Utente 548XXX
buongiorno,
ho letto varie risposte date ad altri utenti su questo problema nonchè l'articolo riguardante la patologia.

lunedì scorso ho estratto il dente del giudizio inferiore sx su consiglio del mio dentista, malandato ma senza altri problemi. poichè ho un leggero problema di coagulazione (Willebrandt di tipo lieve) ho informato di ciò il medico. l'estrazione è avvenuta senza particolari problemi in poco tempo (un paio di minuti??) ed il dente è stato estratto integro.
dopo l'estrazione e aver tenuto qualche minuto la garza in pressione tra i denti non ho più avuto sanguinamento, quindi tutto si è svolto normalmente. dopo l'estrazione ho avuto i normali postumi, non ho fatto sciacqui e ho curato l'igiene. nonostante ciò mercoledì il dolore non dava cenni di diminuzione nonostante vari antidolorifici da banco tipo moment e simili. ho richiamato il dentista il giovedì che ha ipotizzato un alveolite e mi ha consigliato il synflex. il mio medico di base mi ha anche prescritto antibiotico che ho immediatamente assunto.
avevo fissato la visita di controllo per giovedì ma vista la situazione ho deciso di anticipare e questo lunedì andrò a visita. sto facendo anche sciacqui con clorexidina due vv al giorno.
il synflex fa poco e niente, il dolore persiste in fasi più o meno dolorose ma è continuo. la parte dove è stato estratto il dente è normale, vedo solo i punti che mi sono stati dati (sei) e nient'altro. sento anche un gusto metallico in bocca.
vengo al punto. fra una settimana precisa ho in programma un importante viaggio di lavoro all'estero cui non potrò rinunciare e mi chiedevo quale potrebbe essere la soluzione ottimale per risolvere (o almeno attenuare) il dolore incessante. mi consigliate una revisione per far riformare il coagulo o è meglio attendere con la probabilità che per venerdì prossimo il problema abbia fatto il suo corso? il dentista mi prospettava telefonicamente il fatto di attendere almeno un paio di settimane per la revisione appunto nel caso di non risoluzione spontanea.
se effttuo la revisione il lunedì per il venerdì seguente posso sperare in una risoluzione definitiva di cui invece non avrei certezza rimanendo ad aspettare il decorso? vorrei un consiglio sul da farsi anche in virtà dell'imminente partenza. grazie dell'attenzione

[#1] dopo  
Dr. Carlo Alessandro Aversa

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FIRENZE (FI)

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a quanto capisco nessuno ha ancora fatto una diagnosi certa di alveolite secca ma tutto è avvenuto telefonicamente; per stabilire la strategia terapeutica è necessario che il dentista veda l'alveolo e faccia una diagnosi la più precisa possibile altrimenti rimaniamo nel campo delle ipotesi da parte dei professionisti e dei sospetti/paure da parte sua.
Dr. C. Alessandro Aversa
Medico Chirurgo Odontostomatologo in Firenze
www.dentistaversa.it

[#2] dopo  
Dr. Alessandro Francini

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MESSINA (ME)

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Una volta diagnosticata l'alveolite secca,cioè quella causata dalla mancanza del coagulo (comunque la più probabile) il modo migliore per accelerare la guarigione è curettare subito (appena fatta la diagnosi e sotto copertura antibiotica) l'alveolo per far formare un nuovo coagulo. Nell'immediato (uno o due giorni) si potrà avere un peggioramento della sintomatologia, causato dal trauma chirurgico, ma poi la guarigione arriva velocemente in pochi giorni.

Personalmente in caso di alveolite ho sempre usato questo metodo, e non mi ha mai deluso. La completa guarigione si è quasi sempre verificata in un lasso di tempo oscillante tra 4 e 7 giorni dal curettaggio dell'alveolo. Ovviamente però la certezza matematica sul lasso di tempo necessario non la si può comunque avere.

Non vedo la necessità e l'opportunità di attendere la fine del decorso. Quest'ultima procedura comporta a mio avviso un grosso disagio per il paziente, in quanto ci possono volere anche due settimane perchè si compia, durante le quali comunque i dolori persistono.

Cordiali saluti
Dr. Alessandro Francini
Messina
Risposta a carattere informativo, non diagnostico nè terapeutico

[#3] dopo  
Utente 548XXX

scusate torno a scrivermi. ieri (venerdi) ho dovuto interrompere l'attività lavorativa per il dolore insopportabile e mi sono quindi recata dal dentista di urgenza. in studio c'era un altro medico, non quello dell'estrazione e della diagnosi teelfonica.
a suo parere non è alveolite e facendomi una lastra ha riscontrato un problema sul dente di fianco a quello estratto. grazie al cielo prendevo antibiotico da quasi due giorni ma nonostante questo sono stata due ore sulla sedia. la polpa del dente (scusate se i termini medici non sono esatti) era in necrosi. durante la seduta, visto la grande sofferenza, mi ha anche chiesto se volevo interrompere e riprendere dopo due giorni attendendo gli effetti dell'antibiotico ma ho preferito andare avanti con la speranza che il dolore sarebbe diminuito.
mi ha fatto diverse punture di anestetico inclusa quella pulpare (non dico la sofferenza) e credo pulito i canali per devitalizzarlo. terminata la seduta avevo tutto addormentato fin sotto l'occhio, tornata a casa ho fatto una puntura di toradol e sembrava che la situazione fosse in miglioramento.
stanotte è andata così così ma alle sei di mattina di nuovo il dolore si è fatto insopportabile e così ho dovuto fare un'altro toradol.
la ferita dell'estrazione sembra a posto, non si è ancora chiusa del tutto (a dire del dentista) e i punti non li ha tolti perchè ancora sono necessari. il dente curato mi è stato chiuso. mi ha dato appuntamento per queso martedì ma riandrò in studio domani, se la situazione rimane invariata, anche perchè non posso andare avanti a toradol nonostante io lo utilizzi soltanto quando non ce la faccio più.
il dolore arriva fino all'orecchio, sotto la mandibola vicino il collo. la guancia è gonfia, non moltissimo ma si nota bene un gonfiore e la guancia tutta è dolente. anche ad aprire la bocca ho difficoltà (anche se la apro comunque tutta).
dunque a dire del medico non è alveolite ma il dente di fianco che ha fatto infezione. sto continuando con l'antibiotico. se stasera peggioro non vedo altra soluzione di un altro toradol (oggi è domenica lo studio è chiuso). non so più cosa fare. vorrei che qualcuno mi rassicurasse sul fatto che domani il dentista sia in grado di fare qualcosa. forse avrebbe dovuto lasciare il dente aperto e la devitalizzazione non è andata tutta a buon fine??? forse l'antibiotico farà finalmente il suo dovere (lo assumo da giovedi sera (amoxicillina)? al momento cos'altro posso fare sono veramnete in crisi, arrivo da una settimana di dolori insopportabili e di notti quasi insonni, psicologicamente inizio a faticare per il grade stress. il cortisone servirebeb a qualcosa (domanda forse sciocca).
grazie dell'aiuto

[#4] dopo  
Dr. Paolo De Carli

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MAJANO (UD)

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Gentile Paziente,
è necessario fare una diagnosi precisa del suo problema, visto che da diversi giorni ha una sintomatologia importante, ma questo è possibile solo con una visita clinica diretta, al telefono oppure on-line si possono fare solo supposizioni !
Non ci spiega come la diagnosi di necrosi sul secondo molare inferiore di sinistra sia stata fatta: per fare una visita e una diagnosi accurata in un caso come il suo è necessario eseguire una o più Rx endorali con diverse proiezioni, prove di vitalità della polpa dentaria con stimoli termici, percussione leggera dei denti interessati ed anche un sondaggio parodontale degli elementi dentari.
Non ci spiega cosa sia stato evidenziato con una singola radiografia: osteolisi periapicale (area più scura attorno all'apice della radice del dente) espressione di un granuloma, cisti o parodontite apicale acuta oppure carie infiltrante che può dare una sintomatologia tipica di una pulpite.
Escluderei l'assunzione di farmaci senza controllo medico, soprattutto il cortisone che è un corticosteroide da assumere con modalità specifiche.
Torni il prima possibile dallo specialista che le farà una diagnosi diretta e le potrà fornire la terapia corretta.
In bocca al lupo!
Dr. Paolo De Carli
Specialista in Odontostomatologia
www.studiodecarli.com

[#5] dopo  
Dr. Armando Ponzi

Referente scientifico Referente Scientifico
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ROMA (RM)

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Gentile paziente,
l' amoxicillina non è l'antibiotivco di prima scelta per il suo problema e andrebbe valutato con il curante un antibiotico più specifico.
Il dolore come descritto abbinato al gonfiore suggeriscono una problematica di tipo infettivo certa, localmente: inoltre il dolore capriccioso svincolato dal ritmo circadiano (il dolore del dente è tipicamente notturno e tende a diminuire al mattino) fa propendere per una alveolite.
Le suggerirei pertanto il ritorno dal dentista per una rivalutazione ed una più corretta diagnosi ed appropriata terapia.
Cordiali saluti
Dr. Armando Ponzi
www.sgfmedical.it

[#6] dopo  
Utente 548XXX

mi auguro di non aver vinto entrambe le problematiche. comunque la diagnosi precisa non mi è stata fatta, mi è stato detto che il dente era in necrosi e che andava devitalizzato, è stata fatta una radiografia nella quale io vedevo una macchia nera verso l'alto del dente.... fatte tutte le prove, caldo freddo, battere sui denti eccetera. dopo l'intervento del dentista lui stesso mi ha detto che era in necrosi (tutto bianco, parole sue). ma perchè il dolore continua anche dopo la devitalizzazione? potrei quindi anche avere ANCHE un'alveolite in corso? ma l'alveolite dalla radiografia si può evincere? mi ha anche detto che da come vedeva la parte non c'era nessuna necessità di curettare la ferita e che escludeva un problema del genere..comunque sia sto cercando di resistere e fare il prossimo toradol verso cena in modo da riuscire a dormire.