Utente 141XXX
Buon giorno. Ho quasi 42 anni.
Per un dolore alla spalla dx sorto progressivamente intorno al 2001 sono stato operato da allora tre volte in artroscopia. Inizialmente diagnosticato con RMN e ecografia come tendinite calcifica del sovraspinoso e non risolta con fisioterapie (laser, ultrasuoni, onde d'urto, rinforzo muscolare, terapia termica, ionoforesi e antiinfiammatori), senza benefici ed a volte anzi peggioramento del dolore. Si è deciso con visite ortopediche allora per l'artroscopia:
lisi plico sinoviale del sottoscapolare nel 2003;
stabilizzazione per sospetta instabilità con due ancorette nel cercine glenoideo nel luglio 2008;
riparazione di rottura miotendinea del sovraspinoso della cuffia dei rotatori e tenotomia del capolungo del bicipite in ottobre 2009.
In precedenza non avevo mai subito traumi o cadute accidentali, non ho mai avuto occasione di precedenti infiammazioni e nemmeno lussazioni o sublussazioni della spalla. Non svolgevo attività sportive e la spalla non mi aveva mai fatto male in nessun movimento.
Ora vorrei chiederle:
è possibile che ciò sia stato causato da movimenti ripetuti del braccio nel lavoro quotidiano? (svolgo mansioni di cassiere allo sportello in una banca dal 1992)
è possibile, secondo lei, richiedere all'INAIL il riconoscimento di malattia professionale ed un eventuale indennizzo del danno?
Vi ringrazio in anticipo per la risposta e invio i miei complimenti a tutto lo staff di Medicitalia per le numerose informazioni che si trovano.
Distinti saluti.

[#1] dopo  
Dr. Maria Assunta Pasquarelli

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Gentile utente, tramite certificato del medico curante o per mezzo di un Patronato, puo' inoltrare la richiesta all'Inail di competenza. L'ente provvedera' a richiedere il DVR (documento di valutazione dei rischi) al suo datore di lavoro. Qualora risultasse esposizione a rischio di sovraccarico biomeccanico dell'arto superiore, la sua patologia potrebbe essere riconosciuta quale malattia professionale. Mi permetta solo di esprimere qualche perplessita': se nel corso di visita da parte del medico competente della sua azienda, lei non fosse risultato idoneo alla mansione le avrebbero cambiato postazione di lavoro e se ci fosse il rischio suddetto nella sua attivita' lavorativa, il medico competente avrebbe avuto l'obbligo di segnalare la sospetta malattia professionale all'Inail. Ad ogni buon conto, inoltri pure il certificato all'Inail e poi, nel corso della visita, il collega le spieghera' l'iter procedurale.
Buona serata
Dr. maria assunta pasquarelli

[#2] dopo  
Utente 141XXX

Buon giorno.
Vorrei ringraziarLa dei chiarimenti forniti e se non disturbo vorrei chiederLe altre informazioni.
La stessa perplessità è sorta anche a me.
Non avevo mai pensato in passato che i dolori alla spalla (purtroppo ancora ad oggi ho forti dolori nei movimenti laterali e in avanti che per ora risolvo con antidolorifici) e i tentativi chirurgici di risolverli, potessero avere una causa nei movimenti ripetuti. Solo dopo l'ultimo intervento parlando con il mio medico di base mi è sorto il dubbio che potrebbe esserci una causa di questo tipo.
Quindi non ho mai sostenuto a quanto ricordo visite mediche specifiche per la spalla, nè prima nè dopo gli interventi, se non quelle classiche oculistiche per la vista e per l'udito solite quando si utilizzano i videoterminali.
Le chiedo se dovevo essere io a richiedere la visita al medico competente aziendale? per mia ignoranza o mia negligenza non ci avevo mai pensato.
Posso o devo farlo ora non appena rientro dalla malattia?
Un'altra domanda: il certificato del mio medico di base io l'ho inoltrato all'INPS come per le usuali assenze per malattia. Ora devo richiederne uno specifico per l'INAIL?
La ringrazio dei suoi consigli e per la sua gentilezza.
Cordiali saluti.

[#3] dopo  
Dr. Maria Assunta Pasquarelli

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Gentile utente, rispondero' con ordine alle sue domande:
-puo' essere anche lei a richiedere la visita al medico competente
-ha fatto bene ad inoltrare il certificato all'INPS per i giorni di malattia.
Per quanto riguarda il certificato di sospetta malattia professionale all'Inail,se la sua patologia venisse riconosciuta come malattia professionale (a rischio espositivo accertato tramite il DVR come le dicevo nella precedente risposta), verra' valutata una percentuale di danno biologico.
Le ripeto il consiglio di recarsi presso un Patronato e di affidarsi ai loro consigli per tutto il da farsi.
Buona serata
Dr. maria assunta pasquarelli

[#4] dopo  
Utente 141XXX

Grazie. Lei è stata molto gentile e chiara.
Seguirò i suoi consigli.
Buona serata.