Utente 465XXX
Buon pomeriggio, a seguito di emorragia cerebrale avvenuta in Maggio 2018 all’età di 56 anni con conseguente diagnosi di focolare emorragico e subaracnoideo temporale sn causato da aumento di pressione, con riscontro a Settembre di GCS 15/15, lieve deficit quadranti temporali superiori in OD ed OS a seguito di ulteriore ricovero per controllo angiografico: modesta angiosclerosi intra cranica senza stenosi rilevanti.
Lo studio selettivo di ACE mostra su ramo medio di arteria meningea media posteriore immagine precoce compatibile con ramo venoso con scarico anteriore.
Il quadro potrebbe essere espressione di residuo di piccola fistola durale di meritevole rivalutazione angiografica.
Dimissione con terapia antiepilettica pari a 1 compressa da 1000 mg due volte al giorno.
Eseguito EEG in data 01/04/2019: ritmo di fondo costituito da attività rapide ipovoltate, simmetrico, non reagente all’apertura degli occhi.
HPN e SLI senza effetti.
Conclusioni: Desincronizzazione del ritmo di fondo; assenza di anomalie epilettiformi.
Si procedeva a Maggio 2019 alla diminuzione del farmaco antiepilettico passandolo a 500 mg due volte al giorno.
In data 19/12/2019 si ripete EEG per controllo con riscontro: presenza di artefatti di origine muscolare.
Sulle regioni posteriori si registra un’attività di fondo alpha a 9-10 c/s, di nasso voltaggio, bilaterale, simmetrica e poco reagente all’apertura degli occhi.
Presenza di sporadiche onde più lente che, talora, assumono aspetto angolare localizzate sulle derivazioni di sinistra.
L’HP e la SLI risultano senza effetto.
Conclusioni: presenza di sporadiche anomalie aspecifiche a sinistra.
Questa differenza da un EEG può essere causato dalla riduzione della terapia?
vista la pregressa emorragia, sono sintomi che possono essere collegati al quadro clinico verificatosi?
Vi ringrazio in anticipo per qualsiasi vostra gentile risposta

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Dr. Mauro Colangelo

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Gentile Utente,
nel succinto resoconto anamnestico da lei reso nella richiesta di consulto non viene fatta menzione ad una manifestazione clinica di carattere comiziale; d'altro canto, i due consecutivi elettroencefalogrammi non indicano una specifica attività epilettica. Ritengo pertanto che al paziente sia stata fatta una prescrizione di terapia enti-epilettica più a carattere preventivo che curativo. E' molto verosimile che a distanza di circa due anni dall'occorrenza del'ictus emorragico, su parere del neurologo di riferimento, possa anche essere del tutto soppressa la terapia con farmaco anti-epilettico.
Cordialmente
Dott. Mauro Colangelo, Neurochirurgo/Neurologo
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[#2] dopo  
Utente 465XXX

La ringrazio per la tempestiva risposta! Quindi secondo lei mi conviene fare ulteriori accertamenti con relativi esami visto l’esito dell’ultimo EEG o è tutto nella norma?

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Dr. Mauro Colangelo

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Gli esami necessari devono essere finalizzati alla prevenzione di ulteriori episodi emorragici; per l'EEG potrebbero anche bastare quelli eseguiti, in assenza di specifiche manifestazioni epilettiche.
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