Utente 117XXX
Salve!
Sono dipedente di una ditta privata già da 15 anni.Da maggio 2008 ho cominciato subire pressioni psicologiche da parte di mio datore di lavoro che facceva tutto che io lasciassi mio posto di lavoro.Le umilazioni,le vessazioni,le offese sono state al ordine del giorno per un lungo periodo finche nel marzo quest'anno mio datore di lavoro mi ha fatto stare in piedi due giorni e non fare niente in mezzo di altri colleghi e clienti.Una umilazione totale.Mi sono rivolto ai carabinieri e insieme con avvocato abbiamo fatto denuncia per stalking che è tutto oggi in corso.Mio medico di base mi ha fatto certificato di malattia e mi ha mandato fare una visita psichiatrica.Già più di tre mesi sono a cura di uno psichiatra e prendo i farmaci prescriti dal medico.La diagnosi è disturbo post traumatico provocato dallo stress.Contemporeamente cercavo di con aiuto dei sindacati di risolvere problemma di posto di lavoro.Io non voglio più tornare sul mio posto di lavoro perche non sarei in grado di svolgere mio dovere corretamente avvendo subito tutte queste umilazioni e vessazioni.
La mia ditta mi offre come risarcimento solo 7 mensilità in caso se io mi dimetto. Secondo me sono pochi per lasciare posto di lavoro.
I sindacati non è che si preocupano molto del mio problemma cosi che mi devo arangiare da solo.
Cosa devo fare?Quale soluzione e miglire per me?Devo rivolgermi a un avvocato per diritti di lavoro?Dopo trascorsi 6 mesi di malattia cosa può fare la mia azienda se non mi vuole dare risarcimento giusto?
Io ho 53 anni e molto difficile troverò un altro impiego.
GRAZIE

[#1] dopo  
Dr. Mario Corcelli

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Gentile Utente,

Mi spiace umanamente per la sua situazione.

Vedo che si è già rivolto ad un avvocato e vi è una denuncia in corso di mobbing; quindi, non saprei consigliarle diversamente.
Il Giudice del Lavoro deciderà se si tratta veramente di mobbing, e, se sì, valuterà l'entità del risarcimento.

Le suggerisco solo di fare attenzione, nel frattempo, a non superare il periodo di malattia perchè rischia il licenziamento per superamento del periodo di comporto contrattuale.
Il comporto contrattuale è il periodo massimo in cui uno può stare in malattia, dopodichè può scattare il licenziamento; la durata del comporto dipende dal particolare contratto di lavoro della sua categoria.

Cordiali saluti.
Mario Corcelli, MD
Milano - specialista Medicina Legale e Igiene-Tecnica Ospedaliera
http://www.medico-legale.it