Utente 431XXX
Salve a tutti,
mia madre 61 anni invalida con totale e permanente inabilità lavorativa (artt. 2 e 12, L. 118/1971): 100% e art.3 comma 3 della 104 ( entrambi rivedibili a 2 anni) è stata richiamata a visita per la revisione per motivi reddituali dell''assegno ordinario di invalidità che prende ( o forse prendeva visto cosa ci è stato detto in sede di vista) con decorrenza da ottobre 2015

durante la NON visita ci è stato comunicato che l'assegno sarebbe stato revocato poiché mia madre lavora e produce reddito, praticamente senza neanche leggere la documentazione medica prodotta e quasi senza visita! ora fermo restando i seguenti punti non mi chiaro il motivo dell'annunciata revoca:
1) mia madre è stata in malattia ( a seguito di una mielite virale d9-d11 che tutt'oggi le impedisce una deambulazione autonoma e senza supporti) per circa 1.5 anni prendendo regolarmente il 100% dello stipendio da dipendete privato come da CCN; specifico che all'epoca aveva l'80 % di invalidità.
2) il medico di famiglia faceva i certificati di malattia di mese in mese perciò l'INPS al momento della visita per la prima attribuzione( settembre 2015) dell'assegno di invalidità non poteva sapere quanto sarebbe rientrata in servizio.
3) abbiamo prodotto evidente certificazione medica in cui si evince al fatto che purtroppo NON è affatto migliorata ( anzi...).

se il raziocinio è che " è in grado di stare al computer e lavorare perciò non la sua capacità lavorativa non è ridotta" mi chiedo perché sia stato attribuito la prima volta ed altresì questo taglierebbe fuori da questo tipo di prestazioni qualsiasi persona faccia un lavoro da ufficio non essendo-per sua fortuna allettato -, inoltre tale discorso ignora le difficoltà per arrivare al posto di lavoro e la difficoltà ( oltre che il rischio di cadere) all'interno del posto di lavoro.

saluti e grazie.

p.s. all'obiezione di mia madre " purtroppo pur con il deambulatore rischio di cadere" è stato risposto " se va a lavorare accetta il rischio di cadere".

Quale è la ratio di tutto ciò?

[#1] dopo  
Dr. Nicola Mascotti

Referente scientifico Referente Scientifico
40% attività
20% attualità
20% socialità
()

Rank MI+ 80
Iscritto dal 2010
Spett.le Utente,

mi permetta di farLe presente che le visite di revisione nel settore dell'invalidità civile non vengono effettuate per "motivi reddituali", per i quali l'Istituto Assicuratore già dispone dei dati amministrativi per poter stabilire se esistono i requisiti per l'erogazione del beneficio economico.
La finalità delle visite di revisione in questione è quella di verificare se, a distanza di tempo dall'epoca della visita precedente, la condizione clinica e/o sanitaria si è modificata, derivandone una eventuale variazione della percentuale di invalidità o comunque del requisito sanitario per l'attribuzione dello status di invalido civile.

Nello specifico, da quanto riferisce sembrebbe che la revoca dell'assegno di invalidità civile sia da ricollegare non tanto ad una riduzione della percentuale di invalidità riconosciuta, bensì al superamento del tetto reddituale stabilito per la concessione di tale assegno.
Per tale caso Le suggerisco di rivolgersi, con la documentazione reddituale dell'interessata, ad un Ente di Patronato, presso il quale potrà avere assistenza per chiarirLe la posizione amministrativa vigente.

Per quanto riguarda gli altri aspetti che lamenta circa l'effettuazione della visita, può presentare reclamo presso l'Ufficio Relazioni per il Pubblico della sede INPS territorialmente competente.

Infine, ove ritenga contestare la valutazione dell'invalidità civile effettuata dalla Commissione, può presentare ricorso giudiziale entro sei mesi dalla notifica del verbale da parte dell'Istituto; anche per tale evenienza è consigliabile rivolgersi preventivamente ad un Ente di Patronato.

Distinti Saluti.
Nicola Mascotti,M.D.

[Si prega di non richiedere valutazioni o stime del grado di invalidità]