Utente 115XXX
Sette anni fa mi venne diagnosticato il disturbo bipolare II.Che in quel momento fossi davvero "folle" ne è prova il fatto che in occasione del rinnovo patente feci il mio dovere,legalmente ben consigliato,umanamente mal consigliato,dal medico sanitario e purtroppo anche medico di famiglia. Così andai a autodichiarare il disturbo bipolare II e la somministrazione di psicofarmaci in commissione patenti!In questi sette anni ho lavorato seriamente su di me instaurando una bella ed efficace relazione psicoterapeutica e togliendo progressivamente gli psicofarmaci.Ora posso considerarmi del tutto guarito.Mi hanno seguito due psichiatri: un medico di ospedale sul lato farmacologico. E'lui che ha stilato questa diagnosi basandosi sui sintomi, quindi una diagnosi descrittiva, come previsto dal DSMIV.La psichiatra psicoterapeuta all’inizio ha evitato di dichiararmi diagnosi precise allo scopo di non condizionare il mio percorso psicoterapeutico. Ma oggi che sono finalmente "fuori" dal problema, e questa è la cosa più importante, afferma che dal punto descrittivo nel 2003 si potevano ritrovare in me i sintomi che potevano condurre alla diagnosi che venne allora stilata dallo psichiatra ospedaliero. Per fortuna non esisteva la base psicotica. Infatti è per questo che si è potuta instaurare una relazione psicoterapeutica dove l'emotività e la relazione psicoterapeutica stessa (basata sull'emotività nella sua parte essenziale) è stata al centro del nostro lavoro e dei cambiamenti nel mio modo di vivere la vita e sentire gli altri e me stesso. Cosa che non riesce agli psicotici.Lei afferma (e ora che comincio a capirci un minimo, condivido) che il mio problema aveva,per usare un linguaggio psichiatrico/psicologico credo condiviso dalle varie scuole, cause esclusivamente nevrotiche.
Come dicevo il fatto di aver capito il mio problema, di averlo superato e di avere scoperto,anche se non più giovanissimo, ora poco oltre i 40 anni, quel piacere tenue di vivere la vita che non avevo mai conosciuto... beh tutto questo è ciò che più conta.
Ora il mio può sembrare un piccolo cruccio: quello di vedermi liberato da questo obbligo di andare in commissione patenti. Ma quì temo che dovrò rinunciare a questa aspettativa. Il medico di ospedale si deve attenere al DSMIV, la commissione patenti deve fare lo stesso.Lo psichiatra sà che non mi servono più i farmaci e questo può dichiararlo, ma non potrà mai dichiararmi guarito dal Disturbo Bipolare che, per il DSMIV è patologia sempre cronica! Perciò temo che la commissione patenti potrà allungare la durata del rinnovo, ma dubito che mi “riabiliterà”. Voi che ne pensate? Esiste la possibilità che invece lo faccia e se si come?Vi ringrazio in anticipo per l’informazione che mi darete e saluto cordialmente.

[#1] dopo  
Dr. Vito Carlucci

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Considerata la sua storia ritengo che il suo disturbo ormai risulta registrato alla Commissione per il rilascio delle patenti speciali. Diciamo che il rinnovo presso la Commissione è una sorta di garanzia sia per lei che per gli altri automobilisti o pedoni perchè in caso di ricaduta, senza terapia medica in corso, potrebbe non controllare il veicolo che in quel momento sta guidando con le relative conseguenze. Certo con la relazione del suo psichiatra che attesti la minore gravità del disturbo bipolare la Commissione potrà rinnovarle la patente ogni 4-5 anni invece di anno in anno.

Distinti saluti ed auguri.
Dott. Vito Carlucci

[#2] dopo  
Utente 115XXX

Gentile Dottor Carlucci,

la ringrazio per la sua gentile risposta. Mi perdoni la sincerità, ma dalla stessa di fatto lei mi conferma che la mia vera “follia” non è stato il periodo di crisi in sé, bensì il fatto di aver fatto il mio dovere a dichiararlo in commissione patenti! Ma questo fa parte di un eccesso di fiducia (capisco sempre fuori luogo!!!) da parte mia nelle istituzioni e della degenerazione umana del mondo attuale, fermo restando che il livello umano medio delle persone è sempre stato comunque basso…
Di fatto, facendo il mio dovere (unica cosa di cui mi pento, ma allora non ero abbastanza lucido! Osservi quello che voglio dire… cioè che fare il proprio dovere in questo mondo è da pazzi!!!) mi è stata appiccicata un’etichetta irreversibile e mi accorgo che l’unica funzione di questa etichetta, davanti al potere, è la folle idea che ciò possa tutelare gli altri!!!
Intanto io non sono stato mai pericoloso alla guida, nemmeno nel momento più brutto, quando sono entrato in crisi, perché mi rendevo conto che stavo male e quindi prestavo la massima attenzione alla guida. In psicoterapia abbiamo notato che ho un elevatissimo tema del controllo, oltre il livello delle persone cosiddette “normali” (che invece sono pericolose per mè, in raffronto al mio minore livello di pericolosità rispetto al loro, e nessuno le limita per proteggermi!!!). Come le dicevo la diagnosi di Disturbo Bipolare Secondo è stata fatta sulla base di una tabellina dove vengono fatte le crocette sui sintomi presenti!!! Questo non dice niente sulla vera natura del problema!!! Il fatto che io avessi dei sintomi ipomaniacali non significa, di per sé, che io fossi psicotico, quindi cronico, perché, come le dicevo, la vera natura della stessa fase ipomaniacale era di tipo nevrotico! E’ stato il frutto di una complessità mentale sviluppatasi soprattutto nell’interazione con relazioni lavorative, e relazioni più in generale, complessità che a un certo punto era divenuta ingestibile. Non è stata il prodotto della aridità mentale tipica dei veri psicotici!
Le “tabelline” del DSM vanno bene per il primo e rapido intervento farmacologico, ok. Ma non è giusto e corretto etichettare le persone a vita, dal punto di vista burocratico, con l’attribuzione di un sintomo!!! Perché, per fortuna, noi, qualche volta, siamo più complessi delle tabelline stesse e degli stessi medici che, alle tabellone, credono oltre il dovuto!!!
Prima della crisi immaginavo un mondo basato sulla fiducia reciproca e sul reciproco riconoscimento dell’altro come portatore di una soggettività unica e irripetibile. Era un sogno, questo si il vero sintomo di follia che mi avrebbe dovuto preparare al peggio!!! Quando il peggio è arrivato avevo ancora una residua e mal riposta fiducia negli esseri umani e nelle loro istituzioni… è per questo che ho commesso l’errore di auto dichiararmi in commissione speciale patenti!!! Ora ho una nuova forma di fiducia in alcuni tra gli altri, ma una fiducia che tiene conto dei loro limiti e della loro pericolosità potenziale in rapporto alla dimensione di potere, talvolta cieca, nella quale vivono…
L’unico scopo del rinnovo della patente in commissione, ora, va detto, è quello di tutelare i membri della commissione stessa! Io non gliene voglio per questo, li capisco, sono esseri umani sottoposti, anche loro, ad un potere spesso cieco e becero… e certo non possono rischiare per se stessi in prima persona. Non pretendo da loro l’umanità di Basaglia, anche se sarebbe bello osservare almeno un tentativo in tal senso, nei limiti dell’umanamente possibile… Però, per mettere in chiaro le cose, non diciamo che questo tutela gli altri perché io sono pericoloso alla guida!!! Io sono si pericoloso, ma non per gli automobilisti bensì per i medici della commissione patenti e la mia pericolosità non deriva certo dal modo in cui guido ma dalla mia folle idea di rispettare la legge andando a autodichiararmi come feci anni fa!!! Se non lo avessi fatto non sarei certo più pericoloso!!! Anzi, direi che se uno è davvero pericoloso col cavolo che va a autodichiararsi!!!Ma giustamente questo è il mondo in cui viviamo e io devo riconoscere che se non sono proprio pazzo di sicuro sono scemo!!! Cordiali saluti.

[#3] dopo  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

Mi sembra ci siano alcuni elementi di confusione. Il disturbo bipolare II (due) non è psicotico, è nella definizione. La guarigione è un concetto sempre provvisorio, e retrospettivo. Si preferisce usare il termine remissione o attività di malattia. Un disturbo che procede per episodi anche distanziati nel tempo non può essere definito guarito, la malattia consiste in una serie di episodi anche staccati da anni.
Non vi sono ragioni assolute per negare la patente a chi ha un disturbo bipolare II in remissione stabile, a maggior ragione se con una cura preventiva. Le medicine stesse sono da valutare, potenzialmente creano effetti sedativi, ma non è detto, e quindi non sono assolutamente incompatibili.
Il concetto di integrità psicofisica e guida è quindi un concetto che fondamentalmente si riferisce alla stabilità e alla psicoticità.

In questi casi la cosa più utile è che un medico legale, o uno psichiatra di fiducia spieghi la situazione con una relazione di presentazione, inclusa la valutazione della terapia. Eventualmente può far valere la sua posizione tramite avvocato.
Dr.Matteo Pacini
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[#4] dopo  
Utente 115XXX

La ringrazio Dr Pacini,

io vorrei solo far capire il nocciolo semplice della questione. Mi è stato diagnosticato il Disturbo Bipolare II dopo una crisi depressiva+ipamaniacale e, a distanza di sei mesi un'altra ma soltanto depressiva e, questa volta, a causa di una psicoterapia che non aveva agganciato... se avessi trovato la/lo psicoterapeuta giusta/o tutto si sarebbe fermato al primo episodio, senza classificazione come bipolare probabilmente. Non prendo più farmaci da anni senza avere episodi di nessun genere. La psicoterapia mi ha via via permesso di chiarire la questione del problema e di superarla, clinicamente potremmo dire di compensarla? Del resto, oscillazioni dell'umore entro un certo limite sono normali, oltre un certo limite no; ma se uno ha un problema piscologico questo può accadere, è nella natura! Un'etichetta standard che definisce un disturbo, e ne fa derivare conseguenze legali indelebili, senza valutare le cause, le potenzialità e le risorse individuali, e quindi la varietà degli sviluppi successivi nelle diverse persone... beh questo non è mica tanto bello!!!
In sintesi ciò che volevo chiedere è se esiste o non esiste la possibilità che dopo anni di assenza di crisi e di assenza di farmaci, come già è nel mio caso, la commissione ha facoltà di decidere di riportarmi a rinnovo ordinario della patente. Ho capito che sulla base della classificazione dei sintomi in base al DSMIV io devo star male.Qualche volta ho la sensazione che debba star male per forza, che debba essere cronico per far piacere al DSMIV e a quei medici che altrimenti si vedono cadere le loro certezze!!! Se deve essere così ok, espierò la mia pena, almeno riguardo alla patente... mi ci rassegnerò, ma è questo che volevo capire chiaramente. Ormai averlo dichiarato in commissione patenti, avendo comunque fatto il mio dovere, equivale ad aver commesso una specie di reato e essere segnato a vita e a non poter più tornare alla visita ordinaria nel rinnovo della patente? Cioè non ho più il diritto al riconsocimento della mia salute psichica??? La ringrazio per la cortese attenzione e mi scuso per essermi un pò dilungato.

[#5] dopo  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

non vedo come una psicoterapia avrebbe evitato la naturale espressione del disturbo bipolare, comunque non è un problema psicologico, è cerebrale. Detto ciò, non è che ci siano conseguenze automatiche, purtroppo il problema vero è che non ci sono disposizioni definite su questo tema.
I concetti sono talmente generici che ci rientra tutto e nulla. Mi sembra che non abbia capito questo. Il DSM non dice che lei deve star male, dice solo che il disturbo è ricorrente, quindi è concettualmente inutile dire "non ci saranno ricadute", se mai invece è utile dire "nel tempo tot non ci sono state ricadute nonostante l'assenza di terapia preventiva". Se è sei mesi non significa niente, se sono anni è cosa diversa. Sulla base di questo, del fatto che lei si è curato quando il disturbo era in fase attiva, del fatto che al momento non sono più in discussione farmaci, del fatto che il disturbo stesso non le toglieva la facoltà di intendere e volere (grossolanamente in quanto non psicotico), la commissione ha spazio per valutare il suo caso non con l'accetta (caso psichiatrico = no patente) ma utilizzando elementi più dettagliati. Di solito è utile farsi presentare da un medico che spieghi la situazione in termini medici, ad esempio se lei andasse di fronte alla commissione risentito e polemico (anche se giustamente) otterrebbe un effetto contrario.
Dr.Matteo Pacini
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[#6] dopo  
Utente 115XXX

La ringrazio nuovamente Dottore,

le vorrei solo dire che la commissione si è comportata correttamente rinnovandomi la patente e allungandone la durata al secondo rinnovo. Quindi non ci sono mai state discussioni... Non ci sono problemi irrisolvibili. Il mio desiderio era quello di vedermi liberato, nel tempo, non necessariamente al prossimo rinnovo, da questo obbligo della commmissione patenti, tornando al rinnovo ordinario, presso un qualsiasi sanitario: potere decisionale che è in mano alla commissione patenti. A loro, direttamente, non mi metto a fare troppe domande, non vorrei che fraintendessero, quindi mi muovo con cautela (in generle, nella vita, è il "pazzo" che deve imparare a capire per gli altri una volta che ha commesso la pazzia di dichiararsi tale:-) ). Da quello che dice sembrerebbe che rientra nella discrezione delle persone che via via incontrerò in commissione, il decidere in un senso o nell'altro, vista l'assenza di precise disposizioni legislative. Anche se certo... i medici avranno la tendenza a scaricarsi la responsabilità e cercheranno, in generale, di non esporsi troppo.
Poi sulla natura del disturbo bipolare, ma non solo, io non mi trovo daccordo con lei, ma credo che sarebbe una discussione inutile esprimere troppo la nostra differenza di vedute. Fra l'altro anche fra voi addetti ai lavori, e per fortuna, avete delle sostanziali differenze teoriche.
In generale io penso che riguardo ai problemi mentali, i fattori genetici incidano come fattori casuali, il cui effetto dipende dal modo, il tempo, la combianzione in cui si mescolano con i fattori sociali, familiari, ecc.ecc. In altre parole... nessuno scienziato trovarà mai il gene di una psicosi piuttosto che quello di un altro disturbo mentale qualsiasi. Ogni persona è un universo a se, una combinazione unica e irripetibile. Euesta articolazione di possibilità non la si può esprimere in una diagnosi come viene fatto nel DSM.

[#7] dopo  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

anche persone con altre malattie hanno qualche "rogna" in più nel vedersi rinnovata la patente, come chi porta occhiali, per cui c'è una soluzione standard e un esame semplice, questo sì, ma pensi a chi soffre di epilessia o ha avuto disturbi tipo ictus etc.

"nessuno scienziato trovarà mai il gene di una psicosi piuttosto che quello di un altro disturbo mentale qualsiasi"

Guardi che ne sono stati trovati abbondantemente di questi correlati. Il problema vede è che questa polemica nessuno la fa su malattie di altro tipo, ipertensione, diabete, epilessie etc. Che ci siano fattori genetici è cosa nota, non sono malattie monogeniche a trasmissione mendeliana.

Ogni persona è un universo a sé, ma questo che c'entra con le malattie mentali ? Perché una malattie mentale dovrebbe corrispondere ad una "persona" ? Rimarrà una persona unica con una malattia invece rapportabile ad uno stereotipo. Lo psichiatra cura sulla persona una malattia, non la persona come malattia.

Il problema vero è considerare la psichiatria come una branca della medicina, non pretendere che debba essere ciò che non è, cioè un percorso spirituale.

Idem di fronte ai problemi medicolegali tipo questo, se il disturbo è stato curato bene e non aveva una forma particolarmente aggressiva, può andare in remissione stabile. La commissione ha recepito mi pare questa evoluzione positiva.
Dr.Matteo Pacini
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[#8] dopo  
Utente 115XXX

La ringrazio ancora per la rapida risposta,

si la commissione l'ha recepita. Non ho capito se potrà capitare che un giorno vada oltre, non prevedendo più l'obbligo della commissione stessa... ma penso che a questo punto non rimanga che vivere per vedere:-).

Riguardo ai fattori genetici, beh si credo che esistano, del resto siamo diversi in tutto e lo siamo anche nella genetica.
Certo se parliamo di malattie mentali gravissime come l'autismo... ci sta che la base genetica sia determinante. Se parliamo di psicosi grave ci sta che i fattori genetici abbiano un loro peso, ma sempre inseriti nella disgraziata sventura di combinarsi, nei primissi anni di vita, con fattori sociali, ambientali e familiari altrettanto sfortunati.
Lei dice che nessuno fa polemica sulla natura genetica di altre malattie se non quelle psichiatriche.
Io penso che non sia facile dimostrare la natura esclusivamente genetica di una malattia, in generale. Per molte malattie questo è riuscito, e va bene, è un lavoro utile a tutti. Anche perchè quando ci si arriva si può cominciare a cercare una cura... credo.
Sul diabete di tipo II credo si parli di fattori genetici predisponenti, ma che giochi un ruolo fondamentale lo stile di vita. Saperlo è utile a prevenire.
Io non faccio polemica sulla incidenza della genetica nelle malattie mentali. Dico solo che se questa incidenza c'è è inserita nel gioco di molti altri fattori tra cui quelli familiari, ambientali, sociali ecc. Perciò ci sta, entro certi limiti, che uno stesso fattore in un soggetto che capita male contribuisca allo sviluppo di una psicosi, in uno che capita meglio contribuisca a una nevrosi o addirittura allo stato di salute... cioè lo stesso fattore combinato con gli altri può essere un male come un bene... dico sempre entro certi limiti. Infatti se il fattore è quello alla base di uno scarso (magari anche normale... ) sviluppo intellettivo difficilmente sarà comunque un fattore positivo... questo per chiunque.
Ragionando in questo modo... che non essendo un addetto ai lavori potrà essere anche approssimativo, è evidente come mi sembri una cosa incredibile il poter associare delle patologie definite sul sintomo (DSM) a dei dati genetici correlati in modo specifico alla stessa patologia!!!
La stessa patologia definita sul sintomo nel DSM sarà, invece, associata a cause diversissime da persona a persona, a partire dai fattori familiari, sociali, culturali fino a quelli eventualmente genetici!
Quando io dico che uno ha la Depressione Maggiore secondo il DSM non ho detto niente sulla causa di quella depressione!!! Una causa, o meglio una serie di cause, ce l'ha di certo ma non sarà mai una sola causa banale come un semplice dato genetico!!!
Io credo che la mente umana sia una struttura complessissima e non può, per fortuna, essere ridotta solo ad un gene o un ramo di un gene...
In altre parole non contesto la possibile influenza genetica sulle patologie, contesto la semplificazione, la banalizzazione da parte di una parte della psichiatria che le riduce a mere malattie del corpo, legate alla genetica tanto da accomunare la causa genetica di una patologia alle mutevoli edizioni dei DSM!!!
Malattie esistenziali? Beh... in un certo senso sono anche questo, le malattie mentali. Nel mio caso almeno... si può considerare anche in questi termini... io mi ero immaginato, al servizio del mio equilibrio mentale finchè ho compensato i miei squilibri da solo, un mondo che non esiste e non potrà mai esistere, immaginando gli altri molto più complessi di quanto sono... e l'aver dovuto smontare questo mito in me e rendermi conto del grande vuoto intorno a me, ha rappresentato una certa delusione esistenziale. Questa è una parte della crisi! La psicoterapia è anche un percorso esistenziale... non spirituale. Altrimenti mi sarei rivolto altrove. Io sono un razionale, quindi mi è servito un percorso scientifico ed esistenziale. Se fossi stato un religioso... forse un percorso spirituale mi avrebbe potuto aiutare, anche se giunto al mio punto credo non sarebbe stato sufficiente.
Nel mio caso specifico abbiamo via via ricostruito lo stile affettivo, il modo in cui si sono formate certe convinzioni, ma soprattutto come sentivo e sento le cose... come leggevo e leggo le cose intorno a me... Sono scoperte sul proprio modio di funzionare dal valore emotivo, che non si possono verbalizzare e dimostrare scientificamente. Ma alla luce di questa esperienza io posso assicurarle che la genetica centra ben poco con il mio problema! Semmai la mia genetica devo ringraziarla perchè sono quì a scriverle in questo modo e ho conquistato il piacere di vivere con gli altri e nel mondo. Se la genetica non fosse stata dalla mia parte (in termini di capacità cognitive ecc.), dandomi delle qualità accanto ai limiti non genetici nello sviluppo dell'affettività... probabilmente non ce l'avrei fatta.
La ringrazio ancora per la gentile disponibilità, un saluto

[#9] dopo  
Dr. Maurizio Golia

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[#10] dopo  
Utente 115XXX

Gentile Dr Golia,

la ringrazio per l'attenzione. Il mio psichiatra credo che continuerà a scrivere, nel prossimo certificato, la data del ricovero per disturbo bipolare II e che da allora, cioè otto anni, non ho più avuto manifestazioni. Inoltre che da cinque anni non prendo psicofarmaci. Secondo lei questo sarà sufficiente a dimostrare lo stato di guarigione come da lei evidenziato? Perchè credo che la difficoltà stia nel fatto che certificare una guarigione in senso assoluto non sia comodo per nessuno psichiatra, dal momento che in gioco c'è la mente e chiunque, non solo chi ha precedenti di crisi, può avere problemi in ogni momento... Inoltre io avevo un forte controllo di me nonostante la crisi, tanto che in occasione del rinnovo l'ho anche dichiarato spontaneamente. Questo comportamento non ha un peso? La ringrazio

[#11] dopo  
Dr. Matteo Pacini

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"La stessa patologia definita sul sintomo nel DSM sarà, invece, associata a cause diversissime da persona a persona, a partire dai fattori familiari, sociali, culturali fino a quelli eventualmente genetici!"

No, non è così. Il DSM definisce sindromi, non malattie, ma il suo sviluppo dalle prime alle ultime edizioni tende a definire gruppi di malattie. EDM non è "la depressione come malattia", è una sindrome trasversale, può comparire in varie malattie. Invece il disturbo bipolare II, tanto per fare un esempio, è molto più vicino ad un prototipo di malattia uniforme, non solo come quadro bip II, ma come cosiddetto spettro bipolare II, che comprende varie sindromi "incentrate" sul bipolare II come esito e evoluzione finale.

Scusi se mi dilungo e insisto, ma proprio questo è argomento di cui mi occupo per ricerca.

Quindi la sua critica è intelligente, ma anche gli psichiatri si pongono queste questioni e vi lavorano. Inoltre non creda che le altre discipline mediche abbiano sempre le cause note etc nella conoscenza che hanno delle malattie descritte nei manuali. La psichiatria in questo non è diversa dalle altre, è solo meno capita come disciplina medica. Io chiudo qui altrimenti il consulto mi sembra che vada oltre il tema specifico.

Saluti
Dr.Matteo Pacini
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[#12] dopo  
Utente 115XXX

La ringrazio per la rispota, Dr Pacini. Io spero però di essere l'eccezione che conferma la regola!!! Me lo auguro di cuore... sarà per questo che preferisco credere alle correnti psichiatriche che mi vedono recuperato?