Utente 105XXX
Ho 39 anni e due anni fa ho subito un'intevento al seno per un carcinoma. mi hanno tolto un quadrante del seno e ho subito lo svuotamento ascellare dopo esito positivo del linfonodo sentinella. In seguito ho dovuto fare 8 cicli di chemioterapia e la radioterapia. Due anni di enantone ed oggi continuo a seguire la cura ormonale con il tamoxifene. Mi hanno riconosciuto una invalidità permanente 67%(anche sulla base della documentazione attestante che nel 2000 avevo subito l'asportazione tot della tiroide per basedow) Oggi ho anche la patolgia del linfedema al braccio insorta ad un anno dall'intevento. Vi chiedo se qusta pecentuale d' invalidità è giusta e quali agevolazioni posso trarne dato che fino ad ora mi è stato detto che serve solo per le liste di disoccupazione, (per fortuna ho un contratto di lavoro dipendente) ed a niente altro.

Vi ringrazio anticipatamente per la gentile collaborazione

[#1] dopo  
Dr. Maurizio Golia

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Siamo al limite, nel senso che bisognerebbe sapere in che epoca è stato dato il giudizio d'invalidità dalla commissione e che terapie stava facendo. In ogni caso, se oggi sono passati 2 anni dall'intervento e non effettua più terapie salvavita e il linfedema è lieve, allora la valutazione attualepuò essere corretta, altrimenti no.Bisognerebbe anche considerare la toriodectomia. Provi ad andare ad un Patronato con la documentazione (relazione oncologica recente + esami radiologici effettuati) e il medico-legale le darà un parere anche dopo averla visitata.

Dr. Maurizio Golia - medico legale e del lavoro - Brescia
Dr. Maurizio Golia Specialista Medicina Legale e Medicina Preventiva Lavoratori tel. 339/7303091
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[#2] dopo  
Utente 105XXX

Al tempo del giudizio della commissione ero stata operata da poco e stavo facendo la chemioterapia. Mi sono rivolta a voi perchè mi era rimasto sempre un forte dubbio in quanto leggendo la cartella clinica il presidente della commissione aveva commentato che "io stavo bene" e mi negò anche il tagliando per il parcheggio dell'auto. Tanto che un'assistente sociale presente al momento mi chiamò la sera a casa per indirizzarmi ad una ASL dove me lo avrebbero concesso. Vi assicuro che quel tagliando mi ha dato la libertà in quei mesi, vivendo io in una città molto caotica, di affrontare tante situazioni che altrimenti mi avrebbero resa dipendente dagli altri aggravando le difficoltà pscicologiche già presenti al momento. Attualmente per la tiroide sono in cura farmacologica sostitutiva, il linfedema non è gravissimo (anche se limita le capacità fisiche giornaliere) e sono in terapia ormonale con il tamoxifene, con tutti gli effetti collaterali del farmaco quali vampate di calore e perdita massiccia di capelli che sicuramente non sono di vitale importanza, ma pesano pscicologicamente perchè non fisiologiche per l'età e perchè riportano quotidinamete alla malattia affrontata.
vorrei chiedervi anche se a Roma è possibile rivolgersi a qualche centro dove fanno ricerca, mi piacrebbe presentarmi in qualità di volontaria, in quanto so che oggi vengono fatte molte ricerche in cui io credo per esempio sull'alimentazione per la prevenzione dei tumori o sullla cura del linfedema, a mio avviso non tanto considerata come una patologia limitativa nei casi come il mio (per esempio avevo letto l'invezione di alcuni cerotti).

La ringrazio dei consigli e mi recherò al Patronato al più presto.
Saluti

[#3] dopo  
Dr. Maurizio Golia

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Egregia sig.ra,
per il volontariato può rivolgersi alle associazioni oncologiche nazionali per la lotta contro i tumori della sua città.

Dr. M. Golia
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