cisti  
Utente 488XXX
Buonasera. Sono reduce di due infortuni sul lavoro entrambi alla mano e al polso dx. Nel 2015 ho subito una microfrattura parcellare al semilunare risolta con tutore per un mese senza intervento, il secondo a fine novembre 2017. Nel secondo infortunio, la pratica viene aperta mediante certificato del PS con prognosi a 10 gg. Ho eseguito in un primo momento RX alla mano che non ha evidenziato particolari alterazioni ossee e una RMN a 15 giorni dall’infortunio, che a parte segni di tenosinovite ed edema infiammatorio, ha messo in evidenza una cisti intrarticolare al livello del semilunare. Dopo notevoli visite ortopediche private, in cui sin dal primo momento è sempre stato sospettato un possibile danno al legamento scafo-lunato in base alla visione degli esami diagnostici, L inail si basa su quanto refertato dai medici radiologi e definisce il mio caso come trauma distorsivo contusivo. L infortunio mi viene prolungato e mi viene data la possibilità di eseguire riabilitazione fisioterapica tramite strutture da loro convenzionate. Il 15 febbraio mi reco all’inail per visita medico legale e mi viene comunicato che nonostante una relazione fisiatrica in cui viene delineato un quadro non del tutto stabilizzato, l infortunio deve essere chiuso data la durata e il mio effettivo miglioramento (non guarigione). Rientro a lavoro con un demansionamento relativo a limitazione temporanea dopo visita con medico competente, e dopo la ricomparsa accentuata del dolore, decido di ripetere una RMN che finalmente evidenzia un danno al legamento. Mi reco dal MDB per certificato di riapertura infortunio ma non solo mi viene rigettato all INPS senza comunicazione, mi viene contestato con la decisione dell INAIL che nonostante il referto della nuova risonanza, L infortunio è durato già abbastanza e che anche se dovrò sottopormi a un intervento chirurgico per lesione del legamento, posso fare ricorso solo dopo L intervento tramite tribunale. Non c’è nessun modo di fare ricorso e poter riaprire il caso prima dell’intervento? È assurdo che anche se a distanza di qualche mese viene messo in evidenza il reale danno subito, L inail attesti che la discordanza tra le due risonanze faccia sí che L infortunio sia ugualmente chiuso. Ringrazio in anticipo chi mi risponderà!

[#1] dopo  
Dr. Nicola Mascotti

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Spett.le Utente,

l'assicurato, in caso di discordanza sui provvedimenti dell'Istituto, può presentare opposizione amministrativa, meglio se con l'assistenza di un Ente di patronato.
Legga al proposito:

https://www.inail.it/cs/internet/attivita/prestazioni/infortunio-sul-lavoro/lavoratore/opposizione-amministrativa-e-ricorso-giudiziale.html

https://www.inail.it/cs/internet/attivita/prestazioni/infortunio-sul-lavoro/lavoratore/assistenza-dei-patronati.html

Distinti Saluti.
Nicola Mascotti,M.D.

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[#2] dopo  
Utente 488XXX

Gent.mo Dottore,
La ringrazio per l’imminente risposta. Mi sono informata a tal caso, e, per il ricorso amministrativo mi è stato consigliato di rivolgermi a un medico legale universitario (ovviamente in libera professione), in modo da dimostrare la massima serietà e ottenere un maggiore impatto, anche in virtù del precedente rigetto di richiesta riapertura infortunio effettuata già dal mio MDB. Per lei basterebbe semplicemente rivolgermi a un patronato in sede? Tenga anche presente che non vivo nella mia città d’origine, quindi non avrei la più pallida idea dei professionisti con i quali il patronato mi metterà in contatto e che prenderanno in carica la mia pratica. La ringrazio ancora.

[#3] dopo  
Dr. Nicola Mascotti

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Spett.le Utente,

mi spiace, ma non sono in grado di entrare nel merito di quest'ultimo quesito, non conoscendo la situazione degli Enti di Patronato locali.
Certamente un parere medico-legale di uno specialista universitario dà notevole spessore al ricorso, anche se bisogna ammettere che i Patronati locali hanno maggiormente contatti con gli organismi INAIL del posto, e quindi sono forse più in grado di seguire le procedure passo per passo.
Io Le suggerirei di acquisire prima il parere medico-legale universitario, e quindi sottoporlo ad un Patronato di sede.

Distinti Saluti.
Nicola Mascotti,M.D.

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[#4] dopo  
Utente 488XXX

Egr. Dottore,
La ringrazio nuovamente per il parere, seguirò il suo consiglio! Nel caso in cui non dovessi riuscire a trovare un medico legale universitario andrebbe bene anche rivolgersi ad un medico legale semplice? E in ogni caso la pratica di ricorso dovrei farla prima o dopo l’intervento chirurgico?
Approfitto della sua disponibilità per porle un ulteriore quesito. Nel periodo dalla chiusura dell’infortinio e il rientro a lavoro con demansionamento, ho dovuto usufruire di un periodo di ferie e malattia (con diagnosi ALGIA POLSO DX) in attesa che il mio datore di lavoro riuscisse a trovare la mansione idonea alla mia limitazione. Ho ricevuto una raccomandata da parte dell INPS relativa al primo certificato di malattia seguito alle ferie, in cui mi viene chiesto di compilare un modulo da inviare al centro di medicina legale, in cui devo dichiarare se la malattia è per incidente extralavorativo o per causa di infortunio e che se ho effettuato richiesta di risarcimento/indennizzo devo comunicarlo. La mia domanda è: quale modulo compilare se la diagnosi inserita nel certificato di malattia è relativa all’infortunio ma in quel momento era stato chiuso da parte dell’INAIL? Devo recarmi a un patronato anche per l’invio di questo modulo? La ringrazio infinitamente!

[#5] dopo  
Dr. Nicola Mascotti

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Spett.le Utente,
per seguire il ricorso, può rivolgersi ad uno specialista in Medicina Legale, che sia tuttavia esperto della materia assicurativa "previdenza INAIL"; puntualizzo ciò in quanto l'assicurazione per gli infortuni sul lavoro e malattie professionali presenta peculiarità, soprattutto nel contenzioso medico-legale, che è opportuno siano affrontate col supporto di un valido professionista che operi in tale settore.
Il ricorso va presentato quanto prima, con la possibilità di aggiornare la condizione clinica dopo l'eventuale intervento chirurgico, se lo effettuerà.

La richiesta che Lei ha ricevuto riguarda la competenza del pagamento delle giornate di assenza dal lavoro, per cui fra INPS ed INAIL esiste una convenzione per i casi dubbi, che ricadono suul'Istituto che ha per primo ricevuto la segnalazione, fatta salva la possibilità di compensazione a posteriori.

http://www.cafassoefigli.it/notizie/1015/malattia-e-infortunio-i-casi-di-dubbia-competenza-e-la-convenzione-inps-inail

Secondo me, anche considerata la Sua intenzione di ricorrere avverso il provvedimento di chiusura infortunio INAIL, Lei dovrebbe indicare che l'assenza è determinata da conseguenze di infortunio lavorativo, lasciando poi che i due Istituti si palleggino la competenza, fermo restando che comunque uno dei due pagherà al datore di lavoro quanto dovuto per i giorni di Sua assenza. Per conferma, può comunque anche sentire il parere del Patronato di Sua fiducia.

Distinti Saluti.
Nicola Mascotti,M.D.

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[#6] dopo  
Utente 488XXX

Gentilissimo Dottore,
La ringrazio di cuore per tutte le informazioni e le delucidazioni che mi ha fornito. Seguirò i suoi consigli.
Ho innanzitutto contattato un medico legale universitario in zona e sono in attesa di risposta, in caso di esito negativo mi rivolgerò direttamente al patronato sia per la raccomandata da parte dell’INPS, che per l’intera pratica del ricorso amministrativo.
Da quanto consigliato, la ricerca di un medico legale con esperienza in “previdenza INAIL” sarebbe troppo lunga non conoscendo nessun professionista in zona, per cui forse la strada più semplice sarebbe quella di affidarsi a un patronato i cui medici legali sono specializzati in tale materia, avendo già prenotato l’intervento chirurgico. Mi auguro solo che la pratica venga gestita con serietà e che non ci siano contatti loschi tra i due enti.
La ringrazio ancora una volta e le auguro una buona giornata e buon lavoro.