Utente 359XXX
Nel '94 venivo ricoverato per ictus celebrale da trombosi con perdita della motricità di tutto l'emisoma di sx.
A seguito di terapia riabilitativa, iniziavo a riacquisire un minimo di autonomia personale e a muovere i primi passi con il quadripede finchè, circa un anno dopo, non subivo un ulteriore ricovero per "caduta a terra senza perdita di coscienza".
Sottoposto ad esame radiologico per sospetta frattura, il radiologo incorreva in grave errore ed ometteva di refertare la presenza di lesioni ossee e la frattura del collo femorale, poi diagnosticate sei mesi dopo da altro medico.
Ho chiesto i danni in via giudiziale ed il CTU ha ammesso che "l'omessa diagnosi tempestiva ha condizionato l'evoluzione clinica, privandomi della possibilità di stare in piedi perfino con l'aiuto di terzi".
Ha precisato che "dopo l'ictus vi era un residuo di autonomia nella stazione eretta e nella deambulazione, venuto meno a causa dell'errore diagnostico".
Ha quantificato un danno da omessa diagnosi pari al 15%, ribadendo che si tratta della "perdita dell'intero cascame di validità, che consentiva quel margine minimo di autonomia".
Vorrei sapere le modalità di quantificazione ed i parametri da utilizzare.

[#1] dopo  
Dr. Maurizio Golia

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Buongiorno,

trattasi di caso complesso ed è necessario esaminare tutta la documentazione , se è stata già svolta la CTU, Lei dovrebbe già avere un medico legale nominato di parte, provi a chiedere a lui.

Saluti
Dr. Maurizio Golia Specialista Medicina Legale e Medicina Preventiva Lavoratori tel. 339/7303091
Brescia - Cremona - Bergamo - Verona

[#2] dopo  
Utente 359XXX

Quello che mi interesserebbe capire è se i 15 punti saranno valutati nella fascia da 0 a 15 o da 85 a 100 e quali conseguenze comporta una soluzione o l altra.