Utente 262XXX
Gent Dottori,
vi auguro buon anno e grazie per la gentile attenzione nel leggere il mio caso.

Ho 28 anni e un premolare dell'arcata inferiore permanente non è mi è mai sorto. Ho sempre tenuto il mio dentino da latte. Fino ad ora mai un problema. Purtroppo nonostante l'igiene orale, scovolini, filo interdentale, lavarsi i denti dopo i pasti e l'igiene ogni anno dal dentista il dente si è caricato arrivando in pochi mesi, arrivando (la carie) sino al nervo portandomi dolori fortissimi. Ho cosi dovuto sottopormi a una seduta, nella quale il dentista ha bucato il dente, lo ha pulito, e lo ha riempito di una pasta bianca provvisoria. In attesa di toglierlo, a giorni. Il dentista dice che è essenziale, essendo da latte ed essendo cosi ridotto, rimuoverlo per sottopormi poi a un impianto.

Da quel che ho capito tra 3 giorni mi toglierà il dente la sua dottoressa collaboratrice, e poi dopo un po di mesi mi metterà l'impianto.
A tal riguardo volevo porvi alcune domande semplici a cui il dentista ha si risposto ma spesso in modo generico o con la frase " dipende da persona a persona".Sicuramente ogni bocca è unica, ma credo ci sia una prassi o una casistica, statistiche ecc ecc per interventi di questo tipo.

Mi chiedevo per tanto:

1) togliere il dente da latte deduco sia una normale estrazione nemmeno troppo faticosa rispetto a un dente permanente...ma è proprio necessaria? Per quanto sia sconsigliabile devitalizzare un dente da latte...non ci si può davvero tenere il proprio dente devitalizzato? Non dico a vita, ma un dente da latte devitalizzato senza dare dolore non può perdurare per mesi o qualche anno se tenuto molto bene?

2) In questi mesi dopo l'estrazione io non avrò sostanzialmente il dente. Avrò un buco al suo posto. Il dente per capirci è quello subito dopo il canino inferiore a destra. Avrò problemi di masticazione e dovrò evitare determinati cibi o potrò avere una masticazione normale?

Infine:

3) Inciderà ,data la posizione del dente, sul parlato il fatto di avere un buco in quel posto? Ovvero articolò peggio o avrò difetti di pronuncia nel parlato di determinate lettere? So che spesso nel parlare la lingua si muove in bocca "contro" i denti per emettere certi suoni o consonanti, il non avere quel dente mi creerà problemi udibili da una persona mentre le parlo? Lo chiedo perchè se devo aspettare qualche mese (e non giorno) all'impianto parlare male o articolare male per me sarebbe debilitante: anche perchè sono docente di canto. Io devo parlare tutto il giorno e devo cantare in concerti in cui sono pagato per contratto. Giusto per capirci: non posso trasformare Il Celeste Aida dell'Aida in una cozzaglia di suoni o frasi distorte davanti a 1000 spettatori. Per cui spero possiate rispondermi a queste tre domande in modo molto onesto e reale.

Grazie mille.

Auguri ancora

[#1] dopo  
Dr. Luigi De Socio

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Rispondo brevemente:

1) la diagnosi del suo dentista è corretta ed anche la procedura
consigliata : estrazione ed impianto ,anche immediato.....non
c'è bisogno di attendere mesi.
(è una procedura chiamata impianto " post-estrattivo ")
volta ad accorciare i tempi chirurgici e quelli protesici.

2) In genere l'osteointegrazione di un impianto nella mandibola
richiede all'incirca un mese ,quindi i "tempi" come vede non
sono poi lunghi......è fattibile anche la protesizzazione immediata
( la procedura è denominata "carico immediato")
Non intravedo difficoltà nel masticare ......

3) nessun problema per la fonesi,stia tranquillo.....
Cordialità e Buon Anno



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Dr. Luigi De Socio
Specialista in Odontoiatria
Perfezionato in Ortodonzia
Perfezionato in Gnatologia

[#2] dopo  
Dr. Diego Ruffoni

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Gentile Utente, grazie per gli auguri che contraccambio.
I premolari decidui non esistono esistono i molari, che non è prassi medicarli prima di toglierli, per cui controlli se chi la visitata e medicata è iscritto all'ordine dei medici, visto che la maggior parte degli odontoiatri tolgono denti decidui e denti permanenti; se non lo trovasse iscritto i suoi dubbi sono leciti come del resto le sue domande.
1) Il trattamento canalare dei denti decidui non è permanente perchè sotto troviamo il dente permanente che erode le radici del deciduo, ma in un caso di agenesia come lei descrive, le radici del deciduo spesso risultano complete e trattabili endodonticamente come un dente permanente, ottenute le fondamenta, la riabilitazione protesica è possibile come in dente permanente.
2) Dopo semplice avulsione, il paziente mastica con difficoltà in quella zona perchè è dolente, quindi la si rispetta ed è spontaneo da parte della lingua e saliva rimuovere i residui alimentari.
3) Le sue perplessità sulla fonetica esistono, ma sono temporanee e si risolvono in qualche ora facendo delle prove continue, per cui per sicurezza e per stare tranquillo al 100% tenga la presentazione almeno 48 ore distante dall'avulsione.
Se l'odontoiatra lo trova iscritto non esiti a richiedere di essere informato, sul tipo di cure e possibili complicanze, che è un suo diritto; poi potrà seguire tranquillamente le sue indicazioni, lasciando a lui tutte le responsabilità implantologiche e sarebbe bene anche quelle dell'avulsione.
Dr. Diego Ruffoni
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[#3] dopo  
Utente 262XXX

Egregio Dott. Ruffoni,
la ringrazio per la completa ed esaustiva risposta.

Ho tolto il dente stamane.
Nessun grande dolore in sede, dove ora ho un buco, però ho notato alcune cose che non mi erano state dette dalla dottoressa e nemmeno dal dottore.

Ho molto dolore lungo tutto il lato mandibolare fino all'altezza dell' orecchio. Lo stesso dolore che farebbe pensare a un'otite per capirci, se non fosse che non ho otiti in corso. Potrebbe essere un'infiammazione dell'articolazione della mandibola post-estrazione? E' una cosa normale e passa da sola?

La seconda cosa è ancora più strana almeno per me:
non ho dolore nel luogo di estrazione del dente, solo un po di indolenzimento ma è normale, però ho molto piu dolore nei denti vicini e solo durante la chiusura della bocca, ovvero quando le arcate appoggiano le une sulle altre. La sensazione è quella di quando si digrignano i denti, anche se io non li sto digrignando. Mi chiedevo: è possibile che mancando un dente, "il carico" di appoggio dove c'è il vuoto arrivi a esercitare più pressione sui denti vicini, come se in pratica ci fosse uno scompenso di pressione sui denti vicini. E' una cosa possibile o sto dicendo una cosa assurda? Nel caso fosse assurda, mi chiedo come mai il dolore ai denti vicini in fase di chiusura della bocca sia molto forte, più del dolore presente dove ho avuto l'estrazione e soprattutto come mai avvenga solo in fase di chiusura e tenda a passare se tengo la bocca semi-aperta.


Più che altro non so se siano cose normali, se devo farle presenti al dentista, se devo aspettare e tenere questo dolore ai denti vicini fino a settimana prossima data del successivo controllo o se domani, a 24 ore dall'estrazione debba telefonare e farmi rivedere. Non vorrei presentarmi dal dentista per sintomi magari normali, ma non mi sono stati menzionati e dunque non so bene come comportarmi. Soprattutto il dolore durante la chiusura della bocca nei denti vicini è intenso, arriva fino al colletto dentale come se proprio li digrignassi anche se non lo faccio.

Ps oggi ho mangiato solo gelato e frappe, domani spero di poter mangiare almeno un po di brodo o pure tiepido e non caldo per non rovinare il coagulo che dovrebbe assestarsi.

[#4] dopo  
Dr. Diego Ruffoni

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I suoi dubbi non sono assurdi, i denti nella bocca sono tra di loro in equilibrio stabile con un ingranaggio, quando se ne perde uno, si perde momentaneamente l'equilibrio, perchè tutti i denti si spostano cercando di occupare lo spazio del dente mancante.
Il dolore diffuso poterebbe essere di originato dal trauma dell'intervento, le sue complicanze dovrebbero migliorare se non scomparire nelle 48 ore, se ciò non avvenisse è corretta una visita di controllo.
Per l'alimentazione può stare tranquillo perchè godiamo di un sistema algico che non permette di masticare sulla ferita finché non è competente, in bocca il coagulo difficilmente è stabile perchè è immerso in ondate di saliva e continui movimenti involontari della lingua, per cui si rimaneggia in modo costante, soprattutto quando non è stabilizzato da punti di sutura.
Domani parta pure dalla colazione arrivando alla cena con dieta morbida non fredda e non liquida.
Dr. Diego Ruffoni
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[#5] dopo  
Utente 262XXX

Grazie al Dott Ruffoni e a tutti i dottori. Sto meglio come dolore e come sensazione generale. Ho ancora un po di male nel dente affianco durante la chiusura dentale completa, come se appunto digrignassi i denti anche se non digrigno, confido possa passare....più che altro non saprei cosa potrebbe fare il dentista, in quanto non penso potrebbe magicamente spostare il dente per farlo chiudere come prima o togliere il dolore se ciò è dovuto dallo squilibrio creato dall'estrazione del dente affianco.

Mi chiedevo solo se giovedi/venerdi, quindi tra due giorni o tre posso riprendere una normale alimentazione dovendo appunto uscire a cena, in un ristorante dove sicuramente pur scegliendo c'è mangiare da ristorante: salse, sughi, pizza.

[#6] dopo  
Dr. Diego Ruffoni

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Può cibarsi di tutto quello che desidera. In questi giorni può fare le prove che vuole.
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[#7] dopo  
Dr. Diego Ruffoni

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GRAZIE per la valutazione.
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[#8] dopo  
Utente 262XXX

La ringrazio nuovamente Dott Ruffoni.

Un ultima cosa, mi perdoni: credo di aver capito la causa del dolore che accennavo e che sembra essere paragonabile a un digrignare i denti anche se appunto li chiudo normalmente: ho una punta di un dente inferiore che finisce in mezzo a metà esatta del dente superiore corrispettivo durante la chiusura generandomi un indolenzimento continuo che passa solo quando parlo o mangio o assumo oki. Ma tutto ciò prima non lo avvertivo ne mai ho avuto dolore a chiudere normalmente la bocca. Tutto nasce dal post estrazione del molare inferiore vicino a questo dente.

Mi chiedo se sia una cosa passeggera o cosa potrei fare (o cosa potrebbe farci il mio dentista al momento), visto è un indolenzimento davvero fastidioso e continuo.

[#9] dopo  
Dr. Diego Ruffoni

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Come ben sa i denti si spostano e nel tempo tutto può sistemarsi, ma il suo odontoiatra molto probabilmente ha la possibilità di alleviarle il fastidio velocemente, per cui è corretto ritornare da lui per un controllo.
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[#10] dopo  
Utente 262XXX

Dottore, novità e non piacevole.
Stamane mi sveglio con un forte dolore nel luogo in cui han tolto il dente e noto che il buco è ormai chiuso tra sangue raffermo e tessuto quasi del colore della gengiva ma appena sotto, ovvero nel lato gengivale che da verso la guancia si è formata una pallina gialla grande come una caramella che fa male a masticare ma soprattutto a tenere la bocca chiusa e che pulsa. La forma è rotonda ed è nella gengiva. Un cm più a destra ovvero a cavallo del dente tolto, (tra i due denti che ne fanno da contorno) un altra colorazione giallo-biancastra della gengiva non di forma tonda come l'altra ma rialzata e più piccola. Entrambe dolorose al tatto e dolorose al deglutire con senso di gonfiore ai linfonodi sotto al collo e alla mandibola. Non so se siano afte, se sia un ascesso o un principio di infezione. Non ho dolore nella cavità dove il dente è stato tolto ma la gengiva appena sotto la ferita lateralmente ha queste due cose strane che ieri non aveva. E che fan male. Sopportabile per ora. Oggi la dentista non c'è domani mattina ho appuntamento verso le 10.

Mi chiedevo che posso fare intanto e cosa potrebbero essere. Ho dell'antibiotico in casa volendo Klacid e Zitromax. Piu che altro non vorrei che andando a domani mi si gonfi anche guancia o il dolore aumenti e soprattutto tra 8 giorni ho un'esibizione a teatro...se fosse un'infezione o un ascesso riuscirei in 8 giorni a guarire da poter cantare senza problemi in scena?
E' molto difficile per me stare sereno ora con questo nuovo sintomo e con questa cosa strana alla gengiva.

Le chiedo inoltre un ultima cosa: quando asserisce che il dentista può aiutarmi a ritrovare prima l'equilibrio dentale durante la chiusura evitando dolore e pressione sui denti vicini a quello estratto (la mia famosa sensazione di digrignamento), in che modi potrebbe aiutarmi il dentista? Io ho solo sentito parlare del bite dal mio medico. Ce ne sono altri migliori e piu rapidi?

[#11] dopo  
Dr. Diego Ruffoni

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Ottimo l'appuntamento di domani alle 10.00 speriamo che non abbiano tolto il dente"sano" ora c'è da accettare da dov e proviene il tutto e provvedere alle nuove cure. La cura antibiotica media è di 6 giorni in regola con le sue tempistiche. Il precontratto può essere individuato e tolto limando leggermente otturazione o dente. Speriamo in bene.
Dr. Diego Ruffoni
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[#12] dopo  
Utente 262XXX

Gentile Dottor Ruffoni,

la aggiorno in seguito alla visita di oggi presso il mio dentista.
Il dentista mia ha riscontrato un 'afte vicino alla gengiva post estrazione e un effetto collaterale dell'anestesia, ma nessuna infezione. Mi ha consigliato di proseguire con il colluttorio con clorexedrina.

Invece il dolore forte che avvertivo era causato da digrignamento dentale notturno. Mi ha messo un po di pasta su un dente che era doloroso al chiudere la bocca ma mi ha detto ha notato altre "microfratture dello smalto dentale causa digrignare notturno su altri denti dell'arcata inferiore".
Per tanto lunedi mi farà il bite.
Volevo chiederle gentilmente un parere:

il bite è risolutivo per questo digrignamento? Ovvero risolve anche la parte dolorosa? Perchè posso assicurare che il dolore e l'indolenzimento è davvero tanto da parte mia. Sia la sera a letto che al mattino al risveglio.
Sarebbe folle o impossibile riempire di pasta (simile a quella messa oggi) tutte le microfratture che il dentista riscontra dovute a questo fattore? (Nel senso: si può fare, la pasta dura per sempre, andrebbe cambiata ogni tanto o rimessa)

Chiedo molte cose dottore ma solo per capire perchè il fatto il dolore si ripercuota sulla polpa dentale non riesco proprio a sopportarlo e a forza di oki ho lo stomaco che fa male

[#13] dopo  
Dr. Diego Ruffoni

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Afte clorexedina, effetti collaterali dell'anestetico!!! Forse c'è qualcosa di poco chiaro, ma va bene lo stesso, se sono afte, regrediscono spontaneamente tra qualche giorno.
Il bite nel suo caso con probabilità potrebbe essere a scopo diagnostico, poi in seguito verrà eseguito uno studio del caso e applicati i protocolli previsti, chiaramente deve prendere queste mie informazioni come generiche, visto che non conosco il caso clinico e continui sulle indicazioni del suo odontoiatra. Le fratture spesso sono di origine traumatica, mentre le abrasioni possono derivare da "digrignamento" e sarebbe bene inquadrarle in una corretta diagnosi.
Mi conferma che chi la sta curando è iscritto all'ordine dei medici?
Dr. Diego Ruffoni
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[#14] dopo  
Utente 262XXX

Si, si, ha 5 studi in tutto il territorio bresciano. Specializzato negli impianti, lui fa impianti, il dottore e la dottoressa invece si occupa delle estrazioni prevalentemente. Ad ogni modo io credevo che il bite fosse la soluzione definitiva per il mio digrignamento notturno e non un inizio di un percorso ancora più lungo.... Spero almeno possa togliere il dolore che mi si crea su tutto il dente dovuto a questo digrignare e che mi dura per molte ore dopo il risveglio. In parole povere spero sia una soluzione almeno per non provare dolore che è l'effetto più invalidante. Questo me lo conferma dottore?

Infine un'ultima cosa: ho notato che causa una pizza con crosta un tantino secca, pur stando attento in bocca un pezzettino è finito sulla ferita con relativo dolore, e ho notato che nell'angolo dove ormai tutta la ferita è ricoperta da un tessuto biancastro, (che la dottoressa dice granuloso, a detta sua di formazione naturale e fisiologica dopo il coagulo che avevo) si è aperto un forellino piccolissimo dove appunto un pezzo di pizza era finito. Il forellino è piccolo piccolo ma noto che nel deglutire un po di saliva ci entra e va a finire li. Non vorrei che mi venisse un'alveolite o un'infezione. Mi chiedevo se anche piccole aperture nel tessuto formatosi sulla ferita possono portare a infezioni quali alveolite e se li dove si è fatto il forellino si riformerà spontaneamente nuovo tessuto granuloso tra qualche giorno. Io nel frattempo disinfetterò con colluttorio e adeguata terapia datami però dovendo sempre esibirmi a breve non vorrei incorrere in un'infezione per un buchino grande quando la tana di una formichina proprio nei giorni a venire.

[#15] dopo  
Dr. Diego Ruffoni

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Un medico non si stabilisce con il numero di studi che possiede, ma dalla laurea in medicina o in odontoiatra che consente l'iscrizione all'ordine dei medici, l' elenco il è facilmente reperibile nel web e garantisce al cittadino l'anno di laurea e le specializzazioni. Il tessuto biancastro granuloso probabilmente è fibrina ed il continuo rimaneggiamento e una perdita parziale non è la causa di alveolite secca. Se lei è in buone mani, può stare tranquillo che troveranno le cure per i suoi fastidi.
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