Ipotensione liquorale idiopatica

Nel mese di giugno di quest'anno mi sono bloccata a letto con dei forti dolori alla cervicale e a tutta la schiena e con vomito e impossibilità a stare in piedi.
Il medico di base mi ha curato per una settimana con punture di cortisone e coefferalgan per il dolore.
Dopo una settimana di lieve miglioramento è ripresa la nausea e il vomito con associata cefalea e continuavano i dolori e la rigidità al collo e poi non riuscivo a stare nella posizione eretta.
Sono andata al pronto soccorso e mi hanno fatto il plasil e una tac alla testa escludendo la meningite e dicendomi che sarebbe passato con una settimana di voltaren e muscoril.
Nel frattempo di mia iniziativa ho fatto una rispnanza magnetica cranio, cervicale e lombale e finalmente nella risposta si parlava di ipotensione liquorale ed ho ricevuto un'attenzione maggiore.
Mi hanno subito ricoverato al reparto neurologia dell'ospedale di Perugia e il giorno stesso mi hanno fatto un prelievo lombale per stabilire la presione del liquor che era troppo bassa.
Da quel giorno è passata la nausea e la cefalea (che è ripresa solo sporadicamente) e nei 10 giorni successivi sono dovuta stare stesa immobile a letto per scongiurare il ritorno della cefalea.
Nel frattempo sono state eseguite una serie di risonanze per trovare la fuoriuscita del liquor, è stata eseguita anche una risonanza mielografica con scansioni molto particolareggiate, ma purtroppo non si è trovata la perdita.
Nel frattempo la terapia era bere almeno tre litri di acqua, stare stesa e bere tanto caffè.
Essendo stata riscontrata ipotensione liquorale idiopatica e perciò in poche parole, non avendo trovato nessuna fistola in cui il liquor si disperdeva i medici hanno ritenuto, con una valutazione neurochirurgica di non dovere effettuare un patch ematico, troppo invasivo e forse neanche risolutivo.
Dopo 15 giorni di ospedale sono stata dimessa con tante raccomandazioni di riposo, di non stare assolutamente al sole e di bere tanto!
Lentamente stò migliorando, ma ancora io non mi sento affatto bene. Di solito sono una persona instancabile con mille impegni sia lavorativi perchè faccio la commercialista, sia familiari perchè ho due figlie.
Ora però è tutto faticoso e anche se con tenacia ho ripreso una vita dignitosa, mi rendo conto che non è passato nulla e nei giorni in cui mi fa male abbassarmi verso il basso perchè sento quei dolori al cranio, capisco che la situazione persiste.
Ora è ottobre e tra poco farò una risonanza di controllo.
Non sò se sono stata chiara nella mia esposizione, ho cercato di sintetizzare, ma la mia domanda è: ma io non posso fare nient'altro per migliorare e poi guarire?
In ospedale mi dicevano che essendo un'ipotensione idiopatica potrebbe passare così come è venuta, ma è proprio così lunga la guarigione o c'è qualcosa che può essere fatto e non viene fatto?
Vi ringrazio tanto dell'attenzione e sperp che potrete aiutarmi!
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Dr. Nunzio Paolo Nuzzi Neuroradiologo 94 7
Gentile Utente 223806,

Le rispondi io (Neuroradiologo) visto che è in attesa da un po' di tempo.
Le confermo che, se non si trova l'origine della perdita liquorale, quel che rimane da fare è la sola terapia "di sostegno" che Le hanno prescritto. Il patch ematico spesso non è risolutivo e non ci sono altre terapie che i Colleghi hanno "dimenticato".
Le confermo che i tempi di ritorno alla normalità possono essere molto lunghi e che potrebbero anche esserci delle ricadute.

Abbia pazienza e fiducia.

Cordialità

Dr. Nunzio Paolo Nuzzi
Direttore S.C. Neuroradiologia Diagnostica e Interventistica - E.O. Galliera Genova
paolo.nuzzi@galliera.it

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