Utente 401XXX
Gentile dottore,

a novembre 2014 mi hanno riconosciuto l'invalidità civile del 100% in quanto affetta da leucemia acuta mieloide (diagnosticata a ottobre 2014), con trapianto di midollo osseo in corso di valutazione. Alla fine, sono stata trattata con sola altra chemioterapia terminata a marzo. Ad agosto 2015 ho avuto una ricaduta e pertanto sono stata avviata al trapianto allogenico a cui mi sono sottoposta a dicembre 2015 dopo altri cicli di chemioterapia per rimettere in remissione la malattia.

La mia Certificazione di Invalidità ha revisione a gennaio 2017: cosa devo aspettarmi?
Il trapianto eseguito un solo anno prima della visita sarà motivo di proroga?

La mia perplessità nasce dal fatto che, nonostante si possa essere in ottima forma e avere tutti gli esami di controllo negativi, la guarigione post-trapianto è valutabile non sicuramente prima di 2-3 anni dal trapianto e, inoltre, le conseguenze della Graft-Versus-Host-Desease (GVHD), diventate in forma cronica, possono essere anche molto gravi e debilitanti.

Quindi, nel caso ideale che non abbia disturbi correlati al trapianto, fino a quando posso aspettarmi che mi venga riconosciuta l'invalidità civile totale e la corrispettiva pensione?
L'eventuale riduzione dell'invalidità civile viene decisa esclusivamente dai medici legali della visita oppure deve essere motivata e giustificata da una "guarigione statistica" in qualche modo certificabile dagli ematologi che mi seguono?


La ringrazio in anticipo di ogni chiarimento e le porgo i miei più distinti saluti.

[#1] dopo  
Dr. Nicola Mascotti

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Gentile Signora,

come Lei ha riportato in premessa, nel gennaio 2017 verrà sottoposta a visita di revisione da parte della Commissione per l'Invalidità Civile.
In tale occasione verranno valutate le Sue condizioni cliniche ed acquisita la documentazione sanitaria, che Lei opportunamente dovrebbe predisporre, riguardante i trattamenti effettuati e quelli futuri programmati.
Sulla base degli elementi a disposizione, la Commissione valuterà il caso, stabilendo se sussiste ancora un'invalidità permanente od un'inabilità, l'eventuale grado di tale invalidità, e l'opportunità o meno di successive visite di revisione.
E' auspicabile, senza ombra di dubbio, che il trapianto abbia successo, che non vi siano recidive e che le complicazioni a cui fa riferimento non si verifichino, nel qual caso comprende bene che attribuirLe un giudizio di "riduzione permanente, parziale o totale, della capacità lavorativa" basandosi su menomazioni future di previsione sarebbe una forzatura.
In ogni caso, sono le condizioni cliniche obiettive e documentate a determinare il riconoscimento o meno della condizione di "invalido civile".

Distinti Saluti.
Nicola Mascotti,M.D.

[Si prega di non richiedere valutazioni o stime del grado di invalidità]

[#2] dopo  
Utente 401XXX

Gentile dott. Mascotti,

La ringrazio per la risposta.

Tuttavia non mi trova d'accordo sul fatto che basarsi su menomazioni future sarebbe una forzatura in quanto qualsiasi tipo di attività lavorativa richiede un sistema immunitario efficiente, al di là delle ottime condizioni psico-fisiche.
Come si può cercare lavoro, al pari di altri candidati, senza avere ancora la minima certezza di considerarsi guariti, e non in semplice assenza temporanea di malattia/complicazioni?

Purtroppo, mi rendo conto che tutto ciò esula da qualsivoglia consulto.

Distinti saluti.