Il suo parere, papillite

Salve medici,
vorrei avere da voi un consulto in merito ad un infezione che probabilmente avrò contratto circa una settimana fà. Era martedì scorso quando mi sveglio, e vedo davanti all'occhio destro una sorta di ciglia, ma vado a controllare per bene, e non trovo alcuna ciglia. Il fastidio c'è, ma va e viene. Il fastidio si presenta maggiormente quando guardo "con la coda dell'occhio" verso destra e sartuariamente avverto dolore a metà parte della testa, la parte destra, quella dell'occhio a cui si presenta il problema. Mi reco quindi all'ospedale giovedì 8 e qui, l'oculista, mi avverte del fatto che avrò, molto probabilmente, la papillite. Mi manda dal neurologo che mi avverte del fatto che, probabilmente, potrebbe essere, anche secondo il suo parere, papillite e mi dice di ritornare di lunedì e di dare il numero di telefono del mio medico curante, per discutere della ricetta da fare e in merito ad altro, che però non mi ha voluto rivelare. Per avere maggiore sicurezza in merito a questa "propabile" papillite, mi reco da un'oculista specializzata, che, dopo accurati esami, mi riferisce che il problema è la papillite. Mi dice inoltre che bisognerà fare una serie di accurati esami, una "ricerca foci", per individuare la causa di questa papillite, in quanto le cause della sua formazione sono vaghe e di fare al più presto una risonanza magnetica all'occhio. Effettuo dunque una serie di esami al torace, elettrocardiogramma, delle urine e del sangue i cui risultati sono tutti nella norma, eccetto T.A.S 218 e Ant.Toxoplasma IgG 91 e Ant. Rosolia IgG 166 e ant. HSV IgG positivo. Durante la giornata di oggi effettuerò la risonanza magnetica. Tuttavia sono molto preoccupato in quanto, andando su internet, ho visto che questa papillite può portare alla cecità dell'occhio o alla cecità completa. Mi potete fornire un consulto in merito, ve ne sarei grato. Aggiungo che ho 26 anni e peso 74Kg e vivo a Pantelleria.
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Attivo dal 2007 al 2010
Oculista
Carissimo,
il termine di papillite infiammatoria,come quello più lato di neurite ottica è un pò generale!
Le neuropatie ottiche infiammatorie ed infettive rappresentano un capitolo importante della patologia del nervo ottico per la molteplicità delle possibili eziologie. Terminologicamente soltanto le neuropatie infiammatorie dovrebbero conservare la denominazione di neurite ottica, essendo ancora oggi definita la neurite ottica anteriore, come papillite, mentre la neurite ottica posteriore corrisponde alla neurite retrobulbare. Isolata o associata a altri segni infiammatori locali o generali l'infiammazione del nervo ottico può tradursi in diversi aspetti oftalmoscopici, ma i segni funzionali sono praticamente costanti, e si traducono in un abbassamento della vista.
Segni funzionali
Il segno maggiore nella più parte dei casi è la bassa acutezza visiva, qualitativa o quantitativa, uni o bilaterale, che può variare da un disturbo dell'acutezza visiva indistinto, sino alla cecità completa senza percezione della luminosità. La riduzione della acutezza visiva è di solito brutale, con un intervallo variabile da qualche giorno a qualche ora. L'istaurazione del disturbo visivo può essere preceduto o accompagnato da dolori periorbitari o retro-oculari spesso aumentati dai movimenti del globo. Tali dolori sarebbero in relazione con l'infiammazione delle guaine del nervo ottico sia per irritazione dei filuzzi del trigemino che li innervano, sia di origine muscolare, essendo guaine e muscoli in stretto contatto a livello dell'apice dell'orbita. Ai dolori ed all'abbassamento della acutezza visiva si associano talora dei fosfeni come flash luminosi o pioggia di stelle. L'alterazione del riflesso fotomotore è di importanza variabile ma il segno di Marcus Gunnè è positivo nella maggior parte dei casi. Le alterazioni perimetriche confermano la partecipazione delle fibre ottiche al processo di modificazione della acuità visiva. Gli scotomi centrali, paracentrali o cieco centrali sono tra tutti i più frequenti. Lo studio della visione colorata, quando l'acutezza visiva lo permetta, mostra una discromatopsia rosso-verde di tipo 11, poco dissimile dalla discromatopsia ereditaria dell'asse deutan. Per quanto riguarda lo studio dei potenziali visivi evocati, sono un esame diagnostico complementare e raramente necessari per la diagnosi.
Aspetti oftalmoscopici angiografici e radiologici
L'aspetto oftalmoscopico è variabile. Si può trattare di un rigonfiamento papillare, cui si dà il nome di edema ed è la papillite, ovvero una papilla normale, che corrisponde ad una nevrite retrobulbare.
Neuropatia ottica edematosa o anteriore
E' la papillite o "swelling of the optic disc" degli anglo-sassoni. Rappresenta tra il 20% ed il 40% delle neuropatie infiammatorie. L'edema è più o meno marcato senza che esista una correlazione tra la sua imponenza e la severità della riduzione dell'acutezza visiva o del campo visivo. Si può trattare di semplice iperemia papillare per dilatazione dei capillari superficiali con perdita della nitidezza dei contorni della papilla o di un edema papillare evidente, con rigonfiamento del disco con dilatazione massiccia e microaneurismi a livello dei capillari epipapillari, ed emorragie a fiamma sotto e peripapillari. L'edema può interessare solo un settore papillare. Per quanto riguarda la perimetria, ai deficits che traducono la sofferenza delle fibre ottiche, si associa un ingrandimento dell'area di Mariotte, legata all'edema papillare. L'angiografia dimostra un visibile aumento dei capillari epi e peripapillari e la presenza di microaneurismi. La fluorescenza tardiva e persistente della papilla con la diffusione peripapillare del colorante e il riempimento di un eventuale distacco di retina neuro-sensoriale peripapillare, può giungere sino al polo posteriore.
Neurite ottica posteriore o retrobulbare
La papilla è oftalmoscopicamente e angiograficamente normale. Anche se recentissime osservazioni in tomodensitometria e in fluorometria denotano una alterazione della barriera emato-oculare.
Evoluzione e prognosi
Tanto che si tratti di una neuropatia edematosa o meno, le modalità dell'evoluzione sono variabili e dipendono dalla durata dell'evoluzione e della eziologia. Nelle neuriti ottiche isolate, che sono l'oggetto della maggior parte degli studi, l'acutezza visiva è superiore a 5/10 tra il 70 e 80% dei casi ( ma tali studi comprendono un gran numero di sclerosi a placche) e inferiore a 1/10 solamente nell'8% dei casi. Il recupero visivo quando ha luogo, può essere molto rapido ed importante all'inizio e poi proseguire rallentato per alcuni mesi. Il campo visivo può risultare normale o comportare deficit fascicolari, a testimonianza della distruzione delle fibre. Anche nei casi ove la acutezza visiva ed il campo visivo risultino normali, si può osservare una anomalia della visione dei colori e una anomalia relativa dei potenziali visivi evocati. Un pallore papillare parziale, spesso temporale, generalizzato persiste in un 50-80% dei casi. Spesso è associato a essudati duri peripapillari. Questo pallore può essere compatibile con una acutezza visiva e un campo visivo normali, ma all'iniverso la papilla non è mai normale quando persistano sequele funzionali. Solo in questo ultimo caso si parla di atrofia ottica.
Come cure innovative si parla anche di ONCOMODULINA,NANOSTRUTTURA DI SUPPORTO,MICROPERIMETRIA ed anche ovviamente di CELLULE STAMINALI,ma tutto è ancora a livello sperimentale o poco più!!
Mi sono occupato dell'ONCOMODULINA,ma è tutto ancora sperimentale(su questo sito ho fatto più risposte sull'argomento cui rimando!
Un caro saluto
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dopo
Utente
Utente
Dottor Siravo, ciò che però non capisco, è che l'abbassamento della vista non si è verificato, e pensi che dall'oculista è stato appurato che vedo 10 su 10. E tutt'oggi, la mia vista è buona. Ho solo il fastidio della "ciglia" nell'occhio. Ho natato che pochi hanno avuto un caso simile. Secondo voi, cosa è potuto succedere, e cosa succederà?
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Attivo dal 2007 al 2010
Oculista
Non cè papillite senza calo del visus se pur
temporaneo!!!!!

A mio avviso deve essere rivisitata la diagnosi!!
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Dr.ssa Claudia Daniele Oculista 63 1
gentile utente,
concordo pienamente con il Dott. Siravo.
Se non c'è calo importante del viso non può essere neurite.
Il disturbo che lei riferisce sembrerebbe riferibile alla presenza di corpi mobili vitreali.
Credo sia necessario un nuovo ed accurato esame del fondo oculare.
saluti

Dr. claudia daniele

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dopo
Utente
Utente
Salve,
ho avuto la risposta della risonanza magnetica, la quale ha dato esito negativo, anche tutti gli altri accertamenti espletati hanno dato esito negativo. Quindi mi sono nuovemente fatto visitare dall'oculista il quale mi ha sottoposto ad un campo visivo dal quale si è evinto che vedo perfettamente. Lo stesso mi ha dato delle gocce "LOTEMAX" da mete 3 volte al dì per 10 giorni , 2 volte al d' per 10 giorni e 1 volta al dì per 10 giorni, poi una siringa di "URBASON da 40 MG" al giorno per 7 giorni e una da 20 MG per 7 giorni. La sua diagnosi è quella ceh ho una parte del nervo ottico infiammato.
secondo voi è giusta questa diagnosi e la terapia che mi è stata data?

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