Utente
Avevo posto la domanda in chirurgia generale in quanto il problema è nato dopo un intervento di ernia inguinale recidiva: il dottor Favara, specialista di chirurgia generale, dopo avermi tempestivamente risposto relativamente all’intervento operatorio, mi ha cortesemente consigliato di ripostare il quesito in neurologia e pertanto, per comodità di chi mi vorrà dare una risposta, ripeto le informazioni che avevo già dato in chirurgia generale.

Sono stato operato di ernia inguinale sinistra recidiva (infatti poco più di un anno fa ero stato operato di ernia inguinale sinistra a cielo aperto secondo Lichtenstein con anestesia locale)
Questa volta invece l’intervento è stato : “alloplastica inguinale sinistra, via laparoscopica (TAPP) con mesh in poliestere” con anestesia totale, quest’ultima preceduta da vari esami, in cui si è tenuto anche conto che sto per compiere 80 anni. L’intervento è andato bene, nel senso che, dopo circa 10 giorni dall’intervento, posso camminare e muovermi liberamente senza dolori od impedimenti. Anzi, alcuni giorni fa, sono andato con i mezzi pubblici (più di un’ora tra vari metrò e tram !) alla visita di controllo in cui il chirurgo che mi ha operato ha constatato che tutto procedeva regolarmente, salvo un piccolo rigonfiamento in corrispondenza della preesistente pallina di ernia, dovuto però alla presenza di siero che dovrebbe essere riassorbito spontaneamente oppure essere aspirato con una siringa.Ma allora, quale è il problema ? Il problema è che da alcuni giorni mi sono accorto che la mano sinistra ha difficoltà ad eseguire i normali compiti che le vengono richiesti: se,per es. ho intenzione di prendere una gomma con la mano sinistra, la mano va sì verso la gomma, ma arriva alla sua destra o alla sua sinistra, per cui sono necessari ulteriori tentativi e spostamenti per arrivare ad afferrare finalmente la gomma. All’inizio pensavo di aver fatto dei test poco comparabili con la situazione preesistente, ma ieri sera ho avuto una prova inconfutabile della presenza del problema: infatti due settimane fa , avevo scritto una lettera sulla tastiera del computer, utilizzando, come al solito, sia la mano destra che la sInistra (in verità l’indice della mano destra e l’indice della mano sinistra); ieri sera, invece, sempre scrivendo una lettera, utilizzando anche la mano sinistra, ne sono risultate parole incomprensibili, dato che dalla mano sinistra venivano premuti i tasti accanto a quelli giusti : ho dovuto riscrivere la lettera con la sola mano destra, come pure ho fatto con questa mia richiesta.
che cosa mi sta succedendo ? E’ una domanda che rivolgo a tutti gli specialisti di questo forum, dato che non so quali sono le specialità che possono essere coinvolte (potrò eventualmente dedurlo dalle risposte che avrò). C’è qualche relazione con l’intervento chirurgico subito ? Oppure può essere un effetto collaterale della anestesia totale? Se quest’ultima può essere la causa, si tratta di un effetto transitorio che può regredire, oppure definitivo ? Ci può essere anche un ulteriore aggravamento? C’è eventualmente qualche terapia praticabile per eliminare od arrestare la menomazione ? Ci possono essere altre cause oltre alle due citate, tenendo conto però che non ho assunto alcun tipo di medicinale sia prima che dopo l’intervento, escluse alcune compresse di Omeprazolo che il chirurgo mi ha prescritto dopo l’intervento ? Ringraziando anticipatamente, resto in ansiosa attesa di risposte sulle eventuali possibili cause e/o rimedi che ciascun specialista potrà indicare in base alla propria esperienza personale su casi analoghi.

A quanto ho già scritto in chirurgia generale devo solo aggiungere due precisazioni che forse possono essere utili per inquadrare meglio il caso:
1) da quanto mi aveva anticipato l’anestesista prima dell’intervento, prima dell’anestesia totale mi è stata praticata una epidurale con l’intento di praticare poi una anestesia totale più leggera
2) oltre alle difficoltà di utilizzo della mano sinistra, avverto quasi sempre una via di mezzo fra un dolore vero e proprio e un senso di fastidio in corrispondenza della coscia sinistra.
Ringrazio anticipatamente gli specialisti che gentilmente vorranno rispondermi, indicandomi eventualmente qualche autotest per verificare meglio la mia situazione neurologica prima di andare a farmi visitare da uno specialista.

[#1]  
Dr. Walter Belcio

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Buongiorno, rispondere a quesiti simili è sempre complesso.
Innanzitutto mi sembra che la condotta dei colleghi chirurghi e anestesisti sia stata corretta, compatibilmente con la necessità di dover eseguire una anestesia generale per compiere una videolaparoscopia.
I suoi sintomi sono un pò poco consueti, consideri che un'anestesia generale si esegue con farmaci oggi molto sicuri e in base alle scelte dell'anestesista facilmente smaltibili.
Sulla sua condizione neurologica, purtroppo bisogna considerare l'età, non conoscendo gli accertamenti eseguiti e se eseguiti le consiglio:
- ecodoppler tronchi sovraortici arterovenosi
Dr. Walter BELCIO

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Dr. Anna Maria Martin

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Gentile utente buona sera, intervengo nella discussione per consigliarle di rivolgersi al più presto all'ambulatorio anestesiologico del suo Ospedale, in modo che un collega anestesista possa, visitandola, rendersi conto della sua situazione e valutare eventuali connessioni. Sotto la sua guida potrà fare quindi tutti gli accertamenti ritenuti utili ed adatti, non ultima una consulenza neurologica.
Tramite la via telematica non ci è possibile dire di più, ma se è vero che ha 80 anni, è anche vero che, mi par di capire, prima non aveva mai accusato tali sintomi, quindi bisogna individuarne la causa, tenendo anche conto che lo stress da intervento potrebbe anche aver slatentizzato un equilibrio che era instabile.
Cordiali saluti e se lo desidera ci tenga informati.
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Dottoressa Anna Maria Martin

[#3] dopo  
Utente
Ringrazio sia il Dr. Belcio che la Dr.ssa Martin per le risposte cortesemente datemi: ora però posso aggiungere qualche altra informazione relativamente al mio caso, dato che sono passati circa 20 giorni dall’intervento: infatti, giorno dopo giorno, sto constatando un lento ma progressivo ritorno alla normalità nell’uso della mano sinistra: non ha raggiunto ancora la stessa efficienza della mano destra nella precisione dei movimenti, ma c’è stato un enorme miglioramento rispetto ai primi giorni dopo l’intervento, il che mi fa sperare di poter smaltire completamente fra non molto i poco piacevoli effetti provocatimi dall’anestesia totale. Pertanto, prima di sottopormi alle analisi ed agli accertamenti cortesemente consigliatemi, aspetterei ancora qualche settimana per verificare meglio se gli effetti collaterali causati dall’anestesia spariscono completamente o quasi (mi rendo conto che ad 80 anni non posso pretendere di essere in piena efficienza come un ventenne !)
In ogni caso vi terrò informati sull’evolversi della situazione, anche perchè, soprattutto se tutto tornerà nella normalità, potrebbe servire da incoraggiamento ad altre persone che si venissero a trovare in un caso analogo.

[#4]  
Dr. Anna Maria Martin

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Gentile utente buon giorno, apprendiamo con vero piacere del suo miglioramento, ma desidero puntualizzare che qualsiasi cosa sia successa non può essere attribuita ad un "effetto farmacologico" della anestesia generale. Tali farmaci, al giorno d'oggi molto sicuri, infatti vengono sempre smaltiti rapidamente, come dettole anche dal mio collega. Tante altre cose possono essere successe, ed andavano eventualmente controllate in ambulatorio specialistico, ma non a carico della A. Generale. Mi auguro che il suo quadro clinico si normalizzi, ma una Consulenza Anestesiologica/Neurologica la consiglio ugualmente, specie considerando la sua età.
Cordiali saluti
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Dottoressa Anna Maria Martin

[#5] dopo  
Utente
Ringrazio la Dr. Martin per le ulteriori precisazioni relative alle possibili cause delle disfunzioni della mano sinistra dopo l’intervento. Andando a frugare fra le altre possibili cause, mi è tornato alla memoria un fatto che, da profano, non se c’entri o no, e quindi mi scuso se dico qualcosa di assurdo.
Infatti ricordo che, appena dopo l’intervento, mi è stata applicata al polso sinistro una flebo, che ho tenuto fino a mezzanotte; ricordo anche che durante la giornata, diversi infermieri avevano armeggiato un po’ attorno all’ago perchè il deflusso della flebo era troppo lento: verso sera l’ultimo infermiere aveva concluso che l’ago era fuori vena ed aveva fatto l’ultimo intervento aumentando il flusso del liquido. Il giorno successivo sono stato dimesso dall’ospedale: il polso, nel frattempo si era un po’ gonfiato e mi faceva un po’ male. Non ho dato molto peso a questo doloretto anche perchè pensavo, come poi è stato, che si sarebbe risolto nel giro di alcuni giorni. Però, siccome a causa di quel polso gonfio qualsiasi movimento della mano mi causava dolore, per alcuni giorni non ho usato la mano sinistra. Quando, passato il gonfiore ed il dolore al polso, ho incominciato a voler riutilizzare normalmente la mano, mi sono accorto delle disfunzioni di cui ho parlato all’inizio. A questo punto Il mio dubbio è questo: può una situazione di sofferenza in un polso causare una difficoltà direzionale dei movimenti della mano e delle sue dita tale da non permettere di andare ad afferrare una gomma posata su un tavolo ? E questo anche parecchi giorni dopo il ritorno alla completa normalità del polso? Io mi arrendo e lascio ovviamente la risposta agli specialisti.
Per quanto riguarda invece la sensazione dolorosa alla coscia sinistra, quella purtroppo è rimasta immutata e, dato che non può dipendere nè dall’anestesia nè tanto meno dal polso dolente, mi sembra che potrebbe essere attribuita ad un nervo femorale un po’ irritato: navigando in internet ed in particolare in questo forum, mi sembra di aver letto che l’irritazione (temporanea o permanente?) potrebbe essere dovuta ad un impercettibile sfregamento con la reticella messa come rinforzo. Ho dato una interpretazione completamente cervellotica ? Anche qui mi arrendo e passo la domanda agli specialisti (neurologi o chirurghi ?). Mi scuso se ho fatto troppe domande e ringrazio anticipatamente per le eventuali risposte.

[#6]  
Dr. Anna Maria Martin

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Gentile utente buona sera, senza poterla visitare è impossibile esprimere giudizi sulla natura del suo disturbo alla coscia sn. Per quanto riguarda il polso dolente dopo la terapia e.v., certamente il dolore e/o il gonfiore possono limitare i movimenti, ma questo non dovrebbe più succedere una volta risolto il problema transitorio.
Una cosa invece mi ha colpito, ossia che i disturbi lei li abbia o li abbia avuti sempre dal lato sinistro. Certamente la cosa importante è che sia in via di miglioramento, ma torno a consigliarle una consulenza specialistica, perchè la medicina telematica ha per sua natura dei limiti.
Cordiali saluti.
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Dottoressa Anna Maria Martin

[#7] dopo  
Utente
Ringrazio la Dr. Martin per le considerazioni, le varie ipotesi ed i suggerimmenti relativi al mio caso: naturalmente la mia speranza è che. dal punto di vista neurologico, tutto ritorni alla situazione prima dell'intervento e per questo, prima di sottopormi ad analisi più o meno importanti, continuo a pensare che sia meglio aspettare ancora un po' per verificare fino a che livello si avrà un ritorno alla normalità pre-esistente: a dire il vero, sto constatando sì un progressivo miglioramento (almeno per quanto la funzionalità della mano sinistra), ma i progressi sono molto lenti e li posso valutare solo lasciando passare almeno due o tre settimane fra un esame e l'altro: quindi ...... mi devo armare di molta pazienza ed aspettare.(PS : fra circa un mese andrò ancora a una visita di controllo da parte del chirurgo che mi ha operato e che sta monitorando una piccola sacca di siero formatasi all'interno in corrispondenza della pre-esistente ernia inguinale e che pare sia in via di spontaneo riassorbimento (questo siero può essere una causa del fastidio al nervo femorale sinistro ? staremo a vedere quando il siero sarà completamente riassorbito od aspirato dal chirurgo)
Per ora ringrazio e saluto tutti: mi rifarò vivo quando avrò altri riscontri (spero positivi !)