Spondilolistesi l5 s1

Ho 45 anni e sono cardiopatico con insufficienza cardiaca: nel 2004 sono stato sottoposto ad intervento chirurgico a seguito di infarto al miocardio con impianto di n°3 by-pass aorto-coronarici.
Da circa quattro mesi, dopo uno stress da sollevamento, ho cominciato ad accusare dolore nella zona lombo sacrale e poi successivamente una crescente dolorosissima sciatalgia sinistra.
Sono stato sottoposto a risonanza magnetica eseguita con “tecnica SE e TSE mediante scansioni sagittali e assiali dipendenti dal T1,T2 e DP” che ha evidenziato: "listesi anteriore di L5 sostenuta dalla lisi degli istmi articolari bilaterale. Il disco L5-S1 presenta il margine posteriore deformato e ripiegato in alto. Ambedue i forami di coniugazione corrispondenti sono deformati ad otto. Il margine posteriore discale giunge a contatto con ambedue i gangli radicolari L5. Protrusione dell’anello fibroso L4-L5. normale ampiezza del canale spinale”.
Il neurochirurgo che mi sta seguendo, mi ha diagnosticato una spondilolistesi di grado uno su cinque derivante da lisi congenita. Mi ha poi evidenziato che nei casi come il mio, considerata anche la giovane età, sarebbe necessario l’intervento chirurgico che, a causa della mia cardiopatia non è però consigliabile.
Dalla data dell’esame RM ( 10.05.2010) i sintomi si erano ulteriormente accentuati per cui, verso la fine di maggio, mi sono sottoposto a radiografie dinamiche che non hanno però evidenziato sostanziali modificazioni; sto indossando il busto che mi da qualche sollievo.

Ecco la terapia che mi è stata prescritta :

Nicetile fiale (una al di)

Toradol gocce ( 10 gocce 3 volte al di - che devo sospendere periodicamente)

Applicazione del busto semirigido

Complessivamente i risultati non sono però soddisfacenti: non riesco a fare più di dieci passi, ho difficoltà perfino a riposare e trovo un lieve sollievo solo stando seduto in una particolare posizione; ho dovuto sospendere ogni attività lavorativa.
Ho saputo che è possibile intervenire con tecniche percutanee mini invasive grazie alle quali potrei evitare di sottopormi ad anestesia totale. Dal punto di vista cardiologico ho recentemente effettuato una scintigrafia miocardica da stress farmacologico che non ha evidenziato alterazioni ischemiche, ma ha confermato una severa acinesia dell'apice: la frazione di eiezione é del 41%. Non soffro di aritmia cardiaca e la pressione sanguigna é sotto controllo.
Vorrei qualche delucidazione sulle tecniche mini invasive e comunque se sono possibili soluzioni chirurgiche che non mi espongano ad un rischio elevato rispetto ai benefici auspicabili.
Spero tantissimo mi possiate aiutarmi perché la mia qualità della vita é decisamente peggiorata in quanto i farmaci per il controllo del dolore interferiscono con la terapia prescritta per la cardiopatia; ultimamente i sintomi si sono accentuati e ho problemi di sensibilità alla gamba destra. Ringrazio anticipatamente per l’attenzione
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Dr. Adolfo De Luna Neurochirurgo 11 1
Gentile Signore

la sua spondilolistesi L5-S1 con lisi istimica bilaterale deve essere valutata da un collega Neurochirurgo/Ortopedico esperto di chirurgia spinale. Nel suo caso il trattamento conservativo che sta eseguendo non le porta giovamento, quindi potrebbe essere necessario un intervento di stabilizzazione lombare. L' intervento adeguato deve essere scelto dopo valutazione clinica e radiologica, quindi optare per un intervento tradizionale o percutaneo e comunque eseguiti in anestesia generale.
Cordiali Saluti

Dr. Adolfo De Luna

[#2]
dopo
Utente
Utente
Gentile Dott. De Luna la ringrazio vivamente per la risposta. Il cardiologo che mi segue dopo un accurato esame della scintigrafia al miocardio e delle mie condizioni fisiche generali é certo che io possa essere sottoposto, senza eccessivi rischi ad anestesia generale; consiglia però un tipo di intervento il meno traumatico possibile (breve durata, limitate perdite ematiche).
Come potrà immaginare da più quattro mesi sono impegnato in viaggi e continue visite specialistiche senza aver ancora trovato risposte serie: qualcuno mi ha prospettato un intervento di stabilizzazione in anestesia locale di cui non sono convinto; un altro specialita, dopo essere stato informato delle mie condizioni di salute (documentazione completa) mi ha organizzato il ricovero per un intervento mininvasivo in una clinica del centro Italia. Giunto in loco, dopo essere stato sottoposto "da esterno" a tutta una serie di controlli cardiaci (scintigrafia da sforzo, ecocardio etc.) che ho peraltro superato, mi é stato rifiutato il ricovero perché la clinica "non dispone" della terapia intensiva. Avrebbero potuto dirlo prima!, tutto ciò é stato per me estremamente stressante anche perché ho serie difficoltà a deambulare.
Ho consultato parecchi esperti e devo purtroppo dire che pochi si sono rivelati capaci di andare oltre la "prestazione occasionale": un paziente deve essere seguito e consigliato "nel suo interesse" anche quando ciò comporta ammettere l'impossibilità o l'incapacità di affrontare il suo caso clinico.
Ora che mi sono sfogato (e mi scuso per questo) le chiedo un consiglio:
1)quali sono i criteri per individuare un bravo ortopedico/neurochirurgo capace di effettuare una stabilizzazione vertebrale per via percuatea ?
2)é consigliabile che sia organico ad una struttura ospedaliera?
3)esistono in Italia centri di eccellenza che possano sicuramente risolvere la mia patiologia.
Al momento non ho alcuna opzione per cui spero che Lei mi possa dare qualche utile indicazione.
Grazie

[#3]
Dr. Adolfo De Luna Neurochirurgo 11 1
Gentile Signore.

un criterio preciso per individuare un bravo neurochirurgo che possa eseguire una stabilizzazione percutanea è difficile da dare, si deve affidare ad un chirurgo vertebrale con esperienza in questo campo. Vi sono numerose cliniche nel centro-sud convenzionate e private che possiedono una terapia intensiva.
Rimango a sua disposizione per altri chiarimenti, lei sa come contattarmi.
Distinti saluti

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