Un dolore continuo ma non forte, allo sterno che rivolgendomi ad un ortopedico ed osteopata ha dato

Caro Dr. Migliaccio, innanzitutto mi congratulo con lei, perchè dal suo interesse, capisco che fa il suo lavoro con passione e dedizione soprattutto per aiutare "il malato", cosa che in questi tre anni purtroppo non ho potuto sperimentare in tutti i medici che ho avuto la sfortuna di incontrare. Le ricordo,inoltre, che io, come già riferito, sono stato operato di resezione dei nervi sacrococcigei. (Visto che andata non bene ho paura di affrontarne un altra che potrebbe andare allo stesso modo, anche se sono tentato, per la sofferenza continua)
Detto ciò le confermo che nei tre anni nessuno mi aveva mai dato questo farmaco ed inoltre preciso che il medico della terapia del dolore che mi ha prescritto il farmaco, mi ha sottolinetato di prendere una compressa la mattina e una la sera continuativamente e di sospenderlo per non più di tre giorni.
Tuttavia, poichè chiedendo la prescrizione al mio medico, lui mi ha fatto un pò preoccupare dicendomi di prenderlo solo al bisogno per le controindicazioni del farmaco stesso , io ho iniziato ad assumere il farmaco una volta la sera. Mi accorgo che staccando per tre giorni, siccome io svolgo un lavoro che per lo più mi costringe a stare seduto al PC, al quarto giorno già comincio ad avvertire il dolore, cosa di cui ovviamente, ora ho molta paura per cui, riinizio a prenderlo. Mantenendolo a livelli sopportabilissimi . Detto ciò, cosciente che tutti i farmaci hanno delle controindicazioni, lei pensa che a lungo questo potrebbe fare male? Inoltre, siccome il terapista del dolore ha scritto una ricetta in bianco non specificando che il farmaco deve essere assunto in continuazione, il mio medico dovrebbe sempre prescrivere la richiesta per cui le chiedo: lui si può rifiutare di prescriverlo?. Cosa mi consiglia di fare?
E poi, mi scusi se ne approfitto, al momento avverto un dolore continuo ma non forte, allo sterno che rivolgendomi ad un ortopedico ed osteopata ha dato per scontato come “normale” per chi soffre di coccigodinia definendolo xfoide.
Ne ho parlato anche ad un cardiologo che mi ha detto che dovrebbe trattarsi di dolore osteoarticolare dovuto alla postura, ovviamente errata, e che se continua si potrà fare qualche accertamento per scongiurare patologie al cuore.
Spero che il mio caso, nonostante non sia stato del tutto risolto, ma le assicuro che “in questo momento” mi accontento, sia di aiuto a qualcun'altro che ne ha bisogno.
Non escludo che il dolore possa ripresentarsi, vista l’esperienza.
Cordiali saluti. Rosario
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Dr. Giovanni Migliaccio Neurochirurgo 13,7k 398 94
Egr. signor Rosario,
La ringrazio per le gentili parole nei miei confronti.
Per quanto riguarda i Suoi disturbi se sono tre anni che soffre e nessuna terapia è stata finora efficace, se è costretto ad assumere pressochè giornalmente un antidolorifico,non crede che sia il momento di prendere una decisione?
La coccigodinia è abbastanza debilitante, spesso difficile da curare,ma in qualche caso selezionato si ottengono risultati più che soddisfacenti, come ebbi a ricordarLe in passato.
Io sono disponibile nei limiti delle mie possibilità. Mi dica Lei come posso aiutarLa.

Cordialmente
[#2]
dopo
Utente
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Egr. Dr. Migliaccio.
Rosario.
Le spiego subito i motivi per cui non ho deciso sull’intervento.
Il primo motivo è da attribuire al fatto che sinora, nessuno dei medici (compreso quello che mi ha operato) che mi hanno visitato, mi ha confermato che il dolore apparso così inaspettatamente è causato dall’ipercifosi del coccige, anzi qualcuno mi ha detto pure che non pensa che la causa sia questa.
Il secondo; avendo fatto fra tutto anche la riabilitazione dei muscoli del pavimento pelvico, il medico che mi aveva in carico, apprendendo da me della possibile resezione del coccige, mi ha impaurito dicendomi che la zona della colonna vertebrale ove dovrebbe avvenire l’intervento è molto innervata, da lì dipendono funzionalità sessuali, vescica, retto etc., come peraltro si evince da molti siti seri.
Il terzo; il medico che mi ha operato la prima volta alla Clinica Santa Rita è a dire anche di moltissimi altri medici che lo conoscono, un bravissimo medico, che prima dell’intervento mi aveva riferito che tutti quelli ai quali ha eseguito questo intervento, hanno risolto. (Bisognerebbe vedere quanti, poi sono tornati nella suddetta Clinica a fare la terapia del dolore, come me che sono tornato lì altre due volte).
Mi rendo conto, tuttavia, che l’ho cercata io, ma prima di risalire a Milano, per motivi ovvii, vorrei sapere da Lei che percentuale c’è che l’intervento riesca, se a lungo andare ci potrebbero essere problemi di funzionalità intestinali e renali, del tipo non poter trattenere le feci o le urine, (come già detto sono affetto anche di prolasso della mucosa) anche perchè facendo parte delle FF.AA., non trattandosi al momento di causa di servizio, se l’intervento dovesse andare male, visto che ho due figli e una moglie da portare avanti, potrei rischiare un bel po’.

Detto ciò, non voglio obbligarLa a rispondere, ma credo che sia sacrosanto che una persona che ne ha già passate tante sia un attimino perplessa, visto che come già detto tra i medici incontrati, Le assicuro, alcuni sono stati molto poco corretti.
Cordialmente
[#3]
Dr. Giovanni Migliaccio Neurochirurgo 13,7k 398 94
Egr. signor Rosario,
non potendoLa visitare e non potendo vagliare la Sua storia clinica non posso esprimermi in modo completo sul da farsi.
Io non Le ho mai parlato di resezione del coccige (cosa che non farei mai se non in caso di patologia molto grave, tipo tumori).
Le ho accennato ai casi da me operati (in anestesia locale ) che sono andati bene e hanno risolto i loro sintomi.
Se anche nel Suo caso si potrà attuare tale intervento e con successo, non so dirglielo se non La visito.

Cordiali saluti

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