Utente
Buongiorno, sono una donna di 42 anni e nel mese di aprile, in pieno lockdown, ho cominciato ad avvertire forte malessere generale e formicolio e ipersensibilità nella parte destra dell'addome, appena sotto il seno.
In quel momento le visite specialistiche erano bloccate e ho potuto riferirimi solo al medico di base.
Sono stata molto male, con iniziale febbricola e poi con dolori e bruciori interni che si irradiavano anche nella schiena, fino alla colonna.
Per quasi due mesi il disturbo è stato considerato come una nevralgia passeggera e assolutamente sottovalutato, nonostante il mio estremo malessere.
Solo a giugno ho potuto appurare attraverso una visita specialistica che si trattava di Herpes Zoster senza eruzione.
Nell'ultimo periodo mi sono sentita meglio e in forze ma pruriti e bruciori sono all'ordine del giorno, anche se con andamento altalenante.
Specifico che praticamente non ho curato la malattia e i miglioramenti sono stati spontanei.
Ora mi chiedo se i bruciori che restano, in lento miglioramento, siano la normale evoluzione, dopo 2 mesi e mezzo, della malattia o se io debba intervenire in qualche modo.
Ciò che più mi preoccupa è che talvolta è come se sentissi che i fastidi hanno riscontro a distanza, in particolare nelle ginocchia e nei gomiti, non è facile da spiegare.
È come se l' impulso del sintomo si trasmettesse agli arti.
Ho molta paura che il virus possa avermi fatto seri danni, non avendo potuto curarmi.
La prego di darmi indicazioni in merito.

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Dr. Antonio Ferraloro

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Gentile Signora,

probabilmente la sintomatologia residua è una forma di nevralgia post-erpetica che si può sviluppare anche dopo lo zoster sine materia quando non è stato curato adeguatamente.
Esistono comunque delle terapie farmacologiche che possono attenuare e/o accelerare la risoluzione del disturbo, se invalidante, per questo deve rivolgersi al medico curante o al neurologo.
Eventuali fastidì "a distanza" ritengo che non abbiano correlazione col problema principale.

Cordiali saluti
Dr. Antonio Ferraloro