Utente 472XXX
Salve a tutti
Pongo alle anime di buona volontà, un problema verificatosi nella mia famiglia.
Mio suocero ha la pensione d'invalidità concessagli dall'INPS. Il motivo è una patologia cardiaca che non conosco nei dettagli. Per quanto conosco, ha rischiato diverse volte l'infarto per ostruzioni varie del circolo del sangue che conferisce al cuore. Ci sono dei cosiddetti "valori" che deve tenere sotto controllo con visite settimanali presso strutture sanitarie e ospedaliere.
In poche parole è monitorato. A causa dell'impossibilità di eseguire sforzi fisici, non può più lavorare (da qui la pensione d'invalidità).
Non bastasse, è oggetto di attacchi di panico e stati d'ansia.
Mio marito non potrebbe accompagnarlo a fare tutte le visite a causa del lavoro. Nella stessa azienda gli è stato suggerito di far chiedere a mio suocero le "agevolazioni" della legge 104 per poter essere accompagnato dal figlio nelle strutture sanitarie e per potergli garantire un minimo di presenza in più per le sue svariate necessità.
Sono state fatte tutte le procedure, patronato, presentazione di referti medici, documentazone dei numerosi ricoveri ospedalieri, spese di medicinali e quant'altro. Fatto il colloquio alla ASL, gli è stata recapitata la risposta come la domanda non era stata accettata.
Ora chiedo: si può essere invalidi per l'INPS (con la "sola" patologia cardiaca) e non per l'ASL (con in più tutta la serie di patologie psichiche)?
Nella lettera informano mio suocero che può presentare il famoso ricorso, ma ci è stato suggerito di non intraprendere le vie legali (altrimenti si rischia lo scontro...).
La cosa più paradossale è che in azienda danno l'ok a mio marito (sono a conoscenza della situazione), ma a parità di patologie l'ASL non agisce allo stesso modo con tutti. Infatti mio suocero non è invalido, mentre chi cura una depressione si...
Chiedo "lumi" per poter intraprendere una strada onesta per un eventuale ricorso e come dovermi comportare.
Grazie a tutti

Carla

[#1] dopo  
Dr. Maurizio Golia

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Da quello che scrive si deduce che il suo parente continui a lavorare in mansioni compatibili e che abbia un assegno d'invalidità INPS (o non d'inabilità) e che l'ASL abbia riconosciuto un handicap lieve (ai sensi della L. 104 art. 3 comma 1) o un "non handicap": a mio parere il giudizio dell'ASL è corretto in quanto il riconoscimento dell'handicap grave (ai sensi della L. 104 art. 3 comma 3) spetta a coloro che necessitano di una assistenza continuativa o in particolari situazione gravi. Comunque se non è d'accordo si può rivolgere ad un Patronato che esaminata la documentazione e visitato il suocero Le darà un giudizio ad hoc e poi potrà presentare ricorso al Giudice del Lavoro.
Comunque la normativa che regolamenta l'invalidità civile è diversa da quella per l'invalidità o inabilità INPS.
Dr. Maurizio Golia Specialista Medicina Legale e Medicina Preventiva Lavoratori tel. 339/7303091
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[#2] dopo  
Utente 472XXX

Grazie tante Dr. Golia.

Appena posso, magari vi metterò a conoscenza dei referti medici o quant'altro.
Da quanto so (ma solo per sentito dire da chi ha sentito, ecc.) esistono diverse forme d'invalidità riconosciute più o meno gravi.
Infatti lo scopo principale sarebbe quello di ottenere anche una forma di agevolazione "minima" necessaria per poter accompagnare mio suocero a fare tutte le visite, in quanto a causa degli "attacchi di panico" non riesce a guidare.
Questo permetterebbe a mio marito di assentarsi regolarmente e giustificatamente da lavoro, senza ricorrere alla malattia e/o a cambi turno disumani.

A presto

[#3] dopo  
Dr. Maurizio Golia

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Allora per i 3 giorni al mese di permesso è necessario che il suocero abbia il riconoscimento dell''handicap grave (L. 104 art. 3 comma 3).
Dr. Maurizio Golia Specialista Medicina Legale e Medicina Preventiva Lavoratori tel. 339/7303091
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[#4] dopo  
Utente 472XXX

Perfetto.
Mio suocero non necessita di assistenza continuativa e globale. E devo dire "meno male".
Però credevo che gli stati d'ansia e depressivi rappresentassero una menomazione. Così come lo fossero le difficoltà a fare le scale (deve essere sostenuto) o entrare in ascensore (attacchi di panico).
Tutte queste operazioni da solo non riesce a svolgerle...

Va bè (si fa per dire), pazienza.

Grazie tante del consulto

[#5] dopo  
37801

Cancellato nel 2010
concordo con il collega, sono pres di comm 104, e con al ASL che non ha riconosciuto art3/3 Mi spiace