Utente cancellato
Gentilissimo neurologo,
le scrivo per una preoccupazione che mi affligge nei confronti di mia madre e la mia ignorranza sull'argomento mi crea ulteriori paure.
Sono sempre stato utilizzatore di medicitalia in modo passivo, leggo cioè blog medici e risposte in varie branche di mio interesse. Oggi ho deciso di registrarmi per poter porre una domanda a Lei che ho avuto modo di constatare ha sempre parole utili di spiegazione per noi utenti tutti.

Venendo al tema del consulto:
Mia nonna circa 3 anni fa è mancata e soffriva di demenza senile, iniziò tutto con un decorso graduale: ricordo le prime avvisaglie quando utilizzava oggetti di casa per funzioni non consone. Esempio usava la caffettiera già calda (la caldaia di essa) per scaldare altre vivande sostenendo fosse normale farlo e terminò anni dopo con mia nonna che non riconosceva persone e nemmeno sapeva più proferire parola, solo sorrisi e espressioni facciali.
La mia preoccupazione per mia mamma è che anche lei, essendo figlia, abbia genetica svantaggiosa e soprattutto avendo mia mamma ad oggi 56 anni (che va verso i 57) noto che un po' ha perso rispetto un tempo: es. non ricordava l'altro giorno un evento di un mesetto prima e non vorrei siano avvisaglie di qualcosa di già visto (mia nonna) e per me doloroso. Un decadimento cognitivo..

Quel che mi piacerebbe capire è se, ad oggi, esistano cure per prendere in tempo tale malattia e per decadimenti cognitivi per avanzare dell'età in generale? Farmaci o altro per prevenirla o ritardarla in tempo in pratica.

Grazie per le sue parole di spiegazione.
Buona giornata.

[#1] dopo  
Dr. Antonio Ferraloro

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Gentile Utente,

innanzitutto le demenze non sono ereditarie, al massimo, per alcune di esse, ci può essere un aumento del rischio in base alla familiarità, aumento del rischio che non significa evoluzione obbligatoria in malattia.
La più comune delle demenze è la malattia di Alzheimer che purtroppo non ha una prevenzione farmacologica ma è possibile, ovviamente non risolutiva, una prevenzione mediante stili di vita adeguati, per es. l'alimentazione, l'esercizio mentale costante, ecc.
Anche un'eventuale demenza vascolare può avere la sua prevenzione nel controllo della pressione arteriosa, della glicemia, del colesterolo, ecc.
Non starei preoccupato per piccole dimenticanze possibili in tutti i soggetti, anche cosiddetti normali.

Cordiali saluti
Dr. Antonio Ferraloro

[#2] dopo  
461355

dal 2017
Grazie Dottore per le sue parole di spiegazione. Ho compreso ora il rapporto non ereditario che si esplica scuramente ma solo di probabilità aumentata.

Da quanto ho capito mia nonna dovrebbe aver avuto (stando alla risonanza) una sorta di morte delle cellule con punti vari di ischemia (a groviera) purtroppo sono dati non sicuri non avendo esami sotto mano e referto ma dati che ho raccolto parlando con famigliari.

Le volevo chiedere, ma per questi tipi di demenze senili (compreso l'alzheimer) esiste se non per prevenzione -che mi diceva non c'è- un medicinale che se preso per tempo una volta iniziata la rallenti: vascolare, degenerativa o alzheimer che siano?

Ringrazio e porgo cordiali saluti.

[#3] dopo  
Dr. Antonio Ferraloro

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Gentile Utente.

non sempre c'è correlazione tra gli esiti degli esami strumentali e la sintomatologia di un soggetto, cioè può succedere che un reperto importante di una RM non corrisponda ad una sintomatologia severa e viceversa.
Per l'Alzheimer esistono dei farmaci che possono fare rallentare il decorso ma non sempre sono efficaci.

Cordialmente
Dr. Antonio Ferraloro

[#4] dopo  
461355

dal 2017
Sostanzialmente mi stà spiegando anche se vi erano tali aree ischemiche non è detto che la sintomatologia dipendesse da questo?

Speriamo in bene quindi dato che non esiste prevenzione per queste problematiche (a parte lo stile di vita sano, che non è poco)..

[#5] dopo  
Dr. Antonio Ferraloro

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Gentile Utente

per le aree ischemiche dipende dalla localizzazione e dall'estensione delle suddette aree.
Il discorso di prima era riferito soprattutto all'Alzheimer dove a volte è possibile avere un deterioramento cognitivo importante non supportato da altrettanto importante atrofia cerebrale.

Cordialità
Dr. Antonio Ferraloro

[#6] dopo  
461355

dal 2017
Grazei Dottore, mi pare comunque che nessuno avesse mai parlato di Alzheimer, penso in uqesto caso si trattasse di altro tipo di demenza senile, fose ischemica come anche lei parlava: "demenza vascolare", in ogni caso anche qui non esiste prevenzione farmacologica mi diceva, esiste però anche qui una possibilità di ritardarla una volta che inizia?

Mi piacerebbe poi chiederle una seconda e ultima cosa: come ci si può accorgere (facendo gli scongiuri) possa insorgere un deterioramento? Inizialmente è difficile e di solito quali esami sono consigliati per individuarlo al più presto? E in quale età conviene farli?

Buona giornata.

[#7] dopo  
Dr. Antonio Ferraloro

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Gentile Utente,

è stata Lei a chiedere qualche informazione anche sull'Alzheimer ed io l'ho fornita.
Per le demenze vascolari si utilizzano spesso gli antiaggreganti se non ci sono contoindicazioni ed altri farmaci cosiddetti adiuvanti.

Un deterioramento si può manifestare con importanti deficit della memoria e ragionamenti inadeguati, poi eventuali test neuropsicologici possono aiutare nella diagnosi. Anche la RM encefalica è un esame di elezione.

Cordiali saluti
Dr. Antonio Ferraloro

[#8] dopo  
461355

dal 2017
Grazie Dottore,
forse c'è stato un fraintendimento: intendevo dire che nessuno in famiglia aveva mai parlato di Alzheimer, e quindi suppongo non lo avesse; non intendevo nel consulto dicendo "nessuno ha parlato di A.", nel consulto avevo chiesto io delucidazione per curiosità infatti :)... rileggendo mi son reso conto del possibile equivoco dovuto al metodo in cui ho esposto.
In poche parole intendevo dire che nessuno ne ha parlato e quindi pensavo di escluderlo e volevo chiedere invece di quello valscolare.

la ringrazio pe ri chiarimenti molto validi e utili :)
Grazie mille.

[#9] dopo  
Dr. Antonio Ferraloro

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Non si preoccupi, possono verificarsi degli equivoci in un consulto a distanza, non succede nulla.

Cordialmente
Dr. Antonio Ferraloro