Sindrome sjogren

Egregio dottore, ho 48 anni, a 24 mi è stata riscontrata una connettivite indifferenziata tendente ad artrite reumatoide e sindrome di Sjogren, curata dapprima con plaquenil e fans, successivamente con ciclosporina, attualmente la diagnosi è rupus (artrite reumatoide e les).

Fortunatamente la malattia è in remissione, assumo soltanto 4 cp. di methotrexate (con questa cura il fattore reumatoide è sceso intorno a 50 quando di solito era intorno a 450); per la secchezza cronica degli occhi ho sempre usato lacrime artificiali, attualmente uso un collirio all'acido ialuronico a sistema abak, e la notte la pomata vitan.

Poco tempo fa ho avute delle ulcerette ad entrambi gli occhi, curate con successo.

Il problema è che il sollievo delle lacrime artificiali dura ben poco, i colliri gel producono secrezioni fastidiose, e gli occhi sono facilmente irritabili.

Il collirio all'acido ialuronico lo posso instillare più volte senza problemi? Il collirio restasis mi potrebbe giovare? ho sentito che è curativo, vorrei sapere se si usa a cicli, oppure, vista la secchezza cronica dovrei usarlo sempre? Al mattino per lavare gli occhi dall'unto della crema posso usare altro senza sprecare collirio?

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Oculista attivo dal 2007 al 2010
Oculista
Carissima,
le lacrime artificiali in questi casi andrebbero usate di continuo durante il giorno e la notte sostituite da pomate oftalmiche o gel prima di addormentarsi!
La terapia per la sindrome dell’occhio secco può essere di due diversi tipi: finalizzata a ricreare il normale spessore del film lacrimale o ad eliminare la causa della secchezza oculare nelle forme cosiddette secondarie, in cui è presente un’altra patologia.
La frequenza del numero di gocce da instillare nella giornata può cambiare a seconda dello stato della malattia e delle caratteristiche del collirio utilizzato.
Quando si sceglie un collirio è necessario prestare attenzione che non contenga qualche sostanza non tollerata dall’occhio e che addirittura possa far peggiorare il quadro clinico.
Fra queste sostanze sono da considerare alcuni conservanti (thimerosal, benzalconio cloruro): sono sostanze irritanti e tossiche per le cellule che possono peggiorare lo stato di salute della superficie oculare soprattutto se il contatto è prolungato nel tempo (mesi o anni).
Dato che l’epitelio corneale è già sofferente, nei pazienti affetti da sindrome dell’occhio secco i colliri monodose, che hanno la caratteristica di non avere all’interno conservanti, sono i più adatti. Sono presenti sul mercato anche nuovi sostituti lacrimali multidose con conservanti innovativi (come ad esempio i N-IG) perfettamente tollerati dalla superficie oculare e non dannosi.
Interessanti anche i nuovi prodotti contenenti lacrime artificiali e principi attivi che possono svolgere una duplice azione: quella del sostituto lacrimale di lubrificazione e quella del principio attivo in esso contenuto con diverse azioni farmacologiche.
Nei casi che non si risolvono con terapia medica io uso spesso una terapia meccanica|
La terapia meccanica più semplice e più usata nel trattamento delle sindromi da occhio secco consiste nella chiusura, provvisoria o definitiva, dei puntini lacrimali inferiore e/o superiore, per mezzo di piccoli tappi di silicone. L'occlusione provvisoria con tappi di acido ialuronico è consigliabile per verificare se l'ostruzione delle vie di deflusso può essere in qualche modo utile per ridurre la sintomatologia del paziente ( i tamponi inseriti nei condotti di scarico lacrimali si di dissolvono in 4-7 giorni); se tale rimedio si dimostra efficace, permettendo una migliore lubrificazione dell'occhio, si ricorre alla chiusura definitiva mediante l'uso di "punctum plugs".
Disponibili in versione collagene rapido assorbimento, riassorbibile lunga permanenza, silicone permanente o nella nuova versione Hydrogel e prodotti in differenti diametri per consentire un perfetto adattamento al canale, i Punctum Plug rappresentano un'efficace risposta al problema della sindrome dell'occhio secco.
Facili da applicare ed eventualmente da rimuovere, i Punctum Plug trovano oggi sempre più frequentemente impiego nei soggetti con sindrome sicca; un apposito set di due calibri consente, con rapidità e precisione, di misurare il canale del paziente per poter determinare il diametro dei Punctum Plug più indicato.
La gamma dei “punctum plug” è composta da:
Soft Plug collagene a rapido assorbimento (fino a 4 giorni circa)
Soft Plug riassorbibili lunga permanenza (fino a 90 giorni circa)
Soft Plug Form Fit Hydrogel a lunga permanenza
Soft Plug silicone permanenti premontati
I nuovi Soft Plug in Hydrogel si inseriscono facilmente, grazie allo speciale inseritore, e in circa dieci minuti si espandono fino a perfettamente adattarsi al diametro del punctum.
Un caro saluto