miglioramento in effetti mi sembra di rilevarlo. Vedremo.
Ha ragione, dottore, da una decina di anni soffro di ipertensione arteriosa. L'avevo omesso per dimenticanza. Assumo da 10 anni Norvasc (1/2) e Lobivon (1/2). E' uno dei due il diuretico a cui accennava? In tal caso, è sostituibile con altri farmaci?
Il medico mi ha in effetti prescritto la settimana scorsa l'assunzione di Allopurinolo "per tutta la vita" (prima era per un semestre) e io sono moto perplesso a riguardo, sia perché, data la mia dieta, fatico a vedermi a rischio gotta, sia per l'idea di questa "fine assunzione mai" a fronte di un valore di poco oltre il limite. Sto ricordando che tempo fa avevo posto la questione a Mediciitalia e anche suoi colleghi mi avevano dato un consiglio analogo, che ora mi devo decidere a mettere in pratica con il "diplomatico" conivolgimento del mio medico :)).
[#3]
dopo
Utente
Utente
...mi scusi dottore, una seconda domanda che ho omesso ieri sera: lei ha accennato alle eventuali alterazioni ematochimiche; si riferisce a dati che dovevano emergere dai referti dell'esame del sangue? A qualche voce particolare? Come le dicevo, i dati dei prelievi (urato a parte) risultano tutti nella norma. Mi interesserebbe comunque sapere le voci alle quali lei pensava in particolare.
Grazie ancora per la sua attenzione.
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Attivo dal 2007 al 2020
Medico Chirurgo
salve,
ovviamente pensavo alla funzionalità renale.
Se l'unico dato fuori norma è la modesta iperuricemia, probabilmente su base genetica, dal momento che il lobivon è un beta bloccante e il Norvasc un ottimo calcio antagonista e non assume diuretici, questa necessità di prendere Allopurinolo a vita io francamente non la condivido.
Le raccomando invece di bere almeno 2 litri di acqua nelle 24 ore ogni giorno: del resto la tanto decantata capacità di acque termali come quella di Fiuggi nell'abbassare l'uricemia è che lì i due litri al giorno si superano abbondantemente e questo abbassa l'acido urico.
Perciò si impegni a bere l'acqua che preferisce, basta che sia acqua, di modo che le sue urine siano sempre quasi incolori.
E' il miglior modo per far funzionare un filtro così delicato come il rene.
Se la sua uricemia resterà attestata su 7.1 per me il rapporto rischio - beneficio dell'Allopurinolo è a favore del rischio e non già del beneficio.
carissimi saluti,
Dott. Caldarola.
[#5]
dopo
Utente
Utente
Di nuovo grazie dottore. Mi muoverò secondo le linee da lei indicatemi. Cordiali saluti.
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Attivo dal 2007 al 2020
Medico Chirurgo
Di nulla!
A presto e buon week - end.
Dott. Caldarola.

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