Utente 359XXX
Gentili medici,
sono una mamma angosciata di un bambino di 32 mesi. Fino al controllo di routine fatto ai 2 anni e mezzo, tutto sembrava normale, nonostante un evidente, seppur lieve, ritardo nel linguaggio. Il bambino aveva un vocabolario non vastissimo, ma a detta del pediatra di base, in linea con molti suoi coetanei. C'erano, e ci sono tuttora, alcune difficoltà nel pronunciare alcune parole. A modo suo formava anche delle semplici frasi di due parole. Dieci giorni fa il bambino è stato inserito in una scuola materna statale. È anticipatario, non ha ancora compiuto i fatidici 3 anni, ma ha cominciato l'asilo anche per sbloccarlo. Dopo tre giorni di scuola, mio figlio è regredito. Mi trovo a fargli le stesse domande che faccio alla sorellina di 15 mesi. Il linguaggio è ulteriormente peggiorato. Fa ancora delle frasi ma le parole non sempre vengono capite, nemmeno da me, che sono la madre. Prima cantava assieme a noi tante canzoncine. Ora se lofa, preferisce farlo da solo. Apre e chiude le porte, accende e spegne le luci, lo faceva anche prima ma non mi sembrava unacosa su cui soffermarmi. A volte ripete per molto tempo una stessa frase. Sembra non saper più disegnare, o comunque, anche se lui mi dice cosa sta disegnando, a me sembrano non comprensibili, e si che prima faceva dei meravigliosi disegni, complessi per la sua età. Taglia piccoli pezzi di carta igienica e si fa delle fasciature (un mese e mezzo fa ha dovuto fare delle medicazioni per una ustione al dito). Al tempo stesso, il bambino è affettuoso, mi fa le carezze, mi da baci e cosi anche con la sorellina e il papà. Non mi sembra che rifiuti gli estranei, anche se emolto timido e gli ci vuole tempo per sciogliersi. Se gli chiedo di mostrarmi qualcosa, a volte indica col dito. Se fa delle torri me le mostra, se vuole che gli disegni qualcosa mi porta la lavagnetta e mi dice cosa vuole. Il gioco simbolico è presente, ma non si limita a far finta di farci mangiare, ad esempio, pretende di infilarci la posata in bocca. A volte ci guarda negli occhi, altre volte sembra sfuggente. Un paio dimesi fa abbiamo tolto il pannolino con successo anche di notte..il pediatra di base ha suggerito di aspettare e lasciarlo a scuola. Noi l'a biamo tolto dall'asilo per alcune mancanze delle maestre, e nel frattempo abbiamo prenotato unavisita specialistica, che pero faremo solo tra un mese. Nell'attesa di questa visita, vorrei un Vostro parere. Io da mamma mi rendo conto che ha tanti comportamenti riconducibili allo spettro autistico, ma non sono in grado di capire a fondo. Orrei inoltre sapere se, secondo voi, è il caso di introdurlo in un nido o è meglio aspettare ancora. Se dovessi inserirlo, in che termini dovrei parlare delle sue difficoltà alle educatrici, non avendo una diagnosi ma solo dei sospetti? Scusate se mi sono dilungata troppo, ma volevo darVi un ampio quadro della situazione. Grazie

[#1] dopo  
Dr. Giovanni Ronzani

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Gentile signora. La valutazione dello stato di sviluppo neuropsichiatrico di un bambino richiede una serie di accurate e prolungate osservazioni, integrate da test ed eventuale diagnostica strumentale quali EEG , RMN. Per eseguire questo è consigliabile un reparto universitario od ospedaliero specializzato. Esistono poi dei test specifici per esplorare specifici aspetti, compreso lo spettro autistico. Ciò premesso, dalle sue descrizioni comunque, non sembrano emergere indicazioni specifiche o suggestive di particolari condizioni cliniche. Potrebbe essere utile continuare ad osservare l'evoluzione, integrando le proprie eosservazioni con quanto riferiscono le maestre, tenendo conto che spesso gli insegnanti, per esperienza e formazione, possono essere in grado di effettuare rilievi sufficientemente affidabili.
Cordiali Saluti

dr Giovanni Ronzani

[#2] dopo  
Utente 359XXX

Gentile Dottore,
grazie infinite per la Sua risposta. Il bambino ha oggi terminato la sua prima settimana di nido e secondo le maestre è gia pronto per restare anche il pomeriggio. Non piange piu quando lo lascio ed e molto contento di vedermi quando vado a prenderlo. Anche a scuola ha la mania delle porte, ma le educatrici non me lo hanno segnalato come problema.
attendiamo non senza ansia, la visita specialistica presso un neuropsichiatra infantile. Ma mi sembra che ci siano dei timidi e lievi miglioramenti, quanto meno ha ripreso a disegnare e ripete tutto cio che diciamo noi adulti.
Grazie ancora per il tempo che mi avete dedicato.