Utente
Buon giorno a tutti.

Circa 10 giorni fa ho iniziato ad avere dei dolori acuti, (tipo "spillate") all'occhio sinistro.. dopo un paio di giorni ho fatto caso ad un gonfiore, non grande, nella palpebra inferiore ed un arrossamento della zona circostante e dell'interno della palpebra.
Ogni tanto sento ancora queste "spillate" e passando il dito nella zona, sento un dolore leggerissimo che assomiglia a quello dei "brufoli" che si premono.
Ma non vedo pus e l'occhio non lacrima e non secerne nulla...
Speravo se ne andasse come è venuto, ma oramai sono un po' di giorni e questa cosa non va ancora via..
da quel che ho letto qua e là su internet, non assomiglia nè ad un orzaiolo e nè ad altro di cui si parla..

L'unica cosa che noto, ma questo mi succede da tre o quattro anni e quindi ritengo non sia connesso al problema, quando guardo in una parete bianca, vedo delle macchioline nere (tipo sfilacciamenti) che si muovono...

Cosa puo' essere?

Grazie.

[#1]  
Attivo dal 2007 al 2010
Carissimo,
lei ha verosimilmente un CALAZIO.
Il calazio è una flogosi granulomatosa di una ghiandola di Meibomio, il cui dotto escretore risulta ostruito. Questo tipo di infiammazione è un processo cronico ed i sintomi sono incredibilmente lievi, se si esclude la sensazione di peso palpebrale o di fastidio per la presenza di “qualcosa” sull’occhio.
oltre quelli ovviamente estetici e quindi oggettivi.
IGIENE OCULARE
La prima efficace barriera difensiva dell’occhio è formata da
palpebre, ciglia e lacrime che “ lavano” la gran parte delle
sostanze o dei batteri che cercano di aggredire la superficie
oculare. Il lisozima contenuto nel film lacrimale è un potente
agente antibatterico.
Tuttavia è necessario adottare diverse norme igieniche per
ridurre il carico batterico locale e ,di conseguenza,il rischio di
infezione.
• L’igiene oculare quotidiana: lavare accuratamente le mani
e lavare delicatamente la regione perioculare due volte al
giorno. Utilizzare,durante ogni patologia oculare in atto, garze
sterili medicate preconfezionate.
L'evoluzione del calazio è condizionata dalla possibilità della ghiandola di svuotarsi, se ciò avviene, può guarire spontaneamente; l' applicazione ripetuta nel corso della giornata di impacchi caldi agevola questo processo. Se si associa una blefarite significativa, può essere utile un antibioticoterapia topica.
Quando il trattamento conservativo fallisce si ricorre all' infiltrazione di 0.05-0.2 ml di Triamcinolone 5 mg/dL, che determina la guarigione delle lesioni entro 1 o 2 settimane, questo approccio terapeutico si è dimostrato più efficace rispetto al solo trattamento
conservativo.
In ultimo si può ricorrere al curettage transcongiuntivale del granuloma. Qualunque sia la scelta terapeutica è bene tenere presente
che la presenza di calazi a livello della palpebra superiore può determinare un transitorio appiattimento della porzione centrale della cornea con conseguente diminuzione del visus, peraltro reversibile a seguito della guarigione. I soggetti affetti da calaziosi vanno educati ad una accurata e giornaliera detersione della rima palpebrale per la possibilità che il fenomeno si ripresenti; oltre a questo provvedimento di base, deve essere messo in opera quanto necessario per la terapia della patologia di fondo (Dermatite seborroica,rosacea) quando presente.
Inoltre devono essere fatti esmi dell'apparato gastroenterico,perchè ci possono essere problematiche di alterato transito,colecistopatie etc.etc.Quindi è bene controllare funzionalità epatic,alterazioni della colecisti e dell'intestino e/o del colon!!



Un caro saluto.

[#2] dopo  
Utente
grazie Doc. per la solerte e articolata, nonchè esaustiva risposta... volevo solo precisare che, visto che cita il colon, io soffro di retto-colite ulcerosa, ed in questi giorni ho una recidiva.. non so se le due cose a questo punto possono essere in connessione..

[#3]  
Attivo dal 2007 al 2010
Certo!
Mi consulti per qualsiasi chiarimento.
Un saluto