Utente 261XXX
Buongiorno,
sono la mamma di un bimbo di 26 mesi. Mio figlio è un bimbo allegro, attivo, a casa trascorre il tempo giocando con i suoi giochi ma si stufa facilmente di tutto, se glielo permettessi passerebbe invece ore guardando video al pc. E' sempre stato abituato a trascorrere tutta la giornata solo con me e per questo ha un forte attaccamento nei miei confronti faticando a lasciarmi quando mi devo allontanare. Le uniche occasioni per confrontarsi con altri bimbi le ha avute al parco anche se, in questo ambiente, predilige camminare e correre piuttosto che giocare con gli altri o salire sulle varie giostre. Per cercare di abituarlo a stare con gli altri e lontano da me a Settembre l'ho iscritto al nido che però frequenta solo per poche ore a settimana. A parte il piccolo pianto nel momento del distacco (che sta migliorando molto) sembra starci volentieri, le maestre sostengono che partecipa alle varie attività ed è sereno. Il problema è che mio figlio non parla. A parte mamma, papà, si, no, qualche verso degli animali e qualcosa che assomiglia ad ancora e acqua non dice nulla. Di alcune parole invece dice solo le iniziali o le finali, uno è u - due è du - orso è so. Oppure le storpia e due diventa dui, tre diventa tri. Le maestre però dicono che al nido sembra sforzarsi di più nel ripetere le parole. Nonostante ciò si fa capire benissimo, non solo da me che ormai ho imparato a decifrare le sue richieste ma anche all'asilo dicono di capire tutto ciò che vuole. Capisce anche quello che gli viene detto o chiesto e, a parte quando è molto concentrato in altro, mi ascolta quando gli parlo. A volte, per incentivarlo a parlare, provo a far finta di non aver capito quello di cui ha bisogno ma non ottengo altro che pianti. Provo a fargli ripetere i nomi di oggetti e persone ma lui o mi dice no oppure mi guarda e ride (sembrerebbe quasi che non abbia voglia di ripetere). Mi devo preoccupare per questo? E' il caso che lo porti da uno specialista?
Ho già scritto qui qualche volta ma non ho mai avuto risposta. La pediatra mi ha detto di temporeggiare e di cercare semplicemente di stimolarlo di più ma mi piacerebbe avere anche un ulteriore parere.
Ringraziando saluto.

[#1] dopo  
Dr. Adelia Lucattini

36% attività
16% attualità
16% socialità
ROMA (RM)

Rank MI+ 68
Iscritto dal 2015
Gentile Signora,

Il bambino è vivace e interattivo ma dopo la visita pediatrica, sembra oppurtuna questo punto, una valutazione da parte del neuropsichiatria infantile e del neuropsicologo per i tests diagnostici sullo sviluppo generale oltre che delle competenze linguistiche.

Dopo la valutazione neuropsichiatrica, potrebbe essere senz'altro indicata una consultazione psicoanalitica genitori-bambino per una valutazione generale del funzionamento psicologico e relazionale del bambino, non focalizzandosi esclusivamente sugli aspetti linguistici che comunque vanno necessariamente approfonditi.

La diagnosi precoce anche di disturbi minimi o sottosoglia, è indispensabile per ogni tipo di prevenzione di disturbi futuri oltre che la condizione perché se si ravvisassero difficoltà, condizione affinché possono essere iniziati precocemente dei trattamenti, come indicato dai protocolli internazionali e dalle linee guida
Dr. Adelia Lucattini.
Psichiatra Psicoterapeuta.
Psicoanalista Ordinario SPI-IPA.Esperta in bambini e adolescenti.Depressione-Disturbi dell'umore.

[#2] dopo  
Utente 261XXX

Gentile Dr. Lucattini,
la ringrazio per la risposta. Questa, però, non mi è del tutto chiara. Se non sbaglio lei consiglia una visita specialistica. Crede che mio figlio abbia problemi? Se posso, quale aspetto del bambino descritto desta preoccupazione?

Ringraziando saluto

[#3] dopo  
Dr. Adelia Lucattini

36% attività
16% attualità
16% socialità
ROMA (RM)

Rank MI+ 68
Iscritto dal 2015
Gent.le Signora,

Per capire se un bambino ha problemi è necessario visitarlo e parlare con i suoi genitori.
Il mio parere deriva da alcune considerazioni.
Innanzitutto dalla descrizione dalla riferita mancanza di linguaggio che alle soglie della scuola Primaria andrebbe valutata insieme alle utonimie (porta il pannolino?).

L'altra, è la sua preoccupazione, una madre molto attenta, che osserva il suo bambino come lei scrive, può vedere e intuire aspetti che non vanno lsciati cadere.

Non ultimo, i protolli di prevenzione nell'infanzia, prevedono lo screening e l diagnosi precoce, non perché i bambini debbano essere ammalati, ma perché possano essere aiutati anche nei loro bisogni minimi, il prima possibile, con il pieno e consapevole coinvolgimento dei genitori.

Ci sono ancora molte perplessità nei genitori, forse per non sufficienti campagne d'informazione, sui problemi psicologici e neuropsicologici dei bambini.
Non è più cosi, per esempio, sullo svezzamento o le abilità scolastiche.
Dr. Adelia Lucattini.
Psichiatra Psicoterapeuta.
Psicoanalista Ordinario SPI-IPA.Esperta in bambini e adolescenti.Depressione-Disturbi dell'umore.

[#4] dopo  
Utente 261XXX

Gentile Dr. Lucattini,
la ringrazio nuovamente per la risposta.
Come detto il bambino non parla ancora ma ho l'impressione che, col passare del tempo, cerchi di inserire nel suo vocabolario ulteriori "parole". Queste non sono mai parole complete, sono più che altro sillabe appartenenti alle parole che cerca di ripetere. Guardandolo non sembra essere un bambino con "problemi" e mi sentirei di stare piuttosto tranquilla perchè dal punto di vista fisico e motorio mi sembra non mostrare difficoltà ed essere in linea con i suoi pari. La mia preoccupazione per quanto riguarda il linguaggio nasce dal confronto con altri bimbi che invece si espriono molto di più. L'apprensione nasce, quindi, non tanto dall'osservazione del bambino ma dal confronto di questo aspetto con gli altri.
Distinti saluti