Utente 436XXX
Salve,
Sono una ragazza di 29 anni e mercoledì mattina ( quindi quasi tre giorni fa) ho effettuato una devitalizzazione di un molare, a causa di una pulpite.
Mi sono state fatte tre anestesie( non le so dire di che tipo) essendo una cura piuttosto complessa.
Mi è stato detto che il dente era collegato al trigemino e questo è il motivo per cui dopo la cura ho avuto un fortissimo mal di testa.
Mi è stata prescritta una cura antibiotica che cessa stasera ( terzo giorno) e come antidolorifico ho preso l'oki.
Il problema che si pone è legato al fatto che, nonostante si sia ridimensionato l'ambito, mi è rimasta una parte del viso completamente anestetizzata. Si tratta della parte sinistra del labbro inferiore e parte sinistra del mento. Inoltre determinati movimenti del viso mi risultano faticosi e dolorosi, ad esempio dei movimenti mandibolari o un'ampia apertura della bocca...ciò mi rende difficile anche mangiare correttamente. Però non ho notato deformazioni del volto ed a parte la zona interessata ed ovviamente il dente che risulta ancora indolenzito non ho particolari disturbi.

Di cosa si potrebbe trattare? Temo una forma di paralisi o che la zona non smaltisca più l'anestesia.

Attendo una vostra cordiale risposta

Giulia

[#1] dopo  
Dr. Luigi De Socio

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Penso che abbia subito una devitalizzazione di un molare dell'arcata mandibolare,e le sia stata praticata una anestesia tronculare,sbaglio?
Probabilmente si tratta di una complicanza della procedura anestesiologica,con lesione traumatica del NAI (nervo alveolare inferiore,terza branca del trigemino). Se la "lesione" è parziale ,ed è il caso più frequente,si parla di NEUROAPRASSIA,ed il recupero è abbastanza veloce ,in genere in un paio di settimane.
Richieda un nuovo consulto odontoiatrico,anche di un collega esperto.
Non credo che abbia necessità di un antibiotico.
In questi casi,se confermata la mia ipotesi,molto più utili cortisonici e vitamine del gruppo B.
Mi tenga aggiornato.
Buona Serata
Dr. Luigi De Socio
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[#2] dopo  
Utente 436XXX

Grazie molte per la veloce risposta.
C'è qualche esame specifico che mi consiglia di fare per escludere un danno permanente?

La tengo aggiornato se ci sono sviluppi.

Grazie ancora

Giulia

[#3] dopo  
Dr. Luigi De Socio

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Esami utili possono essere quelli di elettrofisiologia come l'elettromiografia e l'elettroneurografia del nervo,eseguibili presso reparti universitari di Neurologia.
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