Utente 159XXX
Salve a tutti recentemente ho scoperto che il mio compagno contemporaneamente ha avuto decine di rapporti a rischio come Gigolò a mia insaputa.
Premesso che mi è caduto il mondo addosso, lui più volte mi ha parlato di presunti amici con l'HIV, ma io ignara non ho mai indagato troppo.
Avendomi quasi costretta più volte ad avere rapporti non protetti, fidandomi di una persona che tale reputavo ma tale non era, sono rimasta sconvolta quando l'ho scoperto in fragrante e ho parlato con diverse delle sue clienti minacciate anche loro di accettare solo rapporti non protetti.

Forse sarà l'anzia ma tutto mi fa pensare che questa persona sia realmente sieropositiva e che stia conducendo un'attività disonesta di diffusione del virus... a confermare queste mie "ossessioni" la sua risposta negativa alla richiesta dell'esecuzione insieme di un test per l'HIV.
Non direttameante ma mi ha lasciato capire che è spaventato dalla possibiltà che io possa "sputtanare" la sua POSSIBILE condizione.

Ora quello che a me preme non è sputtanare lui, la sua disonesta o quant'altro... a me preme sapere se lui sia O NO HIV + avendoci avuto insieme dei rapporti a rischio.
So che non si può costringere nessuno a fare il test, e che per la privacy io non posso chiedere a nessuna auotirità sanitaria della sua salute, ma io non dormo più non mangio, sono due settimane che sono uno zombie e non lavoro.
Se sono stata esposta ad un rischio devo saperlo è mio diritto.

C'è modo essendo stata io ingannata sulla sua vera identità di venire più o meno a conoscenza della sua positività?
Considerando che ci sono numerosissime altre persone che ORA stanno venendo potenzialmente infettate.

Vi prego sono terrorizzata aiutatemi

Lucia

[#1] dopo  
Dr. Luigi Mocci

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Cara paziente,
umanamente non posso che esserle vicino, ma ritengo ci voglia un parere più legale che medico, per cui, non se ne abbia a male, vorrei indirizzare il suo consulto nello spezio della medicina legale, nel quale ci sono colleghi estremamente preparati e sensibili.

Un grosso in bocca al lupo

Mocci
Luigi Mocci MD

[#2] dopo  
Dr. Andrea Mancini

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Gent, Utene,
ha fatto il test?
E' risultata positiva?
Andrea dott. Mancini
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[#3] dopo  
Utente 159XXX

Ho fatto il primo test e sono negativa.. ma siamo al primo mese.

[#4] dopo  
Dr. Giovanni Migliaccio

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Penso che potrebbe sentire anche un avvocato, perchè forse ci possono essere gli estremi per una azione penale.
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[#5] dopo  
Dr. Andrea Mancini

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Egr. Utente,
prima di rivolgersi ad un avvocato si sinceri di essere sieropositiva.
Altrimenti dall'avvocato potrebbe andarci il suo ex-partner...
Buona giornata
Andrea dott. Mancini
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[#6] dopo  
Dr. Giovanni Migliaccio

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Mi sembra logico e pensavo fosse chiara la mia risposta.
Giovanni Migliaccio, M.D., Neurochirurgo
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[#7] dopo  
Dr. Mario Corcelli

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Gentile Signora,

ricollegandomi a quanto consigliatole dal dr Mancini, cioè di attendere l'esito dei tests prima di qualsiasi eventuale azione nei confronti del suo ex partner, voglio darle una prima rassicurazione.

Se ha fatto il primo test HIV dopo un mese dall'ultimo rapporto a rischio ed è negativo, può ben sperare; il periodo-finestra, con le attuali metodiche di laboratorio, dura 90 giorni, ma solitamente il primo test negativo dà una sicurezza del 97%; perciò il test ripetuto a 90 giorni serve ad eliminare quel 3% di incertezza.

Oltre al test HIV, le consiglio di fare anche i test per la sifilide e per le epatiti B e C.
Per la sifilide, se negativo, può già stare tranquilla; per le epatiti, se negativi, i tests vanno ripetuti a distanza di 180 giorni dall'ultimo rapporto a rischio, proprio per la durata del periodo-finestra di queste due infezioni.
Il mio consiglio non deve spaventarla, ma è dato solo per cautela, perché una trasmissione per via sessuale delle epatiti B e C è possibile anche se poco probabile.
La sifilide, nel caso malaugurato di una infezione, è curabilissima con terapia antibiotica.

Cordiali saluti.
Mario Corcelli, MD
Milano - specialista Medicina Legale e Igiene-Tecnica Ospedaliera
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