Utente 345XXX
Salve, sono un ragazzo di 31 anni, peso 105 kg per un altezza di 1,72, e da 2 mesi che sono molto preoccupato per persistenza di emoglobina nelle urine che con una media di 4/5 giorni si presenta sotto forma di macroematuria, quindi visibile a occhio nudo. Il mio medico di base mi ha fatto effettuare subito l'ecografie, la prima all' addome completo con esito tutto nella norma tranne una steatosi al fegato probabilmente dovuta a una scorretta alimentazione e all' uso di alcolici durante i pasti ( vino), la seconda eco all' apparato urinario anche questa tutto nella norma( reni, vie urinarie, vescica,prostata). Ho effettuato 2 esami del sangue con valori regolari tranne quelli riguardanti il fegato ( un poco alterati) e tranne i trigliceridi anche questi alterati, ho effettuato esami urine con tutto nella norma appunto tranne l ' emoglobina che un paio di mesi fa era a 1,00 poi stato anche al pronto soccorso dove non hanno ritenuto opportuno indagare oltre a esami del sangue penso mirati alla situazione hanno deciso di darmi un antibiotico generico per infezioni urinarie e non solo. Dopo cura antibiotica per 5 giorni ( dua al g) la macroematuria e' sparita per un mese, quindi esame urinocultura ripetuto con emoglobina a 0,03 il resto come anticedente nella norma. Un paio di giorni fa pero' riecco la pipi' rose'/rossa e di nuovo panico, ora sono in attesa della prima visita nefrologica nel frattempo non sto teanquillo e volevo un vostro consulto a qst situazione e se per caso dato che la prima urinocultura avevo sedimento 80 ( alcuni batteri) poteva essere frutto di un infezione. In attesa di risposta saluto e auguro una buonagiornata.

[#1] dopo  
Dr. Paolo Piana

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Gentile Giovanotto,
in tutti i casi di presenza visibile di sangue nelle urine, la probabilità che questo derivi da una malattia renale di interesse nefrologico (es. glomerulonefrite) sono statisticamente abbastanza modeste. La maggior parte dei sanguinamenti deriva in genere da alterazioni e problemi delle vie urinarie. Se l'origine è più alta della vescica, il colore delle urine è generalmente più tendente al marrone, mentre se l'origine è vescicale o più bassa, il colore è più tendente al rosso od al rosato. Pertanto, se la,presenza di sangue è continua o ripetuta, bisogna intraprendere un percorso diagnostico molto attento e spesso prolungato. La semplice ecografia individua od esclude le cause più grossolane (calcoli, tumori voluminosi, eccetera) ma non è sufficiente a definire le situazioni più dubbie, che sono comunque piuttosto numerose. Il fatto che lei parli di urine "rosè/rosse", come s'è detto, concentra le attenzioni sulle basse vie urinarie. L'assenza a quanto pare di disturbi irritativi (bruciori, dolori) tende ad escludere le cause infiammatorie ed infettive, che potrebbero giovarsi di una terapia antibiotica. In conclusione, la sua situazione deve essere necessariamente ancora approfondita con attenzione dal punto di vista urologico, pertanto è indispensabile che lei faccia riferimento ad un nostro Collega. I possibili passi successivi del percorso diagnostico potrebbero essere:
- tre esami citologici delle urine, eseguiti in giorni successivi;
- esami relativi alla coagulazione del sangue, se non già eseguiti;
- una valutazione microscopica "morfologica" dei globuli rossi presenti nelle urine (test di Farley) utile a definirne la possibile origine;
- l'esecuzione di una endoscopia delle basse vie urinarie (uretro-cistoscopia);
- una TAC dell'addome.
Non è detto che si debba ricorrere a tutti questi accertamenti, è possibile che una diagnosi ragionevole possa essere posta anche con pochi elementi aggiuntivi. Ci faccia sapere l'evoluzione della storia, se lo desidera.

Sal
Dr. Paolo Piana
Responsabile Centro Calcolosi Renale A.O. U. Città della Salute e della Scienza - Torino
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[#2] dopo  
Utente 345XXX

Inanzitutto la ringrazio per la tempestivita' della risposta, allora continuero' ad indagare fino in fondo sperando che non sia niente di preoccupante, un ultima domanda, quindi potrebbe anche trattarsi di un piccolo calcolino o renella? Inizialmente si pensava a quello. Grazie e buonagiornata.

[#3] dopo  
Dr. Paolo Piana

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Gentile Giovanotto,
la "renella" è perlopiù una fantasia di urologi e radiologi, utilizzata per giustificare situazioni di cui non è dimostrabile una causa precisa. In genere l'ecografia è comunque molto sensibile nel rilevare calcoli all'interno del rene, non altrettanto tra il rene e la vescica, ma è pur vero che è ben difficile che calcoli eventualmente in questo tratto non siano causa di dolore e disturbi. A volte comunque la TAC ê in questo senso foriera di sorprese.

Saluti
Dr. Paolo Piana
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[#4] dopo  
Utente 345XXX

La ringrazio per risposte.

[#5] dopo  
Utente 345XXX

Salve, e' passato molto tempo dall' ultimo consulto ma il tutto si e' risolto pochi giorni fa. Volevo aggiornare sulla situazione. Il mio percorso di indagine sul problema e' stato piu' che completo, come gia' scritto in passato 4 ecografie, 2 addome compl. 2 basse vie urinaree, vari esami del sangue con vari marker tumorali, urine 24h, 4 urinoculture, test di farley, purtroppo cistoscopia, e infine tac con e senza contrasto, rx addome. Conclusione tutto negativo tranne la tac con contrasto che 2 giorni prima del suo esito che rilevava 2 calcoli di cui uno vicino allo sbocco in vescica l'ho tirato fuori senza coliche ma solo dolorino prima di uscire ( calcolo di 1 cm) che due giorni dopo l'esito della tac lo rilevava e che ne rileva un altro al rene di 2 cm. Ora mi chiedo possibile che sono stato preoccupato 10 mesi per un calcolo che l'ecografia non rilevava? tra l'altro tutti mi dicevano che l'ecografia e' difficile che non vede un calcolo, sopratutto di grandi dimensioni, ma non dico quello di 1 cm ma neanche quello di 2 cm e' abbastanza grande da essere rilevato? fatto sta che grazie a Dio non era niente di preoccupante ma ora a situazione risolta mi chiedo era il caso di fare un esame invasivo come la cistoscopia? voglio dire non era il caso di affrontare prima la tac e nel caso negativa procedere con la cistoscopia? Sono rimasto un po' deluso dall'iter diagnoistico consigliato dai medici che mi hanno seguito,mentre sorpreso dal medico di famiglia che dal primo momento aveva idealizzato il mio problema che poi si e' dimostrato veritiero. Ringrazio tutti per l'attenzione buonagiornata.

[#6] dopo  
Dr. Paolo Piana

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Situazioni del genere non sono così rare. Purtroppo l'ecografia è un esame semplice e per nulla invasivo, ma ha i suoi limiti tecnici nella qualità dell'apparecchio utilizzato e nella assoluta soggettività del,giudizio dell'operatore, che è l'unico in grado di descrivere ciò che vede, non essendo possibile alcuna valutazione successiva da parte di altri medici, come invece accade per quasi tutte le indagini radiologiche. D'altronde, per il carico di radiazioni ed il costo, è difficile pensare alla TAC come indagine di primo livello, almeno per ora. Il calcolo renale di 2 cm dovrà essere quindi trattato nel modo più opportuno, ma questa è un'altra storia.
Dr. Paolo Piana
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[#7] dopo  
Utente 345XXX

Salve, sulle radiazioni all'inizio era proprio il motivo su cui mi e' stata fatta pesare la tac, convincendomi ad affrontare la cistoscopia, ma fatta la cistoscopia mi e' stato diminuito il problema radiazioni dicendo che una giornata sotto il sole equivale a una tac, sul problema dei costi non mi va neanche di pensarlo perche' col sospetto che poteva essere un problema anche neoplastico non si dovrebbe mettere a repentaglio la vita di un paziente guardando i costi. Riguardo all'altro calcolo di 2 cm volevo approfittarne per una domanda, al momento non mi provoca nessun fastidio fisico, infatti se non fosse per la tac non saprei neanche di averlo, secondo lei conviene intervenire o lasciarlo li finche' non crea problemi? La ringrazio per l'attenzione, buonagiornata.

[#8] dopo  
Dr. Paolo Piana

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Ovviamente un calcolo renale di 2 cm non può e non deve essere sottovalutato. È quasi ovvio che in questo momento non le dia fastidio, poichè i calcoli che causano disturbi acuti (coliche, ecc.) sono quellimche cercano dimsecenderemberso la vescica, senza riuscirci. Purtroppo però il rischio di questi calcoli è a lungo termine più subdolo, poichè quasi sempre le dimensioni sono destinate gradualmente ad aumentare. Per poter dare delle indicazioni precise al trattamento è indispensabile conoscere qualche dettaglio in più sulla posizione dimquestomcalcolo ed altri dettagli. Oggigiorno questi calcoli possono essere trattati per via endoscopica attraverso le vie urinarie naturali (uretero-renoscopia flessibile operativa).
Dr. Paolo Piana
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