Utente 151XXX
Buongiorno.
Approfitto della vostra esperienza e disponibilità per sottoporvi il caso di mio padre.
A gennaio 2010 gli è stato diagnosticato un mesotelioma pleurico. I chirurghi del reparto di chiarurgia toracica, in seguito ad attenta valutazione del suo caso, hanno deciso che era possibile eseguire pneumonectomia extrapleurica.
Nel frattempo è partita in automatico dall'ospedale la documentazione per malattia professionale causata da amianto in quanto ci è stato detto che l'unico responsabile di questa malattia è l'aminato.
Nel periodo in cui mio padre era convalescente è stato chiamato dalla medicina legale della nostra asl per fissare l'appuntamento per l'intervista e nel frattempo gli hanno posto alcune domande sulle mansioni da lui svolte durante la sua carriera lavorativa.
Purtroppo mio padre non ce l'ha fatta, nonostante la buona riuscita dell'intervento e la buona ripresa è venuto a mancare a causa di una sepsi.
Ci hanno informato che nonostante la morte di mio padre la pratica sarebbe andata avanti così il giorno dell'appuntamento è andata mia madre.
Preciso che mio padre ha lavorato sempre presso una cartiera svolgendo varie mansioni nella sua carriera ma sempre nello stesso stabilimento.
Ieri è arrivata la lettera in cui ci dicono che mio padre non ha diritto al riconoscimento della malattia professionale.
Ora mi chiedo: in base a quali criteri si decide se una persona ne ha diritto o meno? Conosco molti signori che pur non avendo sviluppato la malattia hanno visto riconosciuta la malattia professionale.
Non nego che un po' di delusione si è aggiunto al grande dolore che stiamo provando...
Spero di essere stata chiara nell'esposizione del caso e resto in attesa di una vostra gentile risposta.

[#1] dopo  
Dr. Andrea Mancini

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Gent. Utente,
è importante conoscere la storia lavorativa completa di suo padre unitamente alla eventuale presenza di contaminazione ambientale (difficile ma da valutare) in merito alla possibile presenza di amianto.
Le consiglio, per avere un iniziale parere specifico sulla questione, di far visionare la intera documentazione ad una struttura di patronato che si avvalga dell'opera di uno specialista in medicina legale, in prima ipotesi per verificare la esatta tipologia del tumore ed in seconda analisi la valutazione della storia lavorativa.
Effettivamente qualcosa non quadra.
Buona giornata
Andrea dott. Mancini
Specialista in Medicina Legale e delle Assicurazioni

[#2] dopo  
Utente 151XXX

La ringrazio molto Dr. Mancini.
Proverò ad andare da un patronato, vediamo cosa mi dicono.

Con esattezza non ricordo il nome del tumore che ha colpito mio padre (due righe intere per poterlo definire) ma ricordo precisamente cosa ci hanno detto in ospedale: si tratta di un tumore raro, lei è il quinto caso al mondo.

Per quanto riguarda la storia lavorativa di mio padre lui ha sempre lavorato nello stesso posto, da quando ha iniziato sino alla pensione. Non lavora l'amianto in quanto si tratta di una cartiera, però sia mio padre che i colleghi sostengono che l'amianto all'interno dell'edificio ci fosse (coperture dei capannoni, isolamento dei tubi, ecc...)

Ora resta da capire se viene riconosciuta la malattia professionale solo a chi lavorava l'amianto come materia prima/semilavorato o anche a chi ne ha subito i danni indiretti come nel caso di mio padre.