Utente
Salve, sono una ragazza di 22 anni e dalla quinta elementare soffro di emicrania.
Ho cominciato a soffrirne dal ritorno di una gita scolastica al fiume.
Sono stati anni difficili in cui quando avevo un attacco dovevo spegnere le luci della stanza, chiudere tutto e nessuno doveva entrare o parlare con me per 2 o 3 ore.
Dopo qualche mese è cominciato a succedere anche 2 o 3 volte al giorno, pure mentre dormivo.
Il neurologo mi aveva detto che era cefalea infantile e mi dava dei medicinali ma era tutto inutile.
Il mio medico mi faceva assumere nimesulide tutti i giorni finché non mi ha fatto più effetto.
Così ho cominciato a soffrire senza prendere nulla.
A 19 anni non ho più avuto attacchi fino ai 21, due anni di pace insomma.
L anno scorso però sono svenuta per strada e in ospedale dopo vari esami han detto tanto e niente... ricordo solo che nella risposta all esame di contrasto diceva "irregolare impregnazione delle vene".
Ero sotto esami e quindi non ho potuto continuare le visite neurologiche ma la neurologia mi aveva assicurato che era tutto ok.
A febbraio 2020 ho fatto un viaggio e sono salita per la prima volta in aereo.
Al ritorno, dopo due settimane, ho cominciato ad avere gli attacchi più violenti della mia vita.
Sento l arteria (?) frontale pulsare fortissimo ma quello che mi fa soffrire ancora di più è la sensazione di sentirla gonfiare come se volesse scoppiare e poi ritornasse normale e continua così per 1 o 2 ore.
Quando succede divento pallida e la parte vicino alla tempia e la parte di testa tutto attorno diventa dolorante al tatto e non.
In più mi si annebbia la vista, sento di stare per svenire e ho dolore alla mandibola.
A febbraio pulsavano entrambi i lati ora solo quello dx.
Cosa posso potrebbe essere?
È semplice emicrania?
Trovo sollievo con dei pezzi di limone sopra, il dolore così invece di durare due ore magari dura solo un ora o mezz ora.

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Dr. Antonio Ferraloro

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Gentile Ragazza,

la sintomatologia che ha descritto fa pensare in effetti all’emicrania.
Però considerata la frequenza e l’entità degli attacchi sarebbe indicata una terapia di prevenzione che, almeno da quanto scrive, pare non abbia mai fatto.
Pertanto faccia una visita neurologica presso un collega esperto in cefalee sia per avere una diagnosi corretta che una terapia, preferibilmente di prevenzione.

Cordiali saluti
Dr. Antonio Ferraloro