Utente 174XXX
Gentili dottori, spero di scrivere nella sessione giusta.
Vi scrivo per mio padre (quasi 73 anni) il quale accusa frequentemente mal di testa e nel recente passato ha avuto grossi problemi di equilibrio legati all'orecchio e che dopo tante manipolazioni ha risolto in parte.
Si è sottoposto a RM eseguita senza e con somministrazione ev di mdc paramagneticoe l'esame recita:

"Focali iperintensità di segnale apprezzabili nelle sequenze T2 e FLAIR in corrispondenza della sostanza bianca periventricolare e dei centri semiovali riferibili a focolai di gliosi su verosimile base ipoperfusiva sottocorticale cronica.
Nelle scansioni ottenute dopo somministrazione ev di mdc paramagnetico, non evidenti significative impregnazioni di mdc in regione potocerebellare ed in corrispondenza dei pacchetti statoacustico-faciali bilateralmente.
Sistema ventricolare in asse, lievemente ectasico.
Segni di atrofia corticosottocorticale con dilatazione degli spazi subaracnoidei.
Ipertrofia mucosa dei turbinati nasali inferiori."
Il nostro medico curante ha tranquillizzato riguardo al referto ma volevo chiedere un consulto su quanto scritto e cosa vuol dire "focali iperintensità" e questi segni di atrofia cosa comportano. Dobbiamo indagare ulteriormente?

Grazie per la vostra disponibilità e
Cordiali saluti

[#1] dopo  
Dr. Pierluigi Giordano

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I reperti sono di tranquillità, anche data l'età di suo padre. Le aree di iperintensità evidenziate sono puntiformi aree danneggiate da una riduzione di apporto di sangue cronico. L'atrofia prima o poi verrà a tutti noi quando entreremo nella terza età. Se fosse mio padre, penserei a tenerlo attivo nella vita quotidiana ed impegnato in tante cose; solo così si allena il cervello e si ritarda l'invecchiamento. Poi è necessario non fumare, mangiare sano (dieta mediterranea) e fare passeggiate per quanto possibile (in ragione dei suoi problemi di equillibrio). In seconda battuta, se è necessario, controllare farmacologicamente eventuali fattori di rischio come ipertensione, ipercolesterolemia, diabete e quant'altro.
Dott. Pierluigi Giordano