Utente 392XXX
Buonasera.
Il mio papà, pensionato 74enne, vorrebbe chiedere l'invalidità civile (legge 104)
Nel 2004 fu ricoverato per ictus cerebri ischemico con emisindrome alterna oculopiramidale. Diagnosi di arterosclerosi occlusiva carotide sx.
Segue da allora cure farmacologiche ed attualmente, avendo frequenti episodi di perdita di memoria e sbalzi di umore si è sottoposto a molti controlli ed il risultato finale è stato il seguente:

VASCULOPATIA CEREBRALE IN PREGRESSO ICTUS CEREBRI
STENOSI CAROTIDE INTERNA DX
OCCLUSIONE CAROTIDE INTERNA SX
IPERTENSIONE ARTERIOSA MODERATO-SEVERA (INTOLLERANZA SARTANI ED ACE INIBITORI)
DISLIPIDEMIA MISTA(INTOLLERANZA STATINE)
IPERURICEMIA CON ATTACCHI DI GOTTA
IPERGLICEMIA A DIGIUNO
INSUFFICIENZA RENALECRONICA LIEVE
IPOTIROIDISMO POST CHIRURGICO (TIROIDECTOMIA TOTALE)
GAMMOPATIA MONOLOCALE DI SIGNIFICATO INDETERMINATO
RICORRENTI DISTURBI DELLA MEMORIA
FREQUENTI VARIAZIONI DELL'UMORE
STEATOSI EPATICA CON ELEVAZIONE TRANSAMINASI

Ecco, vorrei sapere se, secondo lei, queste patologie sono causa di invalidità tale da ottenere l'assegnazione di un accompagno o almeno la possibilità per me o mia sorella di disporre di qualche permesso per seguirlo nelle cure, nelle visite e nel quotidiano.

[#1] dopo  
Dr. Nicola Mascotti

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Spett.le Utente,

per poter ottenere la concessione dell'indennità di accompagnamento in invalidità civile è necessario che, indipendentemente dalle diagnosi delle infermità, si verifichi una delle due condizioni:
- impossibilità alla deambulazione autonoma
- impossibilità all'affettuazione autonoma degli atti quotidiani della vita.
Ne consegue che se la condizione del Suo genitore a causa delle infermità che ha elencato rientra in una delle due fattispecie, gli verrà riconosciuto il beneficio economico.
Differente valutazione è quella prevista dalla legge 104/92, che oltre agli aspetti sanitari tiene conto di quelli sociali: per cui per ottenere il beneficio in questione (art.3, comma 3) è necessario che la situazione assuma connotazione di gravità, ovverosia che le infermità sussistenti abbiano ridotto l'autonomia personale, correlata all'età, in modo da rendere necessario un intervento assistenziale permanente, continuativo e globale nella sfera individuale o in quella di relazione.
Distinti Saluti.
Nicola Mascotti,M.D.

[Si prega di non richiedere valutazioni o stime del grado di invalidità]