Protrusione discale con piccola componente erniata a livello c4-c5

Buongiorno,
mi chiamo Giacomo e ho 53 anni.

All'incirca un mese fa, da un giorno all'altro, mi sono svegliato con un deficit nell'abduzione del braccio dx.
In pronto soccorso hanno rilevato "deficit grave per deltoide dx (3/5) e lieve per bicipite dx (4+/5).

Consigliato da un neurochirurgo, mi sono sottoposto a risonanza magnetica sia alla spalla destra che al rachide cervicale, TAC ed elettromiografia.

Il referto della RM del rachide cervicale rileva come quesito diagnostico "periartrite scapolomerale dx".

Il contenuto del suddetto referto riferisce a livello C4-C5 una protrusione discale con piccola componente erniata in sede infraforaminale destra.

Il neurochirurgo, dopo aver esaminato referto e immagini, mi ha detto che la causa della perdita di mobilità deriva dalla protrusione discale che ho a livello C4-C5.

Mi ha prescritto una cura comprendente: metilprednisolone 8 mg al mattino per 6 gg, poi 4 mg per altri 6 gg (con gastroprotezione). Assonal 1 cp x 2/die per 30 gg.

Secondo il neurochirurgo effettuare un intervento chirurgico non ha il 100% di probabilità di riuscita.

Sono molto preoccupato dato che non riesco proprio a muovere il braccio.
Informandomi su internet ho visto che si parla di interventi in cui il disco viene sostituito con una protesi.
Qualcuno sa dirmi gentilmente la probabilità di riuscita di questi interventi e se l'intervento può causare perdita totale di mobilità del braccio o comunque gli eventuali rischi?


Ringraziando anticipatamente per l'attenzione riservatami e restando in attesa di un gentile riscontro, porco cordiali saluti.

Giacomo
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Dr. Giovanni Migliaccio Neurochirurgo 13,7k 398 94
Egr. signore,
rimango molto perplesso su quanto Le avrebbe prospettato il collega neurochirurgo e quindi della terapia prescritta.
L'attuale Suo deficit è il preludio di un aggravamento dei movomenti dell'arto superiore e per evitarlo non c'è altra soluzione che l'intervento chirurgico.

Certamente, come ogni cosa a questo mondo, anche gli interventi chirurgici hanno il loro rischi, ma la terapia chirurgica si attua quando il rischio di gravi deficit sono molto maggiori che non effettuando l'intervento.
La terapia medica interviene (se interviene) sui sintomi, ma non sulla loro causa e prolungarla, soprattutto con l'uso del cortisone, può esporre a effetti collaterali anche seri.

Solitamente in questo tipo di interventi dopo la rimozione del disco erniato (ernia del disco) si innesta una dispositivo (cage o protesi) nello spazio discale, ma ciò non influisce su eventuali rischi o complicanze che, in mani esperte, sono pressoché ridotti a zero.

Disponibile per eventuali ulteriori chiarimenti, invio cordiali saluti
[#2]
dopo
Utente
Utente
Gentilissimo Dottor Migliaccio,

La ringrazio per la sua risposta.

Mi sa dire cortesemente di che materiale è fatta la protesi?

RingraziandoLa anticipatamente, porgo cordiali saluti

Giacomo
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Dr. Giovanni Migliaccio Neurochirurgo 13,7k 398 94
Di solito in Titanio
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dopo
Utente
Utente
Dottore Lei sarebbe disponibile per un consulto nel Suo studio a Milano in questi giorni?

Le preannuncio però che sono in possesso delle immagini solo di RM ed Elettromiografia. Per la TAC invece sto ancora aspettando che venga pronto il CD.

Tali documenti sono sufficienti? O è meglio aspettare anche le immagini della TAC?

RingraziandoLa in anticipo, porgo cordiali saluti.

Giacomo
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Dr. Giovanni Migliaccio Neurochirurgo 13,7k 398 94
E' importante avere anche la TAC.

Sono in ferie in Calabria.
Se vuole approfittare di visitare questa magnifica regione, l'aspetto.
Con cordialità
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dopo
Utente
Utente
Sono impossibilitato a spostarmi purtroppo, quando rientra a Milano?

Giacomo
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Dr. Giovanni Migliaccio Neurochirurgo 13,7k 398 94
Il 10 settembre

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