Utente 323XXX
Salve, a mia madre di 55 anni ed ipertesa, nella ricerca delle motivazioni di uno spasmo facciale che la affliggeva da anni attraverso una Angio-RM è stata diagnosticata un angioma della PICA.
Comparando una Angio RM del 2010 con l'ultima di settembre 2013 si è visto che l'angioma della PICA si è quasi quadruplicata arrivando a dimensioni di 5.5x5mm.
Questo è il testo più preciso di diagnosi:
"Piccolo aneurisma (5,5x5mm) del tronco basilare, sacciforme, con sottile colletto inserito sul punto di concavità della curva del vaso (dolico-basilare a convessità sinistra). Ipo-aplasia del tratto A1 dell'arteria cerebrale anteriore sinistra, con riabilitazione del corrispondente tratto A2 attraverso la comunicazione anteriore (variante anatomica in cui le due pericallose sono nutrite dallo stesso sifone carotideo, in questo caso destro). I restanti vasi arteriosi intracranici appaiono regolari per calibro e segnale di flusso. Microfocolai gliotici nel cotesto del ponte.
Non alterazioni di segnale nel contesto del tessuto encefalico sovratensoriale.
RA: cisti mucosa di 25mm alla base del seno mascellare sinistro."

Da qui nascono molti dubbi sul come procedere, che probabilità ci sono che l'angioma porti ad emorragia, quali invece quelli della riuscita di un intervento e con quali possibili conseguenze? Vorrei che qualcuno ci chiarisse in modo esaustivo tutte le possibilità alle quali si può andare incontro.
Vi ringrazio anticipatamente e con fiducia attendo una vostra esimia risposta.

[#1] dopo  
Dr. Nicola Limbucci

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Mi sembra di capire che sua madre ha un aneurisma di circa 5 mm all'origine della PICA. Le suggerisco di non parlare di angioma perché é una cosa completamente diversa e può generare confusione.
Il rischio che l'aneurisma in futuro possa rompersi c'é, anche se questo non é affatto certo. Il fatto che le dimensioni siano molto cresciute rappresenta un importante campanello d'allarme e secondo me pongono indicazione al trattamento dell'aneurisma. Ovviamente scrivo senza aver visto né sua madre né la RM, quindi con i limiti del consulto online.
Gli aneurismi possono essere trattati mediante embolizzazione per via endovascolare dal neuroradiologo interventista o per via neurochirurgica tradizionale. Nel primo caso, l'intervento si esegue "dall'interno" con dei sondini per raggiungere l'aneurisma che poi viene chiuso con delle spirali di metallo. Oggi, di solito, si sceglie la procedura endovascolare perché meno invasiva di quella neurochirurgica, ma ogni caso va valutato a parte per scegliere la soluzione migliore. Essendo l'aneurisma localizzato nel circolo posteriore, quasi sempre si preferisce l'intervento endovascolare per motivi anatomici. Si può anche aspettare e fare solo controlli, ma in una persona ancora giovane, ipertesa, con un aneurisma del circolo posteriore (si rompono piú facilmente di altri) e soprattutto che cresce nel tempo, non mi sento di consigliarlo. Ripeto però che senza vedere direttamente il caso rischio di essere impreciso.
Le consiglio di far valutare il caso "dal vivo" ad un neuroradiologo interventista in un centro esperto, per scegliere la soluzione piú adatta.

Cordiali saluti
Dr. Nicola Limbucci
Neuroradiologia Interventistica
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[#2] dopo  
Utente 323XXX

Ringrazio per gentilissima quanto pronta a dettagliata risposta. In realtà già avendo contattato più Neuroradiologi, ma abbiamo ricevuto consigli diametralmente opposti, chi consigliava di operare e chi invece di desistere. Quel che mi premeva comprendere era ed è legato ai rischi della scelta: quali possono essere le conseguenze di un intervento, che margini di guarigione totale ci sono e quali possono essere i danni irreversibili. In merito a ciò non siamo riusciti ad avere una risposta chiara. Mi è stato detto che i rischi dell'operazione sono alti però era nostra intenzione comprendere almeno nel dettaglio le possibili conseguenze, le eventuali necessità post operatorie per avere un quadro più completo affinchè mia madre possa decidere.In linea del tutto generale, e non ovviamente nel caso specifico, potrebbe illustrarmi lei le conseguenze di un intervento per un aneurisma della pica?
La ringrazio anticipatamente e cordialmente la saluto.

[#3] dopo  
Dr. Nicola Limbucci

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Un intervento di questo tipo si fa per chiudere l'aneurisma e prevenire un possibile futuro sangiunamento (spesso mortale o gravemente disabilitante). I margini di guarigione sono solitamente alti. I rischi ci sono, e vanno da problemi neurologici lievi e transitori fino al decesso: anche se non si "apre la testa" , di fatto si tratta comunque di un intervento neurochirurgico maggiore e i rischi è normale che ci siano. I rischi possono essere più o meno alti sulla base della morfologia dell'aneurisma.
Senza conoscere nei dettagli il caso purtroppo non posso dirle di più, perchè le persone e gli aneurismi sono diversi tra loro. Certamente ribadisco che quando un aneurisma aumenta di volume (addirittura dice di 4 volte) il trattamento è indicato, a meno che non ci siano particolari motivi per non intervenire ( p.es pazienti molto anziani, scarsa aspettativa di vita, morfologia "impossibile").
Le consiglio di rivolgersi ad un centro ad alto volume di lavoro, che in Italia non sono poi molti.
Cordiali saluti
Dr. Nicola Limbucci
Neuroradiologia Interventistica
AOU Careggi - Firenze