Utente 336XXX
Salve,
a settembre 2012 sono stato sottoposto a esame coronarografico.
Durante l'esame ho subito una dissecazione del tronco comune coronarico con susseguente infarto del miocardio.
Sono stato operato d'urgenza e mi è stato praticato un by-pass coronarico con mammaria.
Gli esiti sono che allo stato ho due zone sofferenti della parete anteriore sinistra del miocardio: una è in necrosi e l'altra danneggiata seriamente ma non necrotica.
Il F.E. all'ingresso (prima delle coronarografie) era al 61%; oggi è sotto il 50%.
Il medico legale propone di chiedere un risarcimento per danno biologico permanente con una percentuale del 13/14 %.
Avrei piacere di avere il Vs illuminato parere in merito alla quantificazione del danno biologico permanente.
Grazie.

[#1] dopo  
Dr. Otello Poli

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naturalmente la complicanza dell'esame appare come possibile colpa professionale.
Ma la domanda preliminare, a valutare una eventuale pre-esistenza, è la seguente: perchè si è sottoposto a coronarografia?
E' in possesso della cartella clinica dove viene descritta la procedura? Immagino di si: gli operatori come descrivono/spiegano l'avvenuta dissecazione?

Cordialmente.
Dr. Otello Poli, MD
Neurologo-Algologo-Esperto in Medicina del Sonno
email: otellopoli@gmail.com - sito web: www.otellopoli.it

[#2] dopo  
Utente 336XXX

Durante una corsetta, di tanto in tanto ero solito farlo, ho sentito come una puntura di spillo, profonda, all'altezza dello sterno. Il dolore andava via appena mi fermavo. Dopo tre ripartenze e ritorno della sensazione mi sono fermato.
Informato il mio medico curante mi ha prescritto visita cardiologica.
Il cardiologo (visita ed elettrocardiogramma) non rileva nulla. Tuttavia mi dice che quanto raccontato circa il dolore è sintomatico di un problema coronarico per cui l'unico esame che toglie ogni dubbio è la Coronarografia.

Di seguito quanto rilevato, alla lettera, dalla documentazione medica in mio possesso relativamente alle due sedute coronarografiche alle quali sono stato sottoposto:

1^ seduta (doppia coronarografia: prima radiale e poi femorale) DISSEZIONE INTIMALE

30.08.12 “dimettiamo in data odierna …ricoverato il giorno 28.08.12 per essere sottoposto a coronarografia elettiva in recente episodio di dolore retro sternale dopo sforzo risolto prontamente con il riposo. In anamnesi: ex tabagista, dislipidemia.
In data 10.08 esegue visita cardiologica con indicazione alla CGF. All’ECG di ingresso ritmo sinusale con minime alterazioni in D3; all’ecocardio ventricolo sn normale esente da anomalie della cinetica segmentaria.
La coronarografia eseguita in data 29.08 attraverso approccio arterioso sia radiale che femorale dx, ha evidenziato una discendente anteriore con stenosi
serrata al tratto distale che non è stata trattata mediante PTCA per impossibilità di far passare il filo guida anche con supporto di palloncino e per sospetta dissezione intimale che preclude il transito nel vero lume.
Il successivo controllo della funzionalità renale e della Troponina T è risultato normale; non ematomi né soffi a livello delle punture arteriose. Si raccomanda
di non caricare sull’arto inferiore dx per altri due gg…”

2^ seduta (solo femorale) DISSECAZIONE TRONCO COMUNE

Cartella Clinica Ospedale dal 09.09.12 al 10.09.12 per CGF + eventuale PTCA programmato in paziente con stenosi serrata tratto distale della DA.
Coronarografia del 10.09.12 “malattia cronica di un vaso coronarico, indicazione: angioplastica, durante l’incannulazione della coronaria sinistra con
il catetere guida sospetta dissezione del tronco comune. Si sospende la procedura”
Trasferito in data 10.09 all’UTIC “stamane il paziente è stato sottoposto a studio coronarografico via arteria femorale dx, durante la procedura nell’incannulamento della coronaria sx sospetta dissezione del tronco comune in paziente sintomatico per dolore toracico. In Unità coronarica dopo iniziale regressione della sintomatologia (terapia con eparina ev, nitrato, BB), ripresa di angor con alterazioni elettrocardiografiche (sottoslivellamento del tratto ST anteriore); all’ecoscopia ipo-acinesia antero-apicale del ventricolo sx con funzione sistolica globale conservata. Valori pressori stabili; si trasferisce per monitoraggio in ambiente intensivi stico-emodinamico con standby cardochirurgico.

Saluti

[#3] dopo  
Dr. Otello Poli

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OK, sembrerebbe esserci una pre-esistenza a livello della "intima" o almeno così sta scritto.
Circa la seconda procedura (quella dalla quale è evoluto il suo danno) credo che i consulenti dell'ospedale sosterranno che la dissezione del tronco comune sia una conseguenza della pre-esistente dissezione intimale e come, in ogni caso, la procedura fosse indicata.
Pertanto trattasi di complicanza possibile e codificata.
Così almeno scriverei io se fossi il medico fiduciario della controparte.
Dovrà essere convincente ed esaustivo il suo consulente per cercare di dimostrare un colpa professionale ed ottenere un risarcimento.

Dopo la dissertazione mi sento di dirle che mi spiace per come siano andate le cose...ma questo naturalmente purtroppo non le può cambiare.

Cordialmente.
Dr. Otello Poli, MD
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[#4] dopo  
Utente 336XXX

Le giro quanto relazionato dal consulente tecnico:

La prima indagine coronarografica in data 29.08.2012, eseguita da approccio radiale destro e successivamente da approccio femorale destro, evidenziava malattia critica di un vaso coronarico (IVA) tratto medio-distale ed irregolarità e stenosi lievi a carico di CX e CD. Nella stessa seduta si procedeva ad un tentativo, fallito, di disostruzione meccanica mediante filo guida con supporto di catetere dilatatore a palloncino a livello della sub-occlusione critica calcifica, verosimilmente cronica, di IVA al tratto medio distale con esito di dissecazione del vaso a valle. Alla luce della mancata disostruzione meccanica del vaso malgrado i numerosi tentativi, con paziente in condizioni cliniche relativamente stabili, a mio avviso sarebbe stato utile una scelta più conservativa con impostazione di terapia medica ad hoc. Non avrei in altre parole insistito in ulteriori tentativi di angioplastica. In una fase successiva e solo in seguito all’evidenza clinico-strumentale di scarsa efficacia della terapia medica, avrei preso in considerazione una rivascolarizzazione miocardica chirurgica su IVA a cuore battente in elezione in condizioni emodinamiche ottimali. Questa mia considerazione tiene conto anche del dato che il Presidio Ospedaliero è un centro sprovvisto di cardiochirurgia on site.

La seconda indagine coronarografica, eseguita in data 10.09.12, da approccio femorale destro, è stata programmata per eseguire un secondo tentativo di disostruzione di IVA tratto medio-distale. Lo studio angiografico ha evidenziato un ostio della coronaria sinistra di difficile cannulazione ed un catetere guida coronarografico marcatamente angolato ed inserito distalmente all’ostio della coronaria sinistra a livello del terzo medio del tronco comune della coronaria sinistra. Questa anomala posizione del catetere ha causato una dissezione iatrogena severa coinvolgente il Tronco Comune stesso ed i vasi di suddivisione (IVA e CX) con transitorio arresto del flusso anterogrado, situazione estremamente grave. Sarebbe stato a questo punto necessario, a mio avviso, tentativo immediato di angioplastica e posizionamento di stent coronarico sul TC (bail out stenting) ed un urgente trasferimento presso un centro dotato di cardiochirurgia. Il paziente veniva invece trasferito in UTIC e, dopo una iniziale regressione dei sintomi, si assisteva successivamente ad una ripresa di angor con alterazioni elettrocardiografiche di sofferenza ischemica della parete anteriore del VS che risultava ipo-acinetica. Solo allora, a diverse ore di distanza dalla complicanza iatrogena occorsa in sala emodinamica, in una situazione di estrema urgenza, si è optato per il trasferimento del paziente in un Centro cardochirurgico al fine di eseguire in emergenza un by pass aorto-coronarico, rivelatosi infine risolutivo. E’ innegabile che il non aver eseguito un tentativo di procedura di bail out stenting e le successive ore trascorse in UTIC hanno esposto il paziente ad un elevato rischio di una complicanza letale.
Saluti.

[#5] dopo  
Dr. Otello Poli

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Mi sembra come il suo consulente abbia molto ben argomentato.
Tornando al suo quesito iniziale ritengo come la richiesta % debba, e così sarà stato fatto, essere commisurata in rapporto alla classe NYHA (da I a IV) laddove il suo consulente abbia ritenuto collocare gli esiti della procedura coronarografica al netto della pre-esistente cardiopatia ischemica sintomatica.

Cordialmente.
Dr. Otello Poli, MD
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