è consigliabile proseguire per via chirurgica o meglio altre strade per risolvere il problema?

Buongiorno, faccio una breve premessa, a 16 anni ho accusato un infortunio in zona lombare (diagnosticata lieve protrusione discale lombare) durante i miei primi allenamenti in palestra, trattata con voltaren e poca fisioterapia non ho quasi più avuto ricadute.
Ora a 27 anni, l'anno scorso, fra ballo, lavoro (sono personal trainer in palestra) e molte altre attività ho iniziato nuovamente ad avere problemi che inizialmente ho gestito con voltaren, ma gradualmente sono peggiorati.
Ho eseguito nuova RM che evidenzia focale protrusione discale L5-S1 con compressione del sacco durale e aditus foraminali parzialmente ristretti, disco assottigliato e un pò disidratato.
Secondo consulto da due ortopedici diversi ho eseguito in questi mesi ciclo di cortisone orale, fisioterapia e ciclo di 8 sedute di ozonoterapia paravertebrale (nelle prime settimane sembrava far effetto ma poi ho accusato nuove ricadute), poi Voltaren orale o punture a necessità, abbinato talvolta a Muscoril; ho anche iniziato e concluso un ciclo di integrazione con Kalanit Forte, ma senza risultati.
Nonostante i miei tentativi di riposare correttamente, di correggere posture e comportamenti errati, nonostante non ballo da mesi, non corro e non salto da altrettanti, i sintomi sono sempre peggiorati al punto che ora il minimo sforzo mi infiamma e mi fa arrivare scosse o crampi di sciatica dal gluteo, senza però che il fastidio scenda lungo la gamba; avverto anche talvolta sensazioni di caldo/freddo sulle tibie.
Questo problema mi limita molto alla mia età e ha notevolmente peggiorato la qualità della mia vita, la mia domanda è dunque, sarebbe il caso di risolvere una volta per tutte la situazione procedendo per via chirurgica?
Chiedo umilmente un vostro parere, grazie per la pazienza.
Dr. Jacopo Musolino Anestesista, Algologo 51 2
Gentile utente,
comprendo profondamente la tua frustrazione e mi dispiace per il disagio che stai soffrendo.
Il quadro della tua risonanza parla chiaro: la protrusione L5-S1 comprime il sacco durale e restringe lo spazio dove passano il midollo spinale ed i nervi (i forami). Le sensazioni di caldo/freddo sulle tibie e i crampi al gluteo sono i segnali di una sofferenza neuropatica.
L'ozonoterapia ha dato sollievo temporaneo, ma nella tua condizione specifica, se la componente meccanica (il disco che preme) è voluminosa o posizionata in modo critico, nessuna infiltrazione paravertebrale può essere risolutiva.
Nel tuo caso, la chirurgia (specificamente la microdiscectomia o la discectomia endoscopica) inizia a essere un'opzione da discutere seriamente con un neurochirurgo. L'intervento serve a liberare il nervo (decompressione). Se eseguito da mani esperte con tecniche mini-invasive, i risultati possono essere buoni.
Nella mia pratica spesso sconsiglio di valutare troppo precipitosamente la chirurgia prima di aver provato approcci non invasivi. Se il dolore impedisce il sonno, il lavoro e la vita sociale per oltre 6-12 mesi nonostante le cure, le linee guida internazionali suggeriscono che l'intervento chirurgico offra risultati migliori rispetto alla terapia conservativa.
Il mio consiglio è di consultare un neurochirurgo specializzato in colonna che utilizzi tecniche microscopiche o endoscopiche, portando esami radiologici come una RMN lombare e lombosacrale.
Se dovessi iniziare ad avvertire perdita di forza nel piede (difficoltà a stare sulle punte o sui talloni), l'intervento diventa una priorità per evitare il peggioramento dei danni al nervo.
Un caro saluto

Dott. Jacopo Musolino
Medico Chirurgo
Specialista in Anestesia, Rianimazione, Terapia Intensiva e del Dolore
Specializzato in Medicina Funzionale

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