Utente 198XXX
Salve,
vi scrivo per chiedere un parere sulla mia situazione.

Nel settembre 2009, successivamente all’estrazione di un dente, sono stata sottoposta a un intervento presso un dentista con lo scopo di inserire una vite e successivamente un impianto in luogo del dente estratto.
Già dal primo giorno, la parte sinistra del labbro inferiore, prossima alla zona interessata dall’intervento, sembrava addormentata.
Visto che questo effetto, anche dopo alcuni giorni, non era scomparso, mi sono rivolta al dentista in questione, secondo il quale tale reazione era assolutamente normale.
I mesi passavano, il problema non si risolveva, e il dentista non interveniva in alcun modo a risolverlo, anzi, mi faceva versare un anticipo di 500 euro sull’impianto e mi sollecitava a completare l’ operazione applicando sulla vite il dente artificiale.
Purtroppo ho versato i soldi (ricevendo la fattura), ma mi sono detta indisponibile a proseguire l’operazione finchè il problema non fosse risolto.
A questo punto ho cominciato ad informarmi, e ho scoperto che il mio problema si chiamava parestesia, provocata con ogni probabilità da una sensibilizzazione del nervo prossimo all’intervento, causata da uno scorretto calcolo delle distanze da parte del dentista.
Ho scoperto che in questi casi si può intervenire e risolvere il problema con una terapia farmacologica o addirittura asportando immediatamente la vite.
Nessuna delle due soluzioni mi era stata suggerita dal dentista.
Ho iniziato anche a fare degli esami, non dietro suggerimento del dentista, ma per mia propria iniziativa, e ho consultato un altro professionista.
Il danno persiste e con ogni probabilità l’unico modo in cui posso intervenire è sottopormi a un intervento maxillo-facciale per asportare la vite, senza neanche la certezza di recuperare del tutto la sensibilità.

Mi chiedo a questo punto se posso rivalermi almeno economicamente sul dentista che mi ha provocato il danno.
Tra l’altro le mia attività lavorative richiedono entrambe l’uso della voce (sono cantante e guida turistica) e questa perdita di sensibilità sul labbro è per me quindi particolarmente fastidiosa.
Gli esami effettuati (dentalscan e potenziali evocati) purtroppo non danno una risposta chiara sulla mia perdita di sensibilità né sulla sua causa.
Ciononostante, secondo il nuovo professionista da me consultato, la dentalscan fa apparire chiaramente che la vite è appoggiata sul nervo.
Non l’ha lesionato direttamente, ma anche solo il fatto che lo tocchi basta, agli occhi di una persona competente, a giustificare il danno.
Potrei, se fosse necessario per avere ulteriore documentazione, anche fare una visita con certificato da uno specialista maxillo-facciale (particolarmente autorevole, primario in ospedale) in cui si attesta la necessità di dover fare l’intervento che citavo poco sopra.

Grazie

[#1] dopo  
Dr. Giovanni Migliaccio

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Gentile signora,
visto che ancora nessuno Le ha risposto, mi permetto di farlo io.

Mi par di capire che l'impianto sia stato effettuato a livello della mandibola.
In tale struttura decorre il nervo alveolare di cui bisogna tener conto nella chirurgia implantologica.
Infatti il rischio di danneggiarlo con l'introduzione della vite è alto se non si prendono le adeguate precauzioni come la misurazione dello spessore osseo mandibolare.
Nel Suo caso sembra che ci sia stato tale errore di valutazione.

Se poi, oltre alla presenza delle parestesie, vi è la documentazione iconografica di una vite troppo lunga,non ci sarebbero dubbi sull'errore commesso.
Ma, da quanto dice, la vite non è stata rimossa, quanto meno subito dopo la comparsa delle parestesie e questo potrebbe essere una ulteriore responsabilità, anche se mi sfugge il motivo per cui non si è provveduto.

Credo che il tempo trascorso sia piuttosto lungo, però ritengo che la vite vada rimossa,se si vuole avere qualche chance per la ripresa della sensibilità.

La valutazione del danno sarà diversa in base a molti parametri (se Lei ha, per es., delle prospettive professionali come cantante, esso sarà maggiore che se fosse solo casalinga), ma questo sarà riconosciuto se verrà accertata una responsabilità professionale medica.

Cordiali saluti
Giovanni Migliaccio, M.D., Neurochirurgo
studio@giovannimigliaccio.it -- www.giovannimigliaccio.it
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[#2] dopo  
Dr. Sergio Formentelli

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Dunque, qualche punto fermo nella sua vicenda.

Dal primo giorno dell'inserimento dell'impianto, si è verificata una parestesia.
Il nesso causa-effetto è palese, e qualcosa di storto è effettivamente andato: NON è assolutamente una reazione "normale".
L'evento è possibile, e rappresenta una complicanza.

PERCHE' SI PUO' VERIFICARE QUESTA COMPLICANZA:
1)
Perchè, come dice lei con linguaggio chiaro e comprensibile, sono state sbagliate le misure e l'impianto invade, parzialmente o completamente, il canale osseo dove scorre il nervo mandibolare.
2)
In fase di preparazione del canale osseo per inserire l'impianto la fresa, inserita troppo in profondità, ha toccato il nervo.
In genere gli effetti di questo evento sono minimizzati in quanto spessissimo gli implantologi preferiscono non effettuare l'anestesia tronculare, in modo da lasciare sensibile il nervo in questione, e disporre di un precoce "campanello d'allarme" in caso si commetta un errore di valutazione.
3)
La preparazioen e l'inserimento dell'impianto sono stati effettuati correttamente, mantenendo una congrua distanza di sicurezza dal canale osseo, ma il traumatismo chirurgico ha provocato un edema (gonfiore) della zona, che ha compresso il nervo. Si tratta, in questo caso, di un evento quasi sempre transitorio che si risolve in poche settimane.

Queste sono praticamente la totalità delle cause di parestesia in campo implantare.

COSA OCCORRE FARE QUANDO SI VERIFICA QUESTA COMPLICANZA:
1)
Effettuare, se non la si è fatta precedentemente, una radiografia endorale o una panoramica in studio, per verificare se l'impianto invade il canale mandibolare.
2)
Rimuovere il PRIMA POSSIBILE l'impianto, a meno che non si sia ASSOLUTAMENTE CERTI che sia esclusivamente un fenomeno transitorio legato all'edema; anche in questo caso, comunque, la guarigione sarebbe affrettata dalla rimozione dell'impianto.
3)
Instaurare una adeguata terapia farmacologica.
4)
Monitorare l'estensione della zona di parestesia nel tempo.


COSA FARE ORA:
La vite dovrebbe essere perfettamente osteointegrata.
La sua asportazione è abbastanza cruenta, in questa fase, e rappresenta la sola speranza (SPERANZA, NON CERTEZZA) di recuperare almeno in parte il danno subito.

Il danno è comunque giustiuficato dal solo fatto dell'impianto "appoggiato" al canale mandibolare.

A lei le conclusioni, a questo punto.
Lascio ai consulenti che la stanno seguendo, in possesso di tutta la documentazione clinica, ogni valutazione di carattere medico-legale.

Spero di averle dato delle indicazioni utili per i prossimi suoi passi.
www.studioformentelli.it
Attività prevalente: Gnatologia e
Implantologia (scuola italiana)