Utente 398XXX
Salve.Vorrei esporre questa questione in termini generali per fare un pò di chiarezza anche dal punto di vista della responsabilità professionale.Siamo infermieri che lavoriamo in quello che è un ex ospedale psichiatrico(il residuo di un grosso manicomio).Sono ricoverati su tre piani (ciascuno corrisponde a una unità operativa distinta) in una struttura vecchio stile,ormai del tutto obsoleta,oltre 120 pz in maggioranza ormai geriatrici (ma non tutti) tutti affetti da malattie mentali più o meno gravi,alcuni con spunti di aggressività, altri a rischio allontanamento dalla struttura, altri completamente non autosufficienti, altri ancora affetti da malattie croniche con le relative riacutizzazioni ecc, In più il personale di supporto è rappresentato da operatori che non hanno una formazione 'moderna' e sanitaria e non è garantita costantemente la presenza di un medico in reparto specie nei turni pomeridiani e notturni.Ora sui tre turni lavoriamo un infermiere per piano.Ma imminenti tagli del personale porteranno a 2 unità il pomeriggio e una sola unità la notte sull'intera struttura.Dal punto di vista normativo è legittima questa scelta aziendale?Tenuto conto che si possono verificare incidenti di vario genere (come già capitato) siamo preoccupati dal punto di vista della responsabilità professionale essendo l'infermiere in prima persona responsabile di ciò che accade.Come detto tra l'altro la struttura è obsoleta costituita da ampi spazi e difficoltà di sorveglianza dei pazienti e ovviamente se accade un incidente qualsiasi su un piano mentre siamo su un altro dovremmo fidarci degli operatori di supporto, ma fino a che punto? Pur garantendo il massimo impegno purtroppo situazioni spiacevoli possono verificarsi e così siamo poco tutelati. Grazie per le eventuali considerazioni.

[#1] dopo  
Dr. Nicola Mascotti

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Spett.le Utente,

l'organizzazione di una struttura sanitaria fa capo ad una Direzione Sanitaria, ed è questo l'ufficio al quale vanno segnalate eventuali carenze dell'organico, nella fattispecie infermieristico, considerata l'attività che il personale stesso è chiamata a svolgere.

Dal punto di vista della responsabilità professionale, come Lei sottolinea, gli incombenti ricadono sull'operatore in servizio, che deve rispondere, ovviamente nei limiti del "nemo ad impossibilia tenetur", di quanto si verifica all'interno dell'Unità Operativa in cui presta servizio, fatte salve le ulteriori responsabilità del medico al quale l'infermiere deve in ogni caso far riferimento per gli aspetti clinico-terapeutici.

Distinti Saluti.
Nicola Mascotti,M.D.

[Si prega di non richiedere valutazioni o stime del grado di invalidità]