Utente
Ho scritto una decina di giorni fa, dopo essermi sottoposto a un intervento di microdiscectomia a L4–L5, che mi causava e, purtroppo, continua a causarmi costanti bruciori all’avampiede, al bordo interno del piede e all’alluce, oltreché, s’intende, al gluteo, alla fascia laterale esterna della gamba dx, e al polpaccio. Il dottor Seghedoni mi aveva prontamente risposto, dicendomi che il rincrudimento della sintomatologia poteva spiegarsi con lo stress chirurgico, o con la presenza di un grumo di sangue che poteva ancora comprimere la radice L5, esortandomi ad avere pazienza, visto che che tale dolore si sarebbe attenuato col tempo.
In questi giorni, il dolore è lievemente calato, ma, come ho detto sopra, continua a persistere tale e quale al periodo precedente l’intervento. Ho notato, fra l’altro, che la sintomatologia peggiora stando seduto, ma i miei interessi mi portano a trascorrere diverso tempo davanti al computer. Il neurochirurgo che mi ha operato mi ha detto di farmi sentire fra una decina di giorni, cioè dopo 40 giorni dall’intervento. Ora io chiedo: siccome mi è stato detto da più parti di fare del nuoto, posso cominciare a farlo adesso, dopo 30 giorni, anche se le croste non sono venute via? E inoltre: una rieducazione fisioterapica potrebbe aiutarmi ulteriormente? Desidero precisare che continuo ad assumere 2 pastiglie di Diclofenac al giorno – con scarsi risultati – e il TIOBEC, consigliatomi dal mio medico. E’ corretto continuare questo tipo di cura? A dire il vero, il dottor Seghedoni mi aveva parlato di assumere all’occorrenza della vitamina B. Ho provato col Benexol, ma mi rende insopportabilmente nervoso. E’ curioso come, in questo tipo di intervento, i giorni che trascorrono non portino visibili miglioramenti, e, anzi, certi giorni siano – riguardo a dolore e fastidi – peggiori dei precedenti, il che è disarmante, specie se uno si aspetta che il trascorrere del tempo porti un lento, graduale miglioramento.
Ringrazio anticipatamente chi mi vorrà rispondere.
Cordiali saluti.
Andrea

[#1]  
Dr. Massimiliano Pulidori

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Purtroppo, rispondere senza vedere le immagini pre-operatorie è difficile.
Solitamente, dopo un intervento di discectomia il recupero avviene entro qualche giorno e, solo in qualche caso è necessario attendere almeno 15 giorni.
Potrebbe trattarsi solo di un problema muscolare, oppure il nervo non ha ancora recuperato pienamente la sua funzionalità.
Il mio consiglio è quello di assumere terapia a base di acido tiottico (TIOBEC) eventualmente associata a NICETILE e di sottoporsi ad una nuova RM lombare per valutare una eventuale recidiva.

Cordiali Saluti.
Dr. Massimiliano Pulidori
Spec. in Neurochirugia

[#2] dopo  
Utente
Gentile dott. Massimiliano Pulidori,

anzitutto la ringrazio per la risposta. Capisco che, da parte sua, sia difficile valutare una determinata situazione senza aver visto le radiografie. Il dolore di cui parlavo mi assilla da tre anni, in seguito a un episodio di cruralgia, ed esattamente dopo aver indossato delle solette di riprogrammazione posturale del dr. Bricot, solette che mi consigliò un agopuntore, a cui mi ero rivolto dopo aver consultato una sequela di specialisti, purtroppo senza alcun risultato. Sicuramente mi sottoporrò a una nuova risonanza magnetica. Nel frattempo, lei pensa che il nuoto e un ciclo di fisioterapia possa giovarmi?
La saluto cordialmente.
Andrea

[#3]  
Dr. Massimiliano Pulidori

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Caro Andrea,
sicuramente sia il nuoto che un buona procedura di riabilitazione con rieducazione funzionale motoria, possono meglio aiutarla nel risolvere il suo problema.
Attendo sue notizie.
Cordialità.
Dr. Massimiliano Pulidori
Spec. in Neurochirugia

[#4] dopo  
Utente



Gentile dott. Massimiliano Pulidori,

come da lei suggerito, domani aggiungerò al Tiobec il Nicetile, dopodiché mi azzarderò ad andare in piscina e, a breve, mi sottoporrò a un ciclo di rieducazione funzionale motoria.
Non mancherò di farle avere mie notizie. La ringrazio ancora per il suo interessamento.
Cordiali saluti.
Andrea

[#5] dopo  
Utente


Gentile dott. Massimiliano Pulidori,

mi scusi se la interpello nuovamente, ma avrei bisogno di un suo parere. La situazione, rispetto a quella che le avevo descritto giorni orsono, non si è modificata per niente, e anzi è peggiorata. Adesso avverto forti bruciori alla zona lombare – operato ernia L4 – L5 – e al piede, che mi brucia più di quando sono stato operato. Per fortuna, fra qualche giorno andrò dal nerochirurgo che mi ha operato, e vedremo il da farsi.

I miei timori sono diversi: recidiva dell’ernia, espulsione ernia in L3–L4 - dove prima c’era solo una protrusione -, discite, spondilolistesi, pericolo di sottoporsi a una nuova operazione chirurgica, o per stabilizzare la colonna, o per porre dei distanziatori (Diam?). Insomma, a quaranta giorni dall’operazione, passo i miei giorni in letto, assumendo 200 mg. di Orudis, 2 pastiglie di Lyrica, e 2 di coefferalgan, che mi consentono a malapena di dormire. Ho notato che la situazione peggiora se sto disteso supino.

Il neurochirurgo che mi ha operato e che, ripeto, vedrò fra pochi giorni, ha detto che la discite è da escludersi, e che il nervo potrebbe essere molto infiammato, visto che sofferto per circa tre anni prima di essere decompresso. Quindi mi ha tolto il Nicetile, che lei mi aveva consigliato di assumere, lasciando il Tiobec alle medicine sopracitate.

Vorrei sentire un suo parere, e chiederle se gli interventi di stabilizzazione della colonna e la Diam sono in pratica la stessa cosa, e se sono pericolosi. So di un caso, di un farmacista operato nelllo stesso ospedale dove sono stato operato io, il quale, dopo aver affrontato un intervento chirurgico Diam, si è svegliato con dolori che hanno dovuto essere sedati con morfina, ed è dovuto essere rioperato dopo dodici ore, con un intervento, pare, riuscito.

Nonostante l'assunzione del Lyrica, sono molto preoccupato. Ogni giorno è uguale all’altro, e non porta nessun miglioramento. Può per favore dirmi cosa ne pensa?
La ringrazio. Cordialità.
Andrea

[#6]  
Dr. Massimiliano Pulidori

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Caro Andrea,
l'intervento di stabilizzazione strumentata con viti e placche è sicuramente molto più impegnativo che la stabilizzazione interspinosa con il sistema DIAM; quest'ultima infatti richiede tempi di intervento estremamente rapidi (circa 20-25 minuti) e tempi di recupero intorno alle 2 settimane.
Tuttavia prima di prendere qualunque decisione Le consiglio di sottoporsi a nuova RM lombare e parlare con il suo neurochirurgo.
Se poi invece vorrà un mio parere più approfondito le consiglio un incontro per poter eseguire una accurata disamina delle sue immagini neuroradiologiche e della sintomatologia clinica.
Nel frattempo le porgo cordiali saluti.
Dr. Massimiliano Pulidori
Spec. in Neurochirugia

[#7] dopo  
Utente


Gentile dott. Massimiliano Pulidori,


grazie per la risposta. Come lo ho detto, fra pochi giorni vedrò il neurochirurgo, il quale, suppongo, mi farà fare una risonanza magnetica. Ad ogni modo, le dirò quali saranno le sue valutazioni dopo la visita, tanto più se dovesse propormi un intervento di stabilizzazione delle vertebre, o la Diam, la quale, come sembra, pare un intervento più semplice. Ovviamente, mi auguro di non dover ricorrere a questi interventi.
Fra poco tempo, mi farò dunque di nuovo vivo e, se il caso lo richiederà, chiederò un suo consulto.
La ringrazio ancora e la saluto cordialmente.
Andrea

[#8] dopo  
Utente


Gentile dottor Massimiliano Pulidori,

desidero metterla al corrente degli ulteriori sviluppi della mia situazione. Per fortuna, da quattro giorni – tranne ieri, ma di questo le parlerò dopo – il bruciore al piede di cui le avevo parlato, si è leggermente attenuato – in una ipotetica, e forse un po’ assurda, scala del dolore diciamo che se giorni fa il dolore si situava ad otto, quattro giorni fa avrei potuto situarlo a quattro-cinque. Inoltre, ovviamente, restava ancora un po’ di bruciore–rigidità lombare. A questo proposito: al chirurgo che mi ha visitato ieri mi sono dimenticato di chiedere e, se me lo consente, lo chiedo a lei: potrebbe farmi bene un po’ di stetching in flessione e iperestensione (McKenzie) per “ammorbidire” la parte lombare, o è prematuro e ricschio di combinare dei disastri?
Come le dicevo, il neurochirurgo mi ha visitato, sottoponendomi a tutte le “manovre” possibili e immaginabili – prove di resistenza alle gambe e ai piedi, deambulazione sulle punte dei piedi e sui talloni. E qui c’è stata la prima novità. MI spiego meglio. Mentre prima dell’operazione, se sollevavo la gamba sinistra, e poggiavo tutto il peso sul tallone dx, non riuscivo assolutamente ad alzare l’avampiede dx, l’altro ieri, per la prima volta, sono riuscito ad alzarlo di due tre centimetri, il che mi pare già un buon risultato.
Il neurochirurgo ha detto in sostanza che la radice nervosa è ancora infiammata, essendo stata compressa per tre anni, e dunque mi ha prescritto Orudis retard 200 mg. per 15 giorni e Lyrica per un mese, più nuoto, dopodiché dovrei sottopormi a un ciclo di rieducazione posturale Meziéres, e rafforzare la muscolatura paravertbrale. Infine, fra tre mesi, dovrei fare dei raggi X per vedere l’allineamento della colonna vertebrale e, solo se vi fosse lo scivolamento di un disco, si potrebbe prendere in considerazione l’intervento DIAM, di cui le avevo già parlato.
Io mi auguro che egli abbia ragione, che tutto dipenda dalla radice nervosa infiammata e non da una recidiva, né da una protrusione in L3–L4, già visibile dalla risonanza magnetica, né dallo scivolamento di un disco, ma a volte, come oggi, giorno in cui la sintomatologia si è di nuovo acuita – colpa delle sue manovre che possono aver irritato la radice nervosa? – sento il piede e la fascia esterna della gamba, giù fino al ginocchio, “sfrigolare”. Ciò che mi preoccupa è che, anche prima dell’operazione, quando venni visitato per la prima volta, non avevo dato alcun segno di dolore, tranne quel bruciore fisso al piede. Se fossi stato in lui, per togliermi ogni dubbio, avrei prescritto al mio paziente una risonanza magnetica, ma il chirurgo non l’ha ritenuta necessaria, ed io non ho avuto nulla da obiettare, aggrappato com’ero alla speranza ch’egli mi aveva dato.
Gradirei, se possibile, un suo parere. Spero tanto di non doverle più rubare del tempo, oltre a quello che ha già avuto la gentilezza di dedicarmi. La ringrazio ancora, e la saluto cordialmente.
Andrea


[#9]  
Dr. Massimiliano Pulidori

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Caro Andrea,
rispondere a distanza a tutte queste domande è difficile e complesso. Infatti, le cose principali da valutare nei casi come il tuo sono la clinica e le immagini neuroradiologiche RM.
Purtroppo, senza questi due requisiti, diventa difficile rispondere e qualunque tipo di risposta potrebbe essere affrettata e non corretta.

Per adesso, ti saluto
Dr. Massimiliano Pulidori
Spec. in Neurochirugia

[#10] dopo  
Utente


Gentile dottor Massimiliano Pulidori,

mi rendo conto della difficoltà di rispondere a tutte le domade che le ho posto. Spero, nei prossimi giorni, di stare meglio. E' comunque possibile che faccia una risonanza magnetica, giusto per togliermi ogni dubbio. Se dovessi farla, quando mi daranno l'esito, è molto probabile che le faccia sapere l'esito.
Ancora grazie per il suo interessamento. Cordiali saluti.
Andrea.

[#11] dopo  
Utente


Gentile dott. Massimiliano Pulidori,

torno a scriverle dopo un po’ di tempo, sia perché non ho ancora risolto i miei problemi dopo l’intervento chirurgico in microdiscectomia, sia perché ho finalmente fatto una risonanza magnetica, che le riporto fedelmente:

ESITI DI INTERVENTO DI ASPORTAZIONE DI ERNIA DISCALE a L4–L5 Dx. Attualmente è presente rimaneggiamento postchirurgico con tessuto fibrovascolare che interessa le regioni epidurale e il tratto prossimale della radice di L5.
La precocità del follow-up non consente di esprimere giudizi sul rale stato del focolaio chirurgico e sulla eventuale presenza di recidive o residui nucleari. Esiste in realtà un piccolo focolaio ipointenso nel contesto della cicatrice, meglio visibile dopo il contrasto, sulla cui natura è difficile esprimere un giudizio di certezza.
Invariato il resto.

Il neurochirurgo che mi ha operato, dopo aver esaminato la RMN, ha detto che l’intervento è perfettamente riuscito, e che l’esito cicatriziale sparirà col tempo. Nel frattempo mi ha prescritto un ciclo di 10 punture paravertebrali di ozonoterapia, dopodiché fisioterapia di tipo Mezieres.
Per il momento, io ho fatto quattro punture di ozono e ho iniziato la fisioterapia, ma avverto ancora una rigidità lombare accentuata – premetto che sono ormai tre mesi che sono stato operato, e che i dischi da L4 a S1 sono privi di nucleo polposo – e un lieve bruciore del nervo che dal gluteo scende al lato esterno della gamba dx, e va giù fino al piede, dove avverto un formicolio-bruciore alla pianta, soprattutto al bordo interno del piede e all’alluce, che diventa più intenso quanto più io sto seduto. Il fisioterapeuta sostiene che entro poche sedute dovrei stare meglio.
Dottor Pulidori, potrebbe essere così gentile da dirmi cosa ne pensa? E' solo questione di tempo e di insistere con l’ozono e la fisioterapia, oppure si dovrebbe fare un nuovo intervento di pulizia?
La ringrazio se vorrà rispondermi e la saluto cordialmente.

Andrea


[#12]  
Dr. Massimiliano Pulidori

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Caro Andrea,
innanzitutto ti chiedo se puoi farmi avere anche via mail le immagini della nuova RM.
Per quanto riguarda l'ozonoterapia ambulatoriale penso che nel tuo caso serva soltanto a cercare di ridurre la infiammazione della radice nervosa; tuttavia, se il tuo problema fosse dovuto alla presenza di un esito fibro-cicatriziale o ad una recidiva erniaria non avrebbe nessun effetto.
Potrei solo suggerirti di sottoporti ad una procedura di neurolisi endoscpica lombare, ma prima dovrei assolutamente valutare la tua risonanza magnetica e la sintomatologia clinica.
Spero di esserti stato di aiuto.
Fammi sapere al più presto.
Dr. Massimiliano Pulidori
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[#13] dopo  
Utente


Gentile dott. Pulidori,

la informo che all'indirizzo della sua posta elettronica le ho inviato le immagini della RMN.
Cordiali saluti
Andrea