Utente 130XXX
buongiorno, sono un ragazzo di 27 anni che convive da 7 anni con la mia fidanzata.
Find da quando ci frequentavamo ancora in casa, la madre di lei ha sempre avuto comportamenti ostili, a volte anche di ira, verso questa relazione affermando che ioero la causa di un decadimento di risultati della figlia e vedendo la cosa solocome un tentativo da parte di mia mamma e da parte di altre varie persone di rovinare lei e la figlia.
A causa di questo comportamento abbiamo cercato di lasciarle le nostrefamiglie fggendo letteralmente di casa e da allora vivendo insieme maquesto non è servito a nulla. La madre della mia ragazzaè separta fin da quando la figlia aveva 11 anni ovvero da quasi 20 anni. Ora mi trovo a vedere la mia ragazza che subisce le paranoie di persecuzione e la paura che succeda qualcosa di male a lei o alla figlia da parte della madre. la signora ha subito un tso con consecutivo peggioramento delle sue ideesulla volonta dei potenti di farle del male. La figlia è costretta afareuno squillo con il cellulare ogni 3-5 minuti per far si che la madre stia tranquilla, ovviamente questo le impedisce di lavorare, recarsi in posti in cui il telefono possa non prendere come supermercati, case, alberghi o luoghi di vacanza, non puo usare la metrpolitana e non po ne- dormire poiche questo rito dello squillino perdura onche la notte. qual'ora per un qualsiasi motivo ( nche un semliceguato al telefono o un problema di rete) lo squillo non venga fatto, la madre allerta immediatmente carabinieri e polizia costringendo la mia ragazza a giutificarsi anche con loro. Piu di una volta la mamma si è recato presso le nostre varie abitazioni urlando per strada che le avevo rapito la figlia costringendo le forze dell'ordine ad intervenire chiamate dai vicini. Ora vi chiedo se c'è qualcosa che la mia ragazza possa fare per non essere costretta a prendersi cura di questa persona che la sta facendo impazzire a sua volta. i tsonon servono poiche dopo pochi giorni lamamma è di nuovo fuori e subiot la tormenta nuovamentecercandola e dandole il tormento. ovviamente la mamma rifiutaqualsiasi cura e persino dice di non essere malata e qual'ora la figlia le dica qualcosala accusa di essere d'accordo sul farle del male e che così facendo "li lascia vincere"
Vi chiedo davvero di aiutarci poiche nessuno ha mai fatto nulladi concreto ma solo ci è sato detto lasciatela perdere e fatevi la vostra vita non capendo che la madre non permettarà mai alla figlia di avere una vita continuando a recarsi laddove abita per urlare e per riaverla indietro.
Grazie

[#1] dopo  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

Purtroppo il limite è dato dalla attuale inesistenza di strutture di lungodegenza in cui attuare tso protratti. In teoria in ospedale il tso può essere protratto, ma di fatto appena le condizioni lo consentono la persona è dimessa, perché tecnicamente la legge lo indica. Questo chiaramente si scontra con il fatto che una persona che non ha coscienza di malattia non si curerà a casa o lo farà in maniera irregolare, e il problema si ripresenterà.
Il tutto ricade sulle spalle delle famiglie. I servizi territoriali però possono essere d'aiuto nel monitorare frequentemente la persona, assicurandosi per esempio che assuma terapie non giorno per giorno ma una tantum in maniera che per un certo periodo la copertura terapeutica sia garantita. Questo nell'interesse della persona e vincolato alla riproposizione del regime di tso.

La signora segue qualche cura al momento ?
Dr.Matteo Pacini
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[#2] dopo  
Utente 130XXX

no al momento non segue alcuna cura e sinceramente non vuole ne- farlo, una dottoressa ache la seguiva le aveva detto che doveva farle delle igniezioni ma non se le lascia faare e non voglio in alcun modo che la mia ragazza debba per forza dovrla assistere perche cio le impedirebbe di avere na vita normale con me e magari non qui.

Lasigora non avrebbe altri parenti disposti a farlo poiche nessuno la vuole vicino perche lei impedisce di vivere a chiunque.

cosa si puo fare per non doverla avere addosso per non avere sempre lo spauracchio che sappia dove siamo e che venga a tormentarci?
Grazie per linteressamento

[#3] dopo  
Dr. Matteo Pacini

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Esatto, è quello che intendevo, la terapia iniettiva. Però il Servizio è tenuto a trovare una soluzione per gestire la persona, specialmente se vive da sola. Fate loro presente questa vostra esigenza, eventualmente chiedendo la consulenza di un medico legale che vi può informare sul tipo di procedure possibili.
Dr.Matteo Pacini
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[#4] dopo  
Utente 130XXX

Grazie, qualora noi dovessimo lasciare l'italia c0è secondo lei un modo per far si che le autorità non ci cerchino ne- telefonicamente cosi da non dover continuamente giustificare e magari sentirsi rimproverare perche la mafre dice che è in pensiero per la figlia e quindi raccoglie tutta la compassione di un vigile o un carabiniere che ovviamente non sa della sua malattia o di un medico che vuole scaricare sulla figlia la situazione per non avere grane o problemi?

[#5] dopo  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

Le autorità sanitarie non sono vincolate a sentire i familiari per gestire un soggetto in stato di urgenza, so che è prassi farlo, nella speranza che le famiglie riescano a trovare soluzioni o nella convinzione che vogliano occuparsene.

Esistono però casi in cui le autorità sanitarie hanno denunciato i familiari per "abbandono" del congiunto poiché si rifiutavano di portarlo a casa e accudirlo per ragioni simili alle vostre. In quei casi si trattava però di familiari che regolarmente visitavano il malato e interagivano coi medici, dimostrando di essere più che presenti, senza però avere di fatto la possibilità di interrompere le proprie attività e la propria vita per gestire un ammalato aggressivo e problematico.

Dr.Matteo Pacini
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[#6] dopo  
Utente 130XXX

quindi mi sta dicendo che se la mia ragazza non si occupa della madrepuo rischiare una denuncia per abbandono? anche qual'ora l'accudire la madre le porterbbe via la vitacostringendola a non lavorare e a non frequantare liberamente nessuno per timore di non essere reperibile o simili?

[#7] dopo  
Dr. Matteo Pacini

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Proprio per questo ho trasferito il consulto anche all'attenzione dei colleghi di medicina legale, così magari chiariscono questi punti.

Le riporto riferimenti a casi di cui sono a conoscenza, onde evitare che con mosse affrettate poi vi ritroviate a gestire conseguenze che non avevate preventivato.
Dr.Matteo Pacini
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[#8] dopo  
Utente 130XXX

quindi oltre al danno di non poter essere liberi dai suoi vaneggiamenti si deve anche essere oppressi da possibili cause legali?
non ci posso credere...

[#9] dopo  
Dr. Matteo Pacini

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Sono sicuro che esistono altre soluzioni, attenda le risposte dei colleghi.
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[#10] dopo  
Dr. Mario Corcelli

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le chiedo alcune informazioni:
- la madre della sua ragazza vive da sola?
- lavora?
- a parte questi atteggiamenti persecutori nei confronti della figlia, ha altre malattie? è fisicamente autosufficiente?
- ha mai avuto un ricovero coatto (per problemi psichici)?
- la sua ragazza è l'unica figlia?
Mario Corcelli, MD
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[#11] dopo  
Utente 130XXX

si vive da sola, è in pensione da ormai moltissimi anni con pochissimi euro di pensione cira 450, no nessuna malattia ed è autosufficiente.
E' stata ricoverata con un tso perche non trovandola al cellulare ha iniziato a fare casino e ha contattato per lennesima volta carabinieri etc questo è successo piu di 4 anni fa se non sbaglio e purtroppo la mia ragazza è la sua unica figlia ma ha diversi fratelli (credo 3 o piu) al suo paese ma questi non vogliono assolutamente avere a che fare con lei.
Grazie.

[#12] dopo  
Dr. Mario Corcelli

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ho dimenticato di chiedere quanti anni ha
Mario Corcelli, MD
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[#13] dopo  
Utente 130XXX

65

[#14] dopo  
Dr. Mario Corcelli

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dal punto di vista legale e considerando che mai è stata fatta una diagnosi di malattia psichica (un solo episodio di TSO non basta) e considerando che è autosufficiente, secondo me non vi è nessun obbligo legale da parte della sua ragazza nei confronti di sua madre.

Solo dal punto di vista economico, se la pensione non fosse sufficiente alle sue necessità quotidiane, resterebbe solo l'obbligo di integrare economicamente, ma nulla di più.

So che può essere una decisione sofferta e dolorosa, ma la sua ragazza deve decidere di vivere la sua vita, anche se la sola soluzione potrebbe essere quella di trovarsi una casa assai distante da quella di sua madre, cambiare numero di cellulare e quant'altro, pur trovando il modo di seguirla a distanza a sua insaputa, solo per accertarsi che non le succeda nulla.

Provi a consultarsi con il servizio sociale del suo Comune di residenza.
Mario Corcelli, MD
Milano - specialista Medicina Legale e Igiene-Tecnica Ospedaliera
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[#15] dopo  
Utente 130XXX

il fatto èche la madre non vuole che la figlia lavori per paura che le possa succedere qualcosa, la nostra idea sarebbe di andare addirittura all'estero ma non sappiamo se farlo per paura che anche li possa raggiungerci e rovinare tutto con urla e sceneggiate.
Cmq la ringrazio e se possibile potremmo avere un appuntamneto con lei? siamo nei pressi di Milano
Grazie arrivederci

[#16] dopo  
Dr. Mario Corcelli

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Per un appuntamento con me non c'è problema, anche se non vedo come possa aiutarvi in concreto.

La madre non vuole che la figlia lavori?
Mi sa che è giunto il momento di "staccare" il cordone ombelicale, non dar retta a quello che dice la madre e trovarsi un lavoro.

Non vorrei che da parte della sua ragazza vi sia un atteggiamento di "sottomissione", anche inconsapevole, che certamente non aiuta nè lei nè la madre.
Mario Corcelli, MD
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[#17] dopo  
Utente 130XXX

penso anche io sia un po cosi, cosa potrei fare io per aiutarla ad uscirne e a distaccarsi?

[#18] dopo  
Dr.ssa Franca Scapellato

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Gentile utente,
mi sembra che il punto sia proprio questo: se la sua ragazza, per paura che succeda qualcosa accetta di vivere un inferno come quello che descrive, vuol dire che è lei che purtroppo non riesce a staccarsi. Se una persona non vuole farsi trovare ci riesce.
La madre senza la "preoccupazione" di controllare la figlia sarebbe forse un po' più malleabile, potrebbe persino accettare di curarsi.
La sua ragazza accetta di fare uno squillo di cellulare "ogni 3-5 minuti" e anche di notte, e questo non è un buon segno.
Che la madre allerti pure carabinieri, esercito e il Padreterno, esiste anche il reato di procurato allarme, cosa c'entrate voi, perché giustificarvi? Se chiama dieci volte i carabinieri in dieci giorni, alla fine si stuferanno, non crede?
Franca Scapellato

[#19] dopo  
Utente 130XXX

le dico che siamo scappati via piu e piu volte ma tutte le volte lei ci ha trovati e ci ha costretto a lasciare la casa doveeravamo proprio perche malgrado tutti i procurati allarmi nessuno ha mai fattonulla poiche la prendono tutti per la povera madre che non sa dove sia la figlia e fanno di tutto per trovarci e aiutarla.
gli squilli sono fatti solo per evitare le urla e lo scatenarsi di fenomeni incontrollabili.

[#20] dopo  
Dr.ssa Franca Scapellato

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"gli squilli sono fatti solo per evitare le urla e lo scatenarsi di fenomeni incontrollabili" : che succede se si scatenano? Un solo TSO in questi anni è il segno che la state proteggendo voi, magari anche per vergogna perché le scenate sotto casa, con carabinieri e ambulanze, non sono certo piacevoli.
C'è il reato di stalking per le persecuzioni, tra l'altro, ma la sua compagna chiama spontaneamente, quindi ancora una volta protegge la madre, che a modo suo, da psicotica, sta difendendo la sua creatura.
Sono situazioni strazianti per chi le vive, ma a costo di essere brutale le dico che la coppia non siete voi due, ma la madre e la figlia, collegate dal cellulare: o la sua compagna taglia quel benedetto cordone ombelicale, come diceva il collega Corcelli, oppure per voi non c'è un futuro.
Non si tratta solo di cambiare indirizzo e numero di cellulare, ma di sparire proprio, eventualmente lasciando un recapito presso un legale o qualcosa di simile, non certo ai parenti che non vedrebbero l'ora di liberarsi del problema.
Non è facile perché la sua compagna deve vincere i sensi di colpa, ma così soffrite in tre.
Franca Scapellato

[#21] dopo  
Dr. Mario Corcelli

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Gentile Utente,

come vede, la mia collega Scapellato le sta esplicitando quello che già io, non da medico-legale, ma col buon senso di un padre di famiglia, avevo intuito riguardo alla necessità di recidere una volta per tutte il "cordone ombelicale".

Sotto l'aspetto legale le confermo che, essendo la madre autosufficiente, sua figlia non ha alcun obbligo nei suoi confronti.

Penso che sotto l'aspetto clinico la collega Scapellato potrebbe eventualmente confermare questa mia ipotesi: una soluzione di distacco radicale da parte vostra potrebbe produrre un effetto terapeutico (positivo) anche nei confronti dell'atteggiamento ossessivo di questa mamma.
Mario Corcelli, MD
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[#22] dopo  
Utente 130XXX

Ringrazio tutti per linteressamento ma purtroppo la pscicosi ènata proprio dal distacco della figlia che ha deciso di vivere con me lasciando la madre da sola.
Abbiamo gia provato a sparire siamo scappati e cio ha portato alla comparsa di tutte le sue manie.

[#23] dopo  
Dr.ssa Franca Scapellato

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una psicosi di questa entità non nasce perché la figlia abbandona la madre, e soprattutto non spunta a 57-58 anni. Non posso credere che prima la madre fosse una persona tranquilla ed equilibrata; magari era meno scatenata perché aveva la figlia sempre sotto controllo, ma da qui a essere "sani" ce ne corre.
Ribadisco il concetto: se la figlia non prende una posizione decisa, non c'è nessuno al mondo che lo può fare al posto suo. Pensare che il comportamento della sua compagna faccia ammalare la mamma è delirare insieme alla psicotica.
Cordiali saluti
Franca Scapellato

[#24] dopo  
Utente 130XXX

forse mi sono espresso male la cosa è diventata visibile con l'allontanarsi della figlia, il problema dell'allontanarsi drasticamente è che se lei ci trovasse, chiunque ci affittasse una camera o una casa protesterebbe e ci costringerebbe ad andarcene come è gia successo. sappiamo sarebbe l'unica cosa da fare ma non abbiamo ne il modo ne i mezzi per farlo e soprattutto anchei miei genitori farebbe di tutto pur di impedircidi essere tranquilli.
Ringrazio per l'attenzione.